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SUMMARY:DOLOMITI AMPEZZANE
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTOGNA PIAZZOLA SUL BRENTA\nDOLOMITI AMPEZZANE\nL’anello della Tofana di Roses dal Passo Falzarego\, Rifugio Giussàni\nCima della Tofana di Roses \nDomenica 4 agosto 2019 \nREFERENTI: PAOLO CERVATO\, PAOLO CAVINATO\, ANASTASIA PARFENE \nMEZZO DI TRASPORTO: PULLMAN \nPARTENZA: ORE 5-15 DAVANTI ALLA SEDE GAM DI PIAZZOLA SUL BRENTA \n    \nDATI TECNICI: \nGruppo A\nRifugio Col Gallina\, Rifugio Giussani\, Cima della Tofana di Roses con un dislivello di circa 1300m\, difficolta EE. \nGruppo B\nRifugio Col Gallina\, Val Travenanzes\, Rifugio Giussani. Giro ad anello con un dislivello di 800-900 m\, difficolta E. \nPer gruppo A e gruppo B la durata della escursione è di 8-9 h. \nCarta topografica tabacco 03 1:25000 \nNOTE: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato alla alta quota e alla stagione; obbligo di indossare calzature adatte ai sentieri di montagna rocciosi. Ricordarsi di portare l’occorrente per il momento conviviale ( posate\, bicchiere\, piatto non usa e getta). \n \nDESCRIZZIONE PERCORSO\nIl percorso è uno degli itinerari più interessanti tra i tanti che si possono compiere sulle dolomiti di Cortina e nel Parco delle Dolomiti d’Ampezzo. Sotto il profilo ambientale è la perla naturalistica della Val Travenanzes. Da non trascurare l’interesse storico del percorso\, visto che qui si fronteggiarono le truppe Italiane e Austro-Ungariche durante la Grande Guerra. L’itinerari sono lunghi e adatti ai buoni camminatori e i sentieri sono tutti ben risistemati e segnalati.\nIl Passo Falzarego\, situato nel cuore delle Dolomiti\, è raggiungibile da Agordo. Dal passo si scende per un paio di chilometri verso Cortina arrivando a Col Gallina dove si parcheggia. A piedi tutti assieme ci si immette sul sentiero n. 412 che sale tra prati e boschi radi confluendo sulla sterrata ex militare per la Forcella Col dei Bos (2331 m). Lasciamo il sentiero n. 412 che prosegue per il Rifugio Dibona e prendiamo il sentiero n. 402 che taglia alcuni tornanti della strada. Superando alcune trincee della Prima Guerra Mondiale e offrendo spunti panoramici su tutta la zona del Castelleto\, sconvolta dalle mine della Grande Guerra. Il Sentiero si insinua in un grande ambiente dolomitico e porta all aperta Forcella Col dei Bos. \nQui ci dividiamo in due gruppi: \nGruppo A\nprende il sentiero 404 alla nostra destra che è un percorso della Alta via Dolomitica nr1\, fino al bivio(2375m) che con il sentiero\, 403 che scende per rifugio Dibona a destra\, e sinistra Rifugio Giussani che noi dobbiamo percorrere. Salendo alla nostra sinistra troviamo l’ex Rifugio Cantore(2542m) e nemmeno a 50m di dislivello siamo arrivati al Rifugio Giussani(2580m). Qui piccola sosta mangiando velocemente qualcosa per non perdere le nostre forze visto il nostro obiettivo—Cima della Tofana di Roses (3225m).\nCon un dislivello di 650m in salita dal Rifugio Giussani si parte per la via normale raggiungendo la cima.\nDurata: 2h/2h e 30 minuti\nDifficolta: EE\nPercorso: dal rifugio Giussani si sale in direzione della Punta Marieta\, seguendo il sentiero che porta alle Tre Dita e alla ferrata Lipella. Raggiunto un bivio a circa 2630 m di quota\, si segue la traccia con i bolli blu che dopo aver superato una zona di grossi blocchi si dirige diagonalmente a destra traversando un vasto ghiaione. Dopo alcune rocce attrezzate\, si supera una zona di cenge detritiche e risalti rocciosi. I numerosi ometti conducono a una placca\, che si supera aiutandosi con dei fittoni in ferro\, e dopo molti tornanti si raggiunge la cresta nordovest. Quindi si rissale lungamente sulla panoramica dorsale\, fino a superare il versante detritico\, per poi toccare la CROCE di VETTA.\nDiscesa: per lo stesso itinerario fino al Giussani dove ci aspettano i nostri amici del gruppo B per pranzare e poi scendere tutti assieme. \nGruppo B\nDalla Forcella Col dei Bos (2331 m)\, si prendere il sentiero 404 che porta verso la magnifica Val Travenanzes\, dominata a destra dai torrioni della Tofana di Rozes e a sinistra dalla movimentata catena dei Lagazuoi sui cui è facile vedere alpinisti all’opera.\nScendendo si giunge così ad un importante bivio che ci porta a prendere subito il sentiero a destra per il Rifugio Giussani( 403) che passa sotto imponenti pareti dolomitiche.\nAlzando la testa e ben nota su una parete verticale la Scala del Minighel . E la prima via ferrata a Cortina d Ampezzo\, davvero curiosa\, sia per la sua storia sia per la particolarità delle sue fattezze\, che la contraddistinguono da tutte le ferrate. Fu costruita da Luigi Gillarduzzi con dei pioli che furono piegati ed in parte tolti durante la guerra 1915-18 dalle truppe austroungariche rendendola impraticabile. Fu ristrutturata nel 1958 da Renato Franceschi.\nQui l’acqua è assoluta protagonista ma la valle\,si vedono cascate che scendono. Anche dal punto di vista botanico\, la Val Travenanzes è assai importante\, con fiorite di aquilegia alpina e stelle alpine. Raggiunti al bivio a circa 2000 m svoltiamo per il si sentiero n. 403 per il Rifugio Giussani.\nOra la nostra attenzione è rivolta soprattutto dal singolare paesaggio che ci circonda\, con massi di tutte le dimensioni molti dei quali squassati dalle mine della Prima Guerra Mondiale.\nSempre più vicina appare la Forcella Fontananegra (2478 m) dove è collocato il Rifugio Giussani (2580 m) che è il punto d’ arrivo del nostro gruppo. \nRitorno:\nDal rifugio si scende tutti assieme gruppo A e gruppo B per il sentiero n. 403 per il Rifugio Dibona (2083 m) ampio e ben sistemato\, arrivando subito al bivio si scende fino ad incrociare il sentiero n. 412 per Ra Noria\, agevole e altrettanto panoramico. In particolare lo sguardo è attratto dal gruppo dolomitico Cinque Torri – Averau – Nuvolau. Tornati alla strada militare dell’andata si scende con questa al punto di partenza. \nBUONA ESCURSIONE A TUTTI!!! \n \nProgramma in PDF
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LOCATION:Tofana di Roses\, Cortina d'Ampezzo\, 32043\, Italia
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SUMMARY:Gruppo delle Odle - Traversata delle Odle
