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SUMMARY:Salita al Passo Palù/Cima Palù Catena del Lagorai
DESCRIPTION:DOMENICA 10 GENNAIO 2021\nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA – PIAZZOLA SUL BRENTA \nSalita al Passo Palù/Cima Palù\nCatena del Lagorai \n \nval Calamento  \nLasciamo le auto presso la Malga Valtrighetta (1400 m) in val Calamento proprio sotto al passo Manghen\, in zona si trova un’oasi del WWF che è raggiungibile attraverso un sentiero che parte poco oltre la malga. \nIndossiamo le ciaspole e ci incamminiamo per la comoda strada che risale la Valtrighetta\, fino a raggiungere la malga Cagnon di sotto (1730 m)\, davanti a noi possiamo scorgere il Monte Conca\, sulla sinistra Cima Cagnon e sulla destra scorgiamo il Monte Croce. \nOra ci dirigiamo verso sinistra (SUD) ed attraversiamo una zona boschiva\, qui la pendenza comincia progressivamente ad aumentare fino a che arriviamo in vista del Passo\, dove ci aspetta un tratto un po’ ripido che in breve superiamo per arrivare al Passo Palù (2071 m) dove\, neve permettendo\, possiamo osservare le vecchie trincee\, in parte recuperate\, ed una capanna in legno ricostruita con all’interno alcune tabelle esplicative di come si presentava la zona del passo al tempo della Grande Guerra. \nSe le condizioni della neve lo permettono\, riprendiamo a salire per la dorsale\, per giungere in breve all’ampia vetta di Cima di Palù (2261 m)\, proprio a picco sull’Alta Val Calamento\, un balcone naturale con vista favolosa sulle cime circostanti. \nLa via di ritorno ripercorre il medesimo percorso fatto in salita fino al punto di partenza. \n  \n\n\n\nTrasporto:\nAuto\n\n\nRitrovo:\nPiazzola sul Brenta presso la sede\, partenza ore 7\,00\n\n\nComitiva:\nUnica\n\n\nDislivello:\n700 m al passo\, 900 m alla cima\n\n\nDifficoltà:\nEAI\n\n\nEquipaggiamento:\nCiaspole + Ramponcini\n\n\nDurata:\n5/6 ore\n\n\nPranzo:\nal sacco\n\n\nPercorso:\nMalga Valtrighetta (1400 m) – Malga Cagnon di sotto (1730 m) – Passo Palù (2071 m) – Cima di Palù (2261 m)\n\n\nCartina:\nKompass 626 / Tabacco 058 scala 1:25000\n\n\nReferenti:\nCervato Paolo 348 4190323  Riccardo Lago\n\n\n\nNOTA BENE: Durante lo svolgimento dell’escursione si deve mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 m\, mentre per le soste o il ristoro la distanza è di 1 m; in tutte le situazioni che non permettono di mantenere questa distanza si dovrà indossare immediatamente la MASCHERINA CHIRURGICA\, che deve essere sempre tenuta disponibile. I partecipanti dovranno spesso igienizzare le mani con apposita soluzione/gel\, soprattutto dopo essere stati in un logo pubblico (mezzi di trasporto\, rifugi\, impianti funiviari ecc.) Per il vostro pranzo al sacco utilizzare bicchiere\, posate ecc. … riciclabili non USA E GETTA. \nBUONA ESCURSIONE AMICI!!!\nI REFERENTI VI RINGRAZIANO… E ALLA PROSSIMA\, INSIEME ALLA VOSTRA COMPAGNIA!
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SUMMARY:GRUPPO DEI LAGORAI Giro delle malghe e Monte Cogne
DESCRIPTION:DOMENICA 18 OTTOBRE 2020\nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA – PIAZZOLA SUL BRENTA \nGRUPPO DEI LAGORAI\nGiro delle malghe e Monte Cogne \n \nMonte Cogne \nREFERENTI: Remina Scapin\, Orlando Malfatti \nVOLONTARI ESPERTI: Paolo Cervato\, Tarcisio Santinello \nMEZZO DI TRASPORTO: AUTO\, partenza ore 6\,30 davanti alla sede del GAM a PIAZZOLA SUL BRENTA \nDATI TECNICI: Partenza escursione: Brusago Tipologia: E\nDislivello: 950 m Quota massima: Monte Cogne 2171 m Segnaletica: Buona Tempi: 7/8 h\nPunti d’appoggio: malga Vasoni bassa (1753 m)\, malga Vasoni alta (1972 m)\nPranzo: Al sacco Cartografia: Tabacco N°062\, Scala 1:25000 \nNOTE: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato per la quota ed alla stagione\, indossare calzature adatte ai sentieri di montagna. \nDESCRIZIONE DELL’ESCURSIONE:\nIl monte Cogne si trova nei Lagorai occidentali\, è un panoramico ” panettone” a N E dell’ altopiano di Pinè a ridosso della dorsale del Fregasoga da cui è separato dal bel passo di Mirafiori o Vason\, il suo versante nord propende verso Valfloriana e val di Cembra. \nIl percorso è un giro ad anello piuttosto lungo (17 km) con un dislivello sui 900 m\, buona parte di esso è all’interno del bosco di abeti