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA \nGruppo delle Odle – Traversata delle Odle\n20 e 21 luglio 2019 \nReferenti: Tarcisio Santinello 327 9539695\, Elena Seraia 333 2050180\, Paolo Cervato 348 4190323 \nMezzo di trasporto: Pullman \nPartenza: Ore 5.30 di fronte alla sede dal GAM via Rolando 57- Piazzola sul Brenta \nDati tecnici: Val di Funes\, Parco naturale Puez Odle.\n1° giorno: Dislivello 850 m\, 5/6 ore. Punto di partenza è il parcheggio di Ranui 1352 m\, punto d’arrivo Malga Gampen 2062 m\, difficoltà E\n2° giorno: Dislivello 700 m; 6/7 ore. Punto di partenza Malga Gampen 2062 m\, punto d’arrivo rifugio Firenze 2034 m\, difficoltà E\, breve tratto EE. \nNote: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato alla quota ed alla stagione\, si raccomandano calzature adatte ai sentieri di montagna (no scarpe da ginnastica)\, sacco lenzuolo\, asciugamano\, crema solare. Ricordarsi inoltre di portare l’occorrente per il momento conviviale (posate\, bicchieri\, piatto non usa e getta). \nCenni naturalistici: La val di Funes è la valle delle Dolomiti considerata la più bella del mondo. Si tratta di una delle ultime valli rimaste incontaminate\, e proprio per questo motivo è una delle valli altoatesine più visitate per la sua tranquillità e la sua ricchezza di panorami mozzafiato.\nIl Parco naturale Puez-Odle comprende\, come svela il suo nome\, l’imponente gruppo montuoso del Puez e delle Odle\, dichiarate patrimonio mondiale UNESCO. \nDescrizione del percorso: Le Odle\, aghi in ladino\, separano la Val di Funes dalla val Gardena\, fanno parte del parco naturale Puez- Odle e culminano nei 3030 m della Furchetta. Il loro celebre profilo dentellato lo si può ammirare sul versante nord dalla val Funes assieme alle innumerevoli panoramiche malghe. \n1° giorno: Dopo aver percorso gran parte della valle Funes\, (Villnostal in tedesco)\, arriviamo in località Ranui (1346 m)\, ai nostri occhi una delle immagini simbolo della valle\, e non solo\, la barocca chiesetta di San Giovanni\, immersa nel verde di ampi prati ai margini del bosco e sovrastata dalla maestosità delle pareti del Sass Rigais (3025 m). Dopo una breve visita seguiamo la strada sterrata (28) che costeggia il torrente\, proseguiamo di lì a breve verso sud puntando la catena delle Odle. In lieve salita nel fitto del bosco di abeti superiamo un ponte ed alcuni tornanti e giungiamo in un’ora alla fine della strada (1716 m). Proseguiamo sulla sinistra\, a destra il sentiero porta a Malga Brogles\, fino ad incrociare in località fontane bianche (1875 m) il sentiero delle Odle (35) che collega malga Brogles al rifugio Genova. La via\, conosciuta come Adolf Munkel Weg\, si aggira sui 2000 metri di quota\, corre al margine del bosco e pietraie tra larici e cembri\, sempre ai piedi dei ripidi ghiaioni che scendono dalle gigantesche punte delle Odle. Qui si ha veramente l’idea della forza della natura\, passiamo accanto a enormi massi spigolosi piombati giù dalle enormi incombenti pareti. Attraversiamo ghiaioni mobili levigati da millenni di rotolii\, sempre camminando su una sorta di cintura che divide il bosco ed il prato dai sassi e dalle vette. Lasciamo in alcuni casi il sentiero per scendere sui prati sottostanti per far visita a qualche malga (Geisler\, Glatsch\, Gschnagenhardt) incantevoli e deliziosi punti di ristoro dove si possono assaggiare specialità locali. Dopo alcuni saliscendi incontriamo la stradina (33) che sale da Malga Zannes e siamo ormai in vista della nostra meta malga Gampen (2062 m) situata in una vasta conca appena sotto il passo Poma e alla fine del versante settentrionale delle Odle. \n2° giorno: Dalla Malga Gampen seguiamo sempre il sentiero (31-35) che sale nel vallone erboso dove alla sua sommità troviamo il rifugio Genova (2297 m)\, da qui abbiamo la possibilità di salire al passo Poma (2340 m) spartiacque tra la val di Funes e la val Badia\, per poi continuare fino alla cima del col di Poma (2420 m) per ammirare nella loro interezza la catena delle Odle\, tutta la valle di Funes\, le Odle di Eores con il percorso dedicato a Gunther\, fratello di Messner\, il Sass Putia\, il Puez\, ecc. …\nRitorniamo al passo Poma e seguiamo il sentiero (3) in direzione sud che è parte dell‘alta via n°3\, percorso che in 12 tappe congiunge Bressanone a Feltre. Percorriamo ora tale via che su lievi pendii erbosi ci conduce alla forcella San Zenone (2239 m) per poi aggirare il SAS DAL EGA ed entrare sul versante meridionale delle Odle\, certamente imponenti ma meno spettacolari di quelle ammirate il giorno precedente. Costeggiamo le creste del Longiarù e saliamo in modo più marcato ma mai eccessivo sempre percorrendo l’alta via\, tralasciamo le indicazioni del sentiero n°13\, che una volta superata la forcella dal’Ega ci condurrebbe verso il rifugio Firenze.\nEntriamo in un canalone detritico che con percorso ora più faticoso su terreno instabile ci porta a raggiungere il punto più alto della nostra attraversata\, forcella della Roa (2617 m)\, valico tra la val Longiaru’\, in val Badia\, e la conca di Cisles in val Gardena\, abbiamo così modo di osservare le Odle dal versante meridionale. Percorsa la stretta e rocciosa val di Roa giungiamo sui grandi prati erbosi delle Alpe di Cisles che si estendono sulla soleggiata val Gardena per poi giungere finalmente al rifugio Firenze (2034 m). \nLa gioia nell’osservare e nel comprendere è il dono più bello della natura.\nAlbert Einstein \nBuona escursione a tutti. \nI referenti \n \nProgramma in PDF
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LOCATION:Gruppo delle Odle\, Santa Cristina Valgardena\, 39047\, Italia
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SUMMARY:Alta Pusteria Tre Cime di Lavaredo
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA\nDOMENICA\n07 Luglio 2019\nAlta Pusteria – Tre Cime di Lavaredo \n \nReferenti: Ramona Zaharia 347 4358393 \, Paolo Graffigni 347 8363201\, Gastone Cerato 329 1920578.\nPartenza: ore 5.15 di fronte la sede del GAdM via Rolando\,57 – Piazzola sul Brenta.\nDati tecnici: giro ad anello con dislivello di 750 metri (tra vari sali e scendi su 15 km ca)\, difficoltà E\, durata escursione 6-7 ore (soste incluse).\nNote: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato alla quota e alla stagione; obbligo di indossare calzature adatte ai sentieri di montagna. Ricordarsi inoltre di portare l’occorrente per il momento conviviale (posate\, bicchiere\, piatto non usa e getta). \nCenni Storici:\nDal medioevo le Dolomiti formano fondamentalmente il confine tra l’Austria e l’Italia. Una linea che durante la Prima Guerra Mondiale\, precisamente durante la guerra tra il 1915 e il 1918 si è trasformata in un fronte di guerra molto combattuto quando l’Italia è entrata in guerra con le forze dell’Intesa.\nDopo che l’Italia il 23 maggio 1915 ha dichiarato la guerra all’Austria\, il territorio attorno alle Tre Cime si è trasformato in un crudele scenario di guerra. La linea del fronte tra il Monte Paterno-Forcella Lavaredo-Tre Cime-Forcella Col di Mezzo corrispondeva al vecchio confine di stato\, il quale fino al 1918 è stato un fronte di montagna molto combattuto tra i Kaiserjäger austriaci e gli alpini italiani. Con grande sforzo durante la guerra l’esercito italiano ha portato un faro sulla Grande Cima per illuminare le posizioni austriache. \nDescrizione percorso:\nI colori e la forma caratteristica delle Tre Cime di Lavaredo sono un’icona. Le “tre dita di dolomia” che si ergono verso il cielo sono infatti uno spettacolo unico nel suo genere. Sono composte da tre massicci\, la Grande\, che è quella centrale di 2999 metri; la Cima Ovest di 2973 metri; e la Piccola di 2857 metri.\nDal rifugio Auronzo (2320m) si prende il largo sentiero segn. 101 che porta al rifugio Lavaredo (2344m). Da qui si continua dritti fino a un bivio (35m) che a sinistra porta alla F.lla di Lavaredo mentre a destra porta al laghetto di Lavaredo per poi proseguire verso i laghi di Cengia (segn. 104) passando sotto la Croda Passaporto (2701m) che si alza alla nostra sinistra. Si scende per un sentiero nella conca dei prati sottostanti per arrivare nel punto più basso dopo aver attraversato la colata di ghiaia e i massi del Ciadin Passaparto (1h). Si ricomincia a salire arrivando al bivio 107 per la Val di Cengia. Si sale su una comoda mulattiera militare che ci permette di superare un gradone e dopo una breve discesa arrivare al pianoro dove si trova il Laghetto di Cengia (1\,30h). Procedendo sulla sinistra del laghetto si incontra il monumento eretto per la commemorazione di 12 artiglieri morti in una valanga il 25 febbraio 1916. Si sale con ampi tornanti in una zona ghiaiosa al bivio per il sentiero 107 che porta al bivacco De Toni (1\,50h) per proseguire diritti passando accanto a diversi ruderi militari della Grande Guerra. Dopo poco si scorge la Forcella di Cengia\, il sentiero che porta al Passo Fiscalino e la Croda dei Toni. Raggiunta la F.lla Pian di Cengia (2\,10h) si prosegue a destra seguendo il sentiero 101. Da qui si possono vedere il M.Rudo\, la Croda dei Rondoi\, la Torre dei Scarperi\, la Torre di Toblin\, Cime Bulla e Piatta della Roccia dei Baranci. Arrivati a un crocefisso in legno il panorama si allarga ulteriormente sui monti precedentemente descritti. Dopo una breve salita e una cengia attrezzata con una passerella in breve si arriva al Rifugio Pian di Cengia (2\,20h). Dopo una meritata pausa ristoratrice\, si scende continuando per il sentiero 101 e come un puntino ecco\, in fondo in fondo\, scorgere il Rifugio Locatelli che fa capolino all’orizzonte\, dal quale si gode della magnifica vista da cartolina sulle Tre Cime di Lavaredo. Lasciato il rifugio Locatelli\, si continua sul sentiero 101 fino ad arrivare alla forcella Lavaredo e godendo di un’ottima vista sulle “3 dita di dolomia”\, si ritorna al rifugio Auronzo nostra meta finale. \nBuona escursione. I referenti
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LOCATION:Tre Cime di Lavaredo\, Auronzo di Cadore\, 32041
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SUMMARY:Monte Stivo
DESCRIPTION:L’escursione prevista per domenica 23 giugno 2019 al Gruppo del Latemar\, posticipata al 30 giugno per favorire la festa del ventennale\, viene annullata per l’impraticabilità dei sentieri a causa della presenza di neve.\nQuesta l’escursione proposta in sostituzione. \n\n \n \nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA\nDOMENICA 30 GIUGNO 2019\nCATENA DELLO STIVO/BONDONE\nSALITA AL MONTE STIVO DA SANTA BARBARA \nReferenti d’escursione: Chiara Bergamin 3392059619 \, Ornella Baggio 3471509378 e Sabina Mascaro 3465124182.\nPartenza: ore 6.15 presso il parcheggio del Centro Sportivo “ Le Magnolie” di Piazzola sul Brenta\nTrasporto: Pullman\nDati tecnici: disl. Mt 800 circa\, difficoltà E\, durata escursione 6/7 ore circa\nNote: abbigliamento da montagna\, scarponi\, pranzo al sacco oppure in rifugio\, consigliatissima una buona scorta di acqua. \n  \nDESCRIZIONE PERCORSO \nCon il pullman arriveremo fino al Passo Santa Barbara\,dove ci cambieremo ed avrà inizio la nostra escursione. Da qui proseguiremo in direzione Sant’Antonio (1.250) imbocchiamo la stradina con segnavia 608B che seguiamo fino in località le Prese (1.480). Qui lasciamo la stradina e per sentiero risaliamo la dorsale sud-ovest fino alle postazioni della guerra. Attraversiamo poi il pendio in direzione del rifugio e della cima (2.059). Sulla panoramica cima troviamo la croce e l’osservatorio con le indicazioni delle montagne circostanti. \nDalla cima la vista spazia sulla Catena del Lagorai\, sul Pasubio e sulle Piccole Dolomiti ad est\, il gruppo del Monte Baldo a sud\, le Alpi di Ledro a sud-ovest\, i ghiacciai dell’Adamello\, del Carè Alto e della Presanella a nord-ovest\, le Dolomiti di Brenta a nord. Ampie tracce di trinceramenti e fortificazioni austroungariche ed italiane della Grande Guerra si possono osservare un po’ ovunque sul Monte Stivo\, che faceva parte del grandioso sistema fortificato dell’Alto Garda.\nDalla cima scendiamo al rifugio Prospero Marchetti allo Stivo\, dove pranzeremo.\nDopo la meritata pausa \, prenderemo il sentiero 608 passando per la Malga Stivo (1.748) e ci dirigeremo per località le Prese per poi giungere al punto di partenza dove ci attende il pullman. \nBuona escursione. Le referenti.
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SUMMARY:Festa per i 20 anni dell'Associazione
DESCRIPTION:Evento ufficiale Facebook
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LOCATION:Villa Tacchi\, via Dante 30/A\, Villalta di Gazzo padovano\, 35010\, Italia
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SUMMARY:ALTO GARDA - CIMA MONTE MISONE
DESCRIPTION:DOMENICA 9 MAGGIO \nALTO GARDA – CIMA MONTE MISONE  \nRITROVO: Domenica 9 MAGGIO a Piazzola sul Brenta in via Rolando 60 davanti alla  sede del GAM alle ore 5.45\, partenza ore 6.00 con mezzi propri. \nREFERENTI: DAL ZUFFO GIOVANNI 3473597041\, BAGGIO ORNELLA 3471509378. \nDATI TECNICI: Dislivello mt 1200\nDifficolta’ EE (privo di difficoltà tecniche\, da non sottovalutare per il dislivello e le ore di cammino)\,punto d’appoggio: Rifugio S. Pietro che troveremo sulla via del ritorno.\nPranzo al sacco\, portate con voi il bicchiere.\nCartografia: tabacco 055\, scala :1.25.000.\nTempi di percorrenza salita ore 4; discesa ore 3 escluso soste. Lunghezza totale del percorso circa 20 km. \nAVVICINAMENTO: Piazzola sul Brenta – autostrada A 4 e A 22 con uscita Rovereto SUD – Riva del Garda – Tenno – Canale di Tenno. \nDESCRIZIONE ESCURSIONE: parcheggiate le auto a Canale di Tenno (mt. 600)\, superiamo il borgo medioevale\, che lasceremo alla nostra destra e seguiamo le indicazioni per lago di Tenno (SAT 406)\, che troveremo sulla nostra sinistra. Dopo un breve riscaldamento cominceremo a salire fino a due piccoli specchi d’acqua\, i Laghetti Soi\, circondati da vegetazione ( mt 800)\,continuiamo ancora fino alla colonia e case vacanza in località Castil.\nIl sentiero ora scende al piccolo paese di Ballino e ci innestiamo sulla SS.421\, svoltiamo a destra in direzione dell’ omonimo passo (ca.1\,5 km\, mt 763). Prendiamo a destra la forestale (SAT 432) fino a localita’ Cercena’(mt. 1100)\, da qui si continua per sentiero molto ripido e faticoso nel bosco. A Calcherola o Sella del Misone (mt. 1578) troviamo un bivio con cartelli e\ninnesto sul SAT 433\, noi prendiamo a destra verso il monte Misone\, ora proseguendo su sentiero in falsopiano arriviamo alla Malga Misone (mt. 1675) dove faremo la nostra meritata sosta.\nPer chi lo desidera da Malga Misone c’è la possibilità di salire fino alla cima del monte Misone (mt. 1803 libro e croce di vetta con panorama a 360°). Riprendiamo il nostro cammino per sentiero SAT 412 in direzione Sella di Castiol che incontreremo a quota 1350.\nDa qui una ripida discesa ci porterà ad incrociare la strada forestale a quota 958 identificata come sentiero SAT 410\,noi terremo la destra e lasceremo poco dopo per prendere il sentiero SAT 406\, località Calino\, che ci porterà al caratteristico\nRifugio SAN PIETRO (mt. 976) sotto il Monte Calino\, per fare una breve sosta.\nRitornati a Calino scendiamo a sinistra per sentiero SAT 410\, pochi metri su strada asfaltata e prendiamo il sentiero SAT 406\, a destra\, località Bastiani (mt 854)\, che ci porterà fino al piccolo Borgo Medioevale di Canale di Tenno\, considerato uno dei cento borghi più belli d’Italia. Speriamo di avere il tempo di visitarlo perché ha un suo fascino\, sembra che qui il tempo si sia fermato… Pochi metri e siamo arrivati alle nostre auto! \nBUONA ESCURSIONE A TUTTI  \nProgramma in PDF