segnati dal passaggio di Vaia\, segnato discretamente necessita di attenzione ai numerosi bivi che si incontrano tra le strade forestali e i sentieri che accorciano il percorso. Da Brusago si sale sulla destra per 1 km fino al divieto\, dove troviamo spazio per parcheggiare. \nSeguiamo la forestale (407) fino a ponte Vasoni dove incrociamo il sentiero che faremo al ritorno con indicazioni per il rif. Tonini. Proseguiamo verso nord (470) fino a trovare il sentiero che sale deciso nel bosco\, dopo un’ora sbucheremo in una radura nei pressi di malga Vasoni bassa (1753 m)\, percorriamo la forestale per in breve tratto verso sinistra per poi imboccare nuovamente il sentiero che dopo un po’ inizia ad aprirsi lasciandoci intravedere la valle di Pinè e il paesaggio attorno. \nRaggiunta la malga Vasoni alta (1972 m) la visuale si apre con un bel colpo d ‘occhio fin sul gruppo del Brenta\, il Bondone\, i laghi di Serraia e Pozze e la val Cembra di fronte a noi. La malga comprende un bivacco un po’ spartano e tutto attorno varie e simpatiche sculture intagliate sui resti di alberi. \nDa qui in poco in poco più di mezzora si raggiunge la cima Cogne 2171 m. Ritornati alla malga si seguono le indicazioni (468) per il rif. Tonini e malga Fregasoga\, raggiunta quest’ultima seguiremo il sentiero verso valle che costeggiando il rio spruggio in 1\,40″ ci riporta al punto di partenza. \n  \nNOTA BENE: Durante lo svolgimento dell’escursione si deve mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 m\, mentre per le soste o il ristoro la distanza è di 1 m; in tutte le situazioni che non permettono di mantenere questa distanza si dovrà indossare immediatamente la MASCHERINA CHIRURGICA\, che deve essere sempre tenuta disponibile. I partecipanti dovranno spesso igienizzare le mani con apposita soluzione/gel\, soprattutto dopo essere stati in un logo pubblico (mezzi di trasporto\, rifugi\, impianti funiviari ecc.) Per il vostro pranzo al sacco utilizzare bicchiere\, posate ecc. … riciclabili non USA E GETTA. \nBUONA ESCURSIONE AMICI!!!\nI REFERENTI VI RINGRAZIANO… E ALLA PROSSIMA\, INSIEME ALLA VOSTRA COMPAGNIA!
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SUMMARY:DA PASSO TRE CROCI AL RIFUGIO VANDELLI - LAGO SORAPIS
DESCRIPTION:DOMENICA 20 SETTEMBRE 2020\nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA – PIAZZOLA SUL BRENTA \nDOLOMITI AMPEZZANE\nDA PASSO TRE CROCI AL RIFUGIO VANDELLI – LAGO SORAPIS \n \nLargo Sorapis \nREFERENTI: Graffigni Paolo (3478363201)\, Ramona Zaharia\, Antonella Cagnin\, Isabella Danieletto \nVOLONTARI ESPERTI: Sabina Mascaro\, Cinzia Guerriero\, Alberto Rinaldi\, Elisa Saccardo \nMEZZO DI TRASPORTO: PULLMAN. Partenza ore 5\,30 davanti alla sede del GAM – PIAZZOLA SUL BRENTA \nDATI TECNICI: Partenza escursione Passo Tre Croci (1.809 m) \nDISLIVELLI: \n\n\n\nGRUPPO A: 850 m. – DIFFICOLTÀ: EE\nGRUPPO B: 300 m. – DIFFICOLTÀ: E\n\n\n\nPRANZO: AL SACCO \nPUNTI DI APPOGGIO: Rifugio Vandelli (1928 m.) \nCARTOGRAFIA: TABACCO N. 3 – Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane – scala 1:25:000 \nNOTE: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato per l’alta quota e alla stagione\, indossare calzature adatte ai sentieri di montagna rocciosi \n  \nDESCRIZIONE DELL’ESCURSIONE: \nGRUPPO A: Partendo da Passo Tre Croci (1809 m.) si imbocca la strada sterrata e quindi il sentiero n. 213. Si sale lungo il bosco che più avanti lascia lo spazio ad ampi prati (alle nostre spalle il massiccio del Cristallo). Arrivati al pianoro di Tardeiba (2129 m.) proseguiamo a sinistra – sentiero n. 216 – in direzione della Forcella Marcùoira. Dopo una ripida salita su sentiero ghiaioso e angusto canalone si arriva alla Forcella Marcùoira (2307 m.). \nQui il panorama sarà strepitoso Cristallo – Piz Popena – Tofane – Lagazuoi. Dalla Forcella si procede sempre per il sentiero n. 216 che dopo vari sali scendi ci porta ad un tratto di sentiero esposto ma ben attrezzato con corda metallica. Aggirato quest’ultimo tratto si potrà ammirare dall’alto il Rifugio Vandelli e il Lago Sorapìs. Il sentiero scenderà rapidamente\, sommersi da una distesa di pini mughi\, fino a raggiungere il sentiero 215 che ci condurrà al Rifugio Vandelli e al Lago Sorapìs. Per il rientro di percorre il sentiero