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LOCATION:Monte Misone\, Tenno\, 38060\, Italia
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SUMMARY:Dolomiti di Zoldo
DESCRIPTION:Domenica 02 giugno 2019\nDOLOMITI DI ZOLDO\nGruppo del Bosconero\nmezzi propri \nRitrovo a Piazzola sul Brenta\, presso la sede\, Via Rolando 57 – ore 06:30 Partenza per Lago di Pontesei comune di Forno di Zoldo (Entrata autostrada a Limena: A4 – A27 – uscita Longarone – SP251)\nPausa per la colazione presso la pasticceria “4 VALLI” di Longarone \nReferenti: Romana Todescato (328 2145 378)\, Gastone Cerato (329 1920 578) \nDifficoltà percorso: E\nQuota massima: Rifugio Casera Bosconero a 1457 m.s.l.m.\nTempo percorrenza: 2\,30 h circa (andata).\nDislivello: 632 metri.\nLunghezza percorso: 3\,6 km. (andata).\nSentiero: n. 490\nN.B.: si prega coloro che desiderano pranzare al Rifugio Bosconero di comunicalo ai referenti durante l’iscrizione. \nIl gruppo dolomitico del Bosconero è molto articolato\, relativamente poco conosciuto e frequentato rispetto ai più noti colossi dolomitici centrali; solo negli ultimi decenni è diventato meta per escursioni di camminatori. Un tempo era luogo “oscuro” ed anche misterioso\, grazie alle sue caratteristiche di montagna impervia\, frequentata solo da cacciatori e boscaioli.\nSi trova tra il fiume Piave a sinistra e Torrente Maè a destra. Quest’ultimo forma il lago artificiale di Pontesei\, sulla strada fra Longarone e Forno di Zoldo\, dove parcheggeremo la macchina per l’inizio della nostra escursione. \nDal Lago di Pontesèi si attraversa la strada provinciale e ci si immette subito sul sentiero n. 490 che sale serpeggiando moderatamente per la Val de Bosconero\, all’interno del fitto bosco di faggi\, fino al bivio con il sentiero n. 485\, che lasceremo sulla destra\, per proseguire sempre dritto sul 490: la via più lunga ma anche la più facile per il Rifugio Casera Bosconero. Salendo costantemente all’interno\, il sentiero si fa più stretto fino ad incrociare il n. 491 sulla nostra sinistra\, denominato Pian del Mugon\, che si trova a quota 1024 mt.\, noi continueremo sempre sul sentiero 490. \nDi tanto in tanto si dovrà salire su dei rudimentali ponti per oltrepassare i vari torrentelli di montagna. Successivamente si punta verso sud\, fino ad arrivare al bivio Baita Dare che lasceremo sulla sinistra. Altri venti minuti di cammino e arriveremo al Rifugio Casera Bosconero\, (mt. 1457). \nIl rifugio è circondato dai Monti Sfornioi\, Sasso di Bosconero\, Sasso di Toanela\, Rocchetta Alta e Bassa. Il Rifugio Casera Bosconero è punto di riferimento per bellissime escursioni. \nBuona escursione a tutti! \n \nProgramma in PDF \nMappa in PDF \n \nEscursione effettuata nel 2017\nBastionata rocciosa\, imponente anche se non raggiunge quote molto elevate\, il Gruppo del Bosconero è un esteso massiccio dolomitico in centro Cadore\, selvaggio e non eccessivamente frequentato. Esso mantiene intatte le caratteristiche delle montagne bellunesi\, con ampi dislivelli in ristretti margini di spazio attraverso profonde forre e tetri\, ripidissimi canaloni\, che rendono l’insieme ancora più selvaggio ed isolato. \nReferenti:\nGastone Cerato\, tel.  329 192 0578;\nRomana Todescato\, tel.  328 214 5738;
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SUMMARY:Escursione in collaborazione con D&G Brenta\, Banca del tempo e Auser
DESCRIPTION:L’Associazione D&G – Davide & Golia è una associazione attiva nel volontariato sociale fin dal 1998 che svolge la propria attività nell’assistenza a persone svantaggiate. Anche quest’anno viene proposta un’escursione\, nel quale il nostro gruppo è chiamato a dare il proprio contributo per regalare un momento di gioia a chi è meno fortunato \n \n \nProgramma in PDF \nReferenti:\nSabina Mascaro\, tel. 346 512 4182; Paolo Graffigni\, tel. 347 836 3201;\nTarcisio Santinello\, tel. 347 953 9695
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SUMMARY:Prealpi Veneto/Trentine Da Lamon a Castel Tesino per la Claudia Augusta Altinate
DESCRIPTION:Escursione effettuata nel 2004La strada romana Claudia Augusta Altinate era una delle grandi vie imperiali che univano direttamente il cuore dell’impero con le province anche più remote. La strada partiva da Altinia\, passava per Oderzo (Opitergium)\, attraversava la Val Belluna e il solco di Feltre\, da qui deviava seguendo per un tratto il corso del Cismon\, quindi valicava la dorsale del Tesino e si immetteva nel solco del Brenta\, nell’attuale Valsugana (Ausugum). L’escursione seguirà un tratto della vecchia strada romana\, partendo appena fuori del paese di Lamon per arrivare a Castel Tesino. \n \nProgramma in PDF \nReferenti:Paolo Casonato\, tel. 349 530 2848  - Sabina Mascaro\, tel. 346 512 4182
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SUMMARY:Massiccio del Pelmo Zoppè di Cadore\, Rif. Venezia
DESCRIPTION:Escursione effettuata nel 2016\nL’inconfondibile sagoma di questo colosso dolomitico\, elegante e tozza allo stesso tempo\, che si eleva maestosa ed isolata fra le valli di Zòldo\, del Boite e Fiorentina\, chiude e caratterizza l’orizzonte\, ovunque la si guardi\, in maniera unica e irripetibile.\nAnticamente conosciuto come “Sass de Pelf”\, l’ampia incavatura sommitale lo ha tuttavia fatto conoscere con l’affettuoso nomignolo del “caregon del padreterno”.
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LOCATION:Monte Pelmo\, Monte Pelmo Borca di Cadore\, Belluno\, 32040\, Italia
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SUMMARY:Prealpi Venete - Altopiano dei Sette Comuni
DESCRIPTION:Escursione effettuata nel 2003\nL’escursione esclusivamente “di genere” oramai affermata come piacevole consuetudine per il Gruppo Amici della Montagna di Piazzola sul Brenta\, viene riproposta anche per quest’anno. Percorso\, tempi e dislivelli\, a sorpresa verranno tempestivamente comunicati e ovviamente la partecipazione sarà riservata unicamente…alle donne!
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LOCATION:Altopiano dei 7 comuni – Malga Larici\, Asiago\, 36012\, Italy
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SUMMARY:Dolomiti Ampezzane - Dolomiti di Centro Cadore
DESCRIPTION:Dolomiti Ampezzane\nCroda da Lago\, Rif. Croda da Lago\nEscursione effettuata nel 2013\nApprendiamo al momento di andare in stampa che il rifugio Palmieri alla Croda da Lago\, e chiuso. Proponiamo quindi una escursione alternativa alla scoperta delle dolomiti del Centro Cadore. \nDolomiti di Centro Cadore\nGruppo dell’Antelao – Gruppo dei Monfalconi\nEscursione effettuata nel 2013\nIl Cadore offre uno straordinario e fantastico spettacolo di gruppi dolomitici\, torri\, guglie e pinnacoli con alte pareti di roccia bianco rosata\, che si ergono\, quasi sovrastano\, verdi pascoli\, e boschi che ricoprono i versanti vallivi fino agli agglomerati antropici dei fondovalle\, ove scorre\, ora impetuoso ora placido il Piave\, il grande fiume\, dai mille affluenti\, forte tratto di congiunzione tra questo mondo e la “ricca” pianura.
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LOCATION:Rifugio Croda da Lago\, Cortina d'Ampezzo\, 32043\, Italy
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SUMMARY:Prealpi Venete: Altopiano dei 7 comuni Malga Larici\, Bocchetta Portule\, Cima Portule
DESCRIPTION:Escursione effettuata nel 2004\nL’escursione andrà alla scoperta di uno degli “angoli magici” nel settore nordoccidentale dell’Altopiano dei Sette Comuni. Si arriva in auto fino ai pressi di Malga Larici e quindi seguendo la “Erzherzog Eugenstrasse”\, una strada di guerra a fondo naturale\, fino alla Bocchetta Portule\, uno degli accessi alla parte alta dell’altopiano\, tanto cara al “vecio” Mario Rigoni Stern. E da qui per chi ha ancora voglia e tempo\, proseguendo lungo la cresta settentrionale\, fino a Cima Portule.
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LOCATION:Altopiano dei 7 comuni – Malga Larici\, Asiago\, 36012\, Italy
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SUMMARY:Gruppo dei Lagorai Rifugio Serot\, Monte Cola
DESCRIPTION:Escursione effettuata nel 2012 \nIl versante che sovrasta il paese di Roncegno è una delle zone più belle della Valsugana\, con decine di masi e baite disseminate tra castagneti e pascoli in un ampio risalto intervallato ora da creste ora da minuscole vallette\, completamente dominato dalla dorsale del Lagorai\, che conferiscono all’ambiente un carattere decisamente alpestre.
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LOCATION:Monte Cola\, 38050 Roncegno TN\, Trento\, Italy
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SUMMARY:Alla scoperta dei borghi più belli delle Marche
DESCRIPTION:Capigita \nRenato Zilio Cell.347 544 6984 \nIvo Callegari Cell. 338 272 8960 \nCaratterizzata dalla presenza dei monti Appennini che dolcemente degradano lungo vallate parallele fino all’Adriatico e con una rada popolazione che abitano una miriade di piccoli paesi\, le Marche\, sono l’unica regione italiana al plurale\, che si contraddistingue per la rara bellezza che l’ha resa terra di origine di grandi personalità\, da Giacomo Leopardi a Raffaello\, da Giovan Battista Pergolesi a Gioachino Rossini. Dunque\, una regione da scoprire\, riscoprire e visitare. Assieme al Gruppo Amici della Montagna di Piazzola sul\nBrenta\, naturalmente!\nL’escursione proposta avrà come momento centrale\, la visita di alcuni caratteristici borghi\, misconosciuti o poco noti al “grande pubblico” ma che si caratterizzano per la loro originaria bellezza. \nSan Leo. Borgo fortificato posto su un inespugnabile colle roccioso sovrastato da una possente fortificazione. Divenuto capitale della regione\, nel XII secolo vi si stabilì la famiglia dei Montefeltro Carpegna\, capostipite dei Montefeltro che tennero la rocca fino al 1234\,  anno di trasferimento della corte a Urbino. Fu poi proprietà di numerose altre famiglie:\nMalatesta\, della Rovere\, Borgia\, Medici\, per passare quindi definitivamente alla Chiesa.\nEdifici di notevole interesse sono il palazzo municipale\, palazzo Severini dove fu ospitato S.\nFrancesco d’Assisi\, l’8 maggio 1213 e il Palazzo Mediceo. La Pieve è costruzione preromanica del IX secolo\, mentre l’erezione del duomo risale al XII secolo sui resti di un precedente tempio pagano di epoca romana. La fortezza\, che forma un tutt’uno con la cuspide rocciosa su cui è edificata è il prodotto di numerose sovrapposizioni. La struttura attuale risale al 1475 ed è opera di Francesco di Giorgio Martini. Utilizzata come prigione\, vi vennero rinchiusi\, Giuseppe Balsamo (il conte di Cagliostro) e in epoca risorgimentale numerosi patrioti dello Stato Pontificio. \nLe Grotte di Frassassi. Diversione naturalistica\, alla visita di una zona speleologica di grande rilevanza\, la maggiore attualmente conosciuta in Italia\, comprende una serie di grotte carsiche formatesi nei millenni per la risalita delle acque sulfuree che a contatto con acque bicarbonate danno luogo a suggestivi fenomeni erosivi. Il complesso ipogeo si sviluppa per circa 13 chilometri. Il percorso turistico copre invece una lunghezza di circa 1500 metri e si sviluppa attraverso continue forme di stalattiti e stalagmiti dalle profili\nmultiformi che hanno dato il norme alle varie sale attraversate. \nSenigallia. Rinomato centro balneare tra i più antichi d’Italia\, alla foce del fiume Misa. Fu importante città romana con il nome di Sena Gallica; distrutta da Alarico nel 400. Libero comune alleato dell’Impero\, più volte devastato\, venne conquistata dalla Chiesa nel XIV secolo\, quindi fu signoria Malatestiana e dei Della Rovere nel XV sec. Nel Cinquecento divenne il nodo mercantile più importante del ducato di Urbino con al centro la rinomata “fiera della Maddalena” che si svolgeva da luglio ad agosto. \nCorinaldo. Di origini romane\, la bella città di Suasa\, si sviluppava tra i fiumi Cesano e Misa.\nFu distrutta da Alarico ad inizio 400 e poco dopo ricostruita. Libero comune alla fine del XII secolo\, mantenne la sua autonomia tra la potente Marca di Ancona e lo Stato di Urbino fino ad essere sottomessa alla città di Jesi. Subì ancora alterni dominii fra guelfi e ghibellini fino al definitivo dominio papale del 1360.\nA partire dal XVII secolo Corinaldo si ingentilisce nelle forme architettoniche e nel costume\, con l’erezione di numerose ed eleganti dimore gentilizie\, accanto ad altrettanto numerosi luoghi di culto ed iniziano a trovare nuovo sviluppo le arti e i mestieri. \nJesi. Situata nella bassa valle dell’Esino\, Jesi ha origini antiche e fu colonia romana dal 247 a.C.. Libero Comune nell’XI secolo fu centro di annosa contesa tra Malatesta\, Sforza e Braccio da Montone\, per passare infine\, nel 1447 sotto il completo controllo della Chiesa.\nIl centro storico racchiuso da da una cinta muraria del XV secolo\, pressoché intatta\, mantiene l’originario impianto medioevale con interessanti edifici religiosi e civili di varie epoche. Il lungo periodo di pace e tranquillità consentì alla cittadina di sviluppare nel tempo numerose attività industriali e commerciali che le sono valse\, sin dalla fine  dell’Ottocento\, l’appellativo di “Milano delle Marche”. \nChiaravalle. Piccolo nucleo abitato la cui storia è strettamente legata e quasi si identifica con la celebre Abbazia di S. Maria di Castagnola\, fondata nel XII secolo dai monaci cistercensi di Clairvaux. La chiesa ha una semplice facciata preceduta da un portico rifatto nel 1688 con portale a pieno centro e rosone sormontato da bifora. L’interno è a croce latina a tre navate. \nLoreto. La “città santa” è situata su un colle tra le valli del Potenza e del Musone\, in una zona molto fertile. Cinta in parte da mura del XV secolo è sovrastata dal Santuario della Santa Casa\, che è anche la principale attrattiva del luogo\, la cui erezione ebbe inizio a partire dal XV secolo in uno stile che già anticipava il Rinascimento\, pur mantenendo la basilare struttura gotica. La cupola costruita a fine 400 è opera del Sangallo\, mentre il Bramante ad inizio 500 eresse i piloni di rinforzo\, le dodici cappelle laterali e disegnò la\nfacciata. L’interno\, ricco di pregevoli opere d’arte\, si presenta a croce latina. In fondo alla navata centrale è posta la Santa Casa con rivestimento disegnato dal Bramante. Infine il Vanvitelli\, nel XVIII secolo\, eresse il campanile. \nRecanati. Poco oltre Loreto\, su una lieve collina tra le valli del Potenza e del Musone sorge il borgo di Recanati. L’antico insediamento del VI secolo a.C. divenne fortificazione nel tardo impero. Fu poi dominio longobardo per passare quindi alla Chiesa. Divenne comune nel XII secolo e fu residenza di Gregorio XI durante lo scisma d’Occidente (1415). Fu patria del “il giovane favoloso”\, il poeta Giacomo Leopardi e in tempi più recenti\, del tenore Beniamino Gigli. \nPotenza Picena. Fiorente colonia romana fin dal II secolo a.C.\, distrutta nel IV secolo\, durante la guerra greco-gotica. Alcuni superstiti avrebbero fondato\, sul colle adiacente\, il borgo di Monte Santo\, attorno all’antica pieve di Santo Stefano.\nLa libertà da soggezioni feudali fin dal XII secolo\, consentì al borgo un notevole sviluppo economico e commerciale che si sviluppò attorno alla piazza e al borgo medioevale circondato da mura in parte consolidate da interventi piuttosto recenti\, che ne danno un’immagine elegante e sobria. Il suo aspetto monumentale è fortemente caratterizzato dalla presenza delle chiese (un tempo il paese ne contava ben 27) e da imponenti campanili. \nPROGRAMMA DI MASSIMA DELL’ESCURSIONE: \nVenerdì 5 ottore: Piazzola sul Brenta – S. Leo – Le grotte di Frasassi \nmattino: arrivo a S.Leo: visita libera – 2/3 ore\npranzo/colazione organizzato dal Gadm\npomeriggio: visita guidata alle Grotte di Frasassi\narrivo in hotel\, sistemazione e cena \nSabato 6 ottobre: in giro alla scoperta di alcuni dei borghi più belli delle Marche \nmattino: colazione in hotel\nvisita guidata ai borghi di Senigallia\, Corinaldo\, Jesi\, Chiaravalle;\npranzo in ristorante\npomeriggio: continua visita guidata ai borghi\nritorno in hotel\, cena e pernotto \nDomenica 7 ottobre \nmattino: colazione in hotel e partenza\nvisita guidata a Loreto\, Santuario della Santa Casa\, Recanati\, Potenza Picena;\npranzo in ristorante\npomeriggio: ritorno prevedendo soste e visita libera lungo il percorso \n  \nInformazioni generali:\nQUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE\, € ….\,00 (acconto obbligatorio) –\nLA QUOTA COMPRENDE: viaggio in pullman gran turismo\, completo di ogni comfort e servizio a norma di legge:\nSpese autostradali e parcheggi; n. 1 autista per tutto il periodo; Sistemazione in hotel 3 stelle in camere doppie con\nservizi privati; Trattamento di mezza pensione in hotel; – n. 2 pranzi;\n– Guida per i giorni 5\, 6 e 7 ottobre (parziale);\nAssicurazione medico-bagaglio e Rct; Tasse\, iva e percentuale di servizio; \nLA QUOTA NON COMPRENDE: facchinaggio e tutto quanto non indicato alla “la quota comprende \nFile in PDF
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SUMMARY:Dolomiti di Fassa - Marmolada Da Alba di Canazei a Pozza di Fassa per le Valli di Contrin e S. Nicolò
DESCRIPTION:Le Valli di Contrin e di San Nicolò\, sono senza dubbio due fra le più belle vallate che incidono il variegato Gruppo della Marmolada. Facilità di accesso; corone di cime e crode sormontano un paesaggio fatto di boschi\, distese di praterie\, fienili e ruscelli che fra salti d’acqua e piccoli allagamenti creano altrettanti\, numerosi e affascinanti biotopi.
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SUMMARY:Parco dello Stelvio Giro dei Laghi alpini di Pejo e salita al Vioz
DESCRIPTION:I paesaggi che il gruppo Cevedale Vioz offre all’escursionista\, sono così appaganti da compensare ampiamente la fatica delle lunghe camminate che essei richiedono. E fra tutti\, unico è il panorama circolare che si può ammirare dalla cima del Monte Vioz che spazia dal gruppo del Brenta alla Presanella e all’Adamello. E poi ancora dal S. Matteo al Tresero\, al Bernina al Rosa\, al Gran Zebrù\, all’Ortles al Cevedale e per finire in lontananza\, le Dolomiti!
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SUMMARY:Dolomiti Friulane Giro del Crodon di Brica
DESCRIPTION:Le Dolomiti Friulane\, impervie e selvagge\, caratterizzate da creste frastagliate\, cime e pareti ghiaiose e valli solitarie e silenziose\, sovrastano l’alta pianura del Friuli Venezia Giulia  Occidentale. Difficilmente accessibili\, per l’elevato grado di Wilderness che le connatura\, spiccano oltre che per la loro bellezza anche per la suggestione degli itinerari escursionistici e le arrampicate.
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SUMMARY:Gruppo della Schiara - Case Bortot\, Rifugio VII Alpini
DESCRIPTION:Nel suo svilupparsi dai monti della Schiara e fino a Belluno\, la valle del torrente Ardo ospita ambienti unici e solitari\, a tratti impervi e inaccessibili; tra questi la forra del Bus del Buson è sicuramente il più celebre\, scavato dalla incessante forza dell’acqua del torrente nel corso dei millenni\, finché una frana ne deviò il corso liberando così questa meraviglia della natura.
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SUMMARY:Prealpi Gardesane: la primavera tra il  Lago di Garda e il Lago di Ledro
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SUMMARY:I borghi più belli della Toscana
DESCRIPTION:La Toscana con il suo patrimonio artistico\, le sue incantevoli vedute\, la sua civiltà passata attraverso 3000 e più anni di storia: dal popolo degli etruschi ai romani\, dal medioevo al Rinascimento con i più celebri artisti\, letterati e scienziati\, conserva un patrimonio culturale storico-artistico e ambientale forse unico al mondo. Da scoprire\, riscoprire e visitare.\nAssieme al Gruppo Amici della Montagna di Piazzola sul Brenta… Naturalmente! \nTUTTE LE INFORMAZIONI IN PDF
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LOCATION:Toscana\, Toscana\, Italia
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SUMMARY:Dolomiti di Zoldo\, Gruppo del Bosconero Giro del Sasso di Bosconero
DESCRIPTION:Bastione roccioso\, imponente anche se non raggiunge quote molto elevate\, il Gruppo del Bosconero è un esteso massiccio dolomitico in centro Cadore\, selvaggio e non eccessivamente frequentato. Esso infatti mantiene intatte le caratteristiche delle montagne bellunesi\, con ampi dislivelli in ristretti margini di spazio e questo fa si che i suoi fianchi siano incisi da profonde forre e tetri\, ripidissimi canaloni\, che rendono l’insieme\, se possibile\, ancora più selvaggio ed isolato. \ncapi gita\nTarcisio Santinello\, tel. 347 9539695\nGastone Cerato\, tel. 329 1920578\nRomana Todescato
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SUMMARY:Gruppo delle Pale di S. Martino Col Verde\, Cima Rosetta
DESCRIPTION:Da ovunque le si ammiri\, le Pale di San Martino dominano incontrastate il paesaggio\, eleganti e maestose\, catturano lo sguardo con quel continuo susseguirsi di cime senza soluzione di continuità.\nLe cime più alte dal Cimon della Pala alla Vezzana\, dalla Rosetta alla Pala\, dal Sass Maor alla Madonna\, e via via passando per la Cima Canali fino all’Agnèr\, danno l’impressione di toccare il cielo dall’alto dei tremila e più metri di altitudine\, tuttavia esse sono disposte a formare una corona circolare attorno ad un vasto\, “misterioso” e affascinante altopiano (circa 50 kmq) di roccia calcarea\, puntellata qua e la da potentille\, raponzoli\, papaveri gialli\, sassifraghe\, genziane e stelle alpine. \ncapi gita\nPaolo Graffigni\, tel. 347 8363201\nElena Zambello\, tel. 349 4781840\nPaolo Doff Sotta\, Remina Scapin
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SUMMARY:Cicloviaggio attraverso i grandi fiumi della pianura da Cremona a Piazzola sul Brenta
DESCRIPTION:Partiremo dal Po\, anzi Po senza preposizione (cit. Rumiz). Po è il grande fiume\, il fiume per eccellenza. Sembra facile collocarlo\, leggerlo sulle carte\, ma siamo così sicuri di conoscerlo? Di conoscerne storia\, geografia\, vita\, fenomeni?\nCercheremo di capirlo attraverso questo cicloviaggio che ci porterà a scoprire\, fiumi\, strade\, paesi e città e persone sempre nuove… \ncapi gita\nLe Rode sgonfie\nIvo tel. 338 2728960
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SUMMARY:Dolomiti di Fassa\, Gruppo della Marmolada Traversata da Passo San Pellegrino a Malga Ciapela (Comitive A - B)
DESCRIPTION:Benché segnata\, umiliata\, offesa da tralicci\, cavi di acciaio\, dighe e impianti di risalita\, strade che la circoscrivono e la penetrano in ogni dove la Marmolada resta pur sempre la Regina delle Dolomiti e non solo perché ne rappresenta l’elevazione maggiore (3.343 m a Punta Penia) e nemmeno\, pur con la rapida progressiva riduzione\, per il ghiacciaio più esteso. Ma perché meglio di ogni altra montagna rappresenta tutta l’evoluzione delle vallate dolomitiche\, sia sotto l’aspetto naturalistico che storico. \ncapi gita\nPaolo Doff Sotta tel 392 1048029\nLuigi Zonta tel 347 8405349\nPaolo Cavinato\, Tarcisio Santinell
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SUMMARY:A piedi da Piazzola sul Brenta (PD) alla Marmolada: La quiete dopo la tempesta
DESCRIPTION:PADOVA: 6° Piano\nFuori una giornata meravigliosa\, dalla finestra si vedono le Prealpi Venete. Da ovest ad est: il Gruppo del Carega\, il Cornetto\, il Pasubio; l’Altopiano di Asiago\, riconosco la divisione nella quale scorre la Valsugana\, Cima Grappa\, quasi quasi si vede anche il Sacrario Militare\, dietro le prime Dolomiti Bellunesi. Giornata da montagna\, penso tra me. Alessandro riposa sul letto\, neanche questa notte è stata facile. Mando il solito messaggio al mio Angelo per aggiornarlo della situazione. Guardo il cellulare\, apro FB per l’ennesima volta\, mi aiuta a staccare dalla realtà. Un amico posta un video che mi incuriosisce\, un ragazzo\, Davide Deganello ha creato un filmato: “A piedi da Malo (Vi) alla Marmolada (3343m).”\nLo apro… Wow\, penso tra me\, che meraviglia\, che coraggio\, che esperienza… Piacerebbe anche a me. Si può fare! Insieme al mio Gruppo!\nQuando la tempesta sarà passata. E quest’anno è arrivata la quiete. \ncapi gita\nChiara Bergamin ed Il Consiglio Direttivo
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SUMMARY:Dolomiti di Fassa – Gruppo del Catinaccio
DESCRIPTION:Dolomiti di Fassa – Gruppo del Catinaccio\nPullman\nRitrovo a Piazzola sul Brenta\, presso la sede\, Via Rolando 57 – ore 05:30 \nCapi gita: Ivo Guerriero (3471119073)\, Tarcisio Santinello\, Riccardo Lago\, Paolo Doff Sotta \nDifficoltà: EE – EEA \nComitiva A: primo giorno 6/7 ore; dislivello: 1414 m.; Secondo giorno: 6/7 ore; dislivello: 760 m. \nComitiva B: primo giorno 6 ore; dislivello 1280 m. Secondo giorno: 6 ore; dislivello 530 m. \nPRESENTAZIONE: \nCi sono luoghi e montagne nelle Dolomiti che da sempre posseggono un incredibile forza di attrazione e fascino immutabile. \nIl Gruppo del Catinaccio lo è senza ombra di dubbio\, e noi lo attraverseremo in due giorni in tutta la sua maestosa lunghezza. \nPRIMO GIORNO: \ngiunti al Passo di Costalunga con i sentieri n. 548 e 552 saliremo al Rifugio Paolina\, il primo dei numerosi rifugi che avremo modo di conoscere. \nDal Paolina\, percorrendo il sentiero del Maserè (verso est) ci porteremo al rifugio Roda di Vael soffermandoci a metà percorso presso il monumento dedicato a Cristomannos. \nLa breve pausa al rifugio ci permetterà di ammirare lo scenario che si apre lungo la valle del Vajolet e a riprendere energia per superare il Passo delle Cigolade (sentiero 541) che intravediamo tra i Mugoni e le Cigolade. \nOltre il passo (discesa su roccette “attenzione”!)\, giunti sotto le Creste di Davoi\, le Comitive si dividono. \nDi lì a breve costeggiando la parete del Catinaccio – Rosengarten giungeremo nella zona rocciosa delle Porte Neigre dove su un panoramico sperone si trovano i rifugi Preuss e Vajolet posti alle base del poderoso Pilastro della Punta Emma. \nDopo esserci rifocillati e riempiti gli occhi osservando le innumerevoli cime sovrastanti\, saliremo (sentiero 542) la ripida gola che con l’aiuto di qualche corda fissa ci porterà al Gartl dove potremmo finalmente giungere al rifugio Re Alberto I° e ammirare l’imponenza delle tre sorelle: le Torri del Vajolet. \nCOMITIVA A: \nal bivio sotto le Creste di Davoi si prende il sentiero per il Passo delle Coronelle (sentiero 550). \nScesi sull’altro versante poco sopra il rifugio Fronza si tiene la destra (sentiero S)\, percorrendo il cengione che costeggia le pareti delle creste di Davoi. \nQui inizia la ferrata Santner. Superati alcuni caminetti con l’ausilio di scale e pioli si giunge ad una forcellina posta tra il Catinaccio e “l’ago Schroffenegger”\, dove\, oltre\, troveremo un canalone a volte innevato che presenta il punto più impegnativo della ferrata. \nUna volta superato un ulteriore breve risalto saremo in vista della forcella e del rifugio Santner\, che raggiungeremo dopo un traverso esposto ma non difficile. \nGiunti al rifugio\, ottima visuale sulle Torri del Vajolet e sulla città di Bolzano\, in quindici minuti raggiungeremo il resto della comitiva per il meritato pernotto. \nSECONDO GIORNO: \na comitiva unica scenderemo al rifugio Vajolet per poi salire a sinistra (sentiero584) verso il rifugio Principe posto sull’anonimo passo da dove si gode la visione di “un mare di montagne”. \nQui le comitive si dividono\, la comitiva B prosegue sul sentiero 584 passando sotto le pareti del Catinaccio d’Antermoia e con un ultimo erto tratto giunge al passo Antermoia per poi calare nel vallone dall’aspetto lunare che porta al lago e da lì a breve al rifugio Antermoia\, dove sosteremo per il pranzo. \nSuperato il successivo facile passo\, scenderemo per la solitaria Val di Dona\, dove incontreremo un piccolo rifugio di recente costruzione\, ricavato da uno dei numerosi masi dediti alla fienagione del recente passato\, per poi giungere per una ripida mulattiera a Fontanazzo\, termine della nostra escursione. \nCOMITIVA A: \na poca distanza dal Passo Principe inizia la ferrata ovest del Catinaccio\, si supera un canalino e una cengia verso destra. Fra roccette e canalini su terreno sicuro si giunge ad una traversa esposta dove troveremo una scaletta\, siamo circa a metà percorso ed è il passaggio che richiede più attenzione\, superatolo\, troveremo una grande cengia facile fino giungere alla cresta sommitale\, da percorrere con prudenza\, e quindi alla croce di vetta (3004 m.). \nPer la discesa si sfrutta il versante orientale che oppone le medesime difficoltà fino a scendere al rifugio Anterrmoia dove incontreremo il resto della comitiva per poi insieme\, dopo un meritato riposo\, proseguiremo verso valle. \nAuguriamo a tutti voi buona escursione. \nDOCUMENTAZIONE IN PDF
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LOCATION:Dolomiti di Fassa – Gruppo del Catinaccio\, Pozza di Fassa\, Trento\, 38036\, Italia
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SUMMARY:GRUPPO DELLA VALLACCIA – DOLOMITI FASSANE
DESCRIPTION:Partenza da Piazzola sul Brenta\, presso la sede di Via Rolando 57\, alle ore 05:30 – inizio escursione ore 09:00 circa  \nCapi gita: Gastone Cerato 3291920578; Romana Todescato 3282145738; Orlando Malfatti 3494224127 \nDifficoltà: EE – EEA \nComitiva A: dislivello in salita 1150 mt.; dislivello in discesa 1150 mt.; durata escursione: h 7/8 ca \nComitiva B: dislivello in salita 900 mt.; dislivello in discesa 900 mt.; durata escursione: h 5/6 ca \nLa Vallaccia è un sottogruppo della Marmolada\, le cui cime sovrastano i paesi di Moena e Pozza di Fassa. Sulle sommità la visione spazia dalla parete sud della Marmolada\, al gruppo del Sella\, Sassolungo\, Catinaccio (meta dell’escursione del 22/23 luglio) e Latemar. \nPercorso stradale: SS della Valsugana\, Fiera di Primiero\, S. Martino di Castrozza\, Passo Rolle\, Predazzo\, Moena\, Vigo di Fassa\, Pozza di Fassa\, Valle San Nicolò\, Pont da Fessura (fermata obbligatoria per divieto di transito alle auto).Da questo punto inizierà il percorso a piedi a comitive riunite sul sent. 603 fino al raggiungimento del sentiero 635 (mezz’ora di cammino)\, dove il gruppo si dividerà. \nIl GRUPPO A prenderà a destra il sentiero 635\, facile e ombreggiato. Dopo 1 h. circa di cammino\, arrivati al sentiero 615\, si girerà a sinistra seguendo l’indicazione per il bivacco Zeni (alt. Mt. 2100)\, che si raggiungerà dopo circa mezz’ora di salita. (2 ore dal parcheggio delle auto). Questa parte del sent. 615 sarà meno agevole per la presenza di massi rocciosi e di una placca di roccia inclinata\, attrezzata con corde metalliche. \nSosta al bivacco per indossare l’imbrago\, e per uno spuntino. \nDopo un breve tratto in salita inizia la ferrata Gadotti (sent. 617)\, non particolarmente difficile ma certamente da non sottovalutare\, che si snoda tra salti rocciosi e pendii erbosi. Dopo 305 mt di dislivello si raggiunge una selletta erbosa (alt. Mt. 2405) che divide il Sas da le Doudesh (alla ns. destra e raggiungibile in dieci minuti) dal Sass Aut. Arrivati alla selletta prenderemo la direzione a sinistra sul sent.630\, ben evidenziato e parzialmente attrezzato con funi\, fino alla sommità erbosa del Sass Aut (alt.mt 2555). Dopo una sosta sulla cima del Sass Aut si proseguirà verso sud fino a raggiungere la seconda parte della ferrata\, in progressione verticale e in discesa lungo un canalone tra due pareti di roccia frastagliata.  \nUsciti dal canalone la ferrata è conclusa (h 3 ca)\, ma non il percorso. A questo punto c’è da recuperare una parte della discesa fatta nel canalone con una salita su terreno detritico (siamo alla base del Sass de Stengia e Mezza Luna\, sul lato sud). Superato questo tratto ci troveremo sulla forcella Baranchie dalla quale si può salire\, tempo permettendo\, alla punta della Vallaccia (alt.mt 2637). Da Forcella Baranchie si prosegue fino alla forcella La Costella (alt. Mt 2529). Da qui inizia la discesa lungo il sentiero nr. 624 che ci condurrà al Rifugio Vallaccia (alt.mt. 2275)\, ben visibile dalla forcella La Costella ed eventuale punto di unione con il gruppo B (h 2 ca). \nDal rifugio si scende sempre lungo il sent. 624 fino a malga Munciogn e poi fino al parcheggio delle auto (sent.603-h 1). \nRACCOMANDAZIONI PER IL GRUPPO A: essere obbligatoriamente muniti del set da ferrata e provvisti di una buona quantità di acqua\, poiché non ci sono punti di approvvigionamento ( a parte il rif. Vallaccia che troveremo nella parte conclusiva del percorso) \nIL GRUPPO B proseguirà sul sentiero 603 fino a malga Munciogn \, subito dopo si girerà a destra su sentiero 624\, ben evidenziato\, che ci condurrà al rifugio Vallaccia\, dove ci fermeremo per una breve sosta. Riprenderemo il cammino sullo stesso sentiero fino all’incrocio con il sentiero che ci condurrà sulla cima del Sass da le Undes-cima delle Undici (alt.mt.2517). Qui ci fermeremo per il pranzo a sacco e per il meritato riposo. Si ritornerà per lo stesso sentiero e raggiunto il punto di unione con il sentiero 624 prenderemo a sinistra verso il rifugio Vallaccia e poi giù\, fino alle macchine. Possibilità di approvvigionamento acqua presso il rifugio Vallaccia.  \nNB: in caso di maltempo il percorso potrebbe subire delle variazioni \nBUONA ESCURSIONE \n\nDOCUMENTAZIONE IN PDF \n 
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LOCATION:GRUPPO DELLA VALLACCIA – DOLOMITI FASSANE\, Val di Fassa\, Val di Fassa\, 38036\, Italia
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SUMMARY:Dolomiti Cadorine\, Gruppo delle Marmarole Auronzo di Cadore\, Rifugio Ciareido
DESCRIPTION:Le Marmarole sono un gruppo dolomitico situato nel centro Cadore\, in provincia di Belluno. Dal punto di vista geomorfologico\, costituiscono l’unica vera catena montuosa della regione dolomitica\, che in senso longitudinale\, da est ad ovest si snoda per una quindicina di chilometri\, partendo dalla Forcella Grande alla base della Cima Bel Pra per terminare alle propaggini del Monte Ciarido e alle sottostanti conche prative del Pian dei Buoi. \ncapi gita: Luigi Zonta\, tel. 347 8405349 Sabina Mascaro\, Paolo Graffigni
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LOCATION:Le Marmarole\, Belluno\, 32040\, Italia
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SUMMARY:Prealpi Carniche\, Gruppo di Pramaggiore Val Cimoliana\, Pian Meluzzo\, Cima di Pramaggiore
DESCRIPTION:Le Dolomiti Friulane\, chiamate anche Dolomiti d’Oltre Piave\, sono una lunga catena formata dai gruppi Duranno-Monfalconi-Pramaggiore\, appartengono alle prealpi carniche\, e circoscritte dai maggiori corsi d’acqua della regione\, tra l’alto corso del Tagliamento a nord\, il corso del torrente Cellina a sud\, l’alta val del Piave a ovest e l’alta valle del Meduna a est. Sorgono isolate e poco conosciute e nulla hanno da invidiare a più celebri e rinomate regioni dolomiche. Rappresentano un vero paradiso per trekkers\, escursionisti e alpinisti\, che qui trovano ampi spazi e campi di gioco adeguati per le loro avventure. \ncapi gita: Gianni dal Zuffo\, tel. : 347 3597041 Ornella Baggio\, Paolo Doff Sotta
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LOCATION:Cima Pramaggiore\, Udine\, 33024\, Italia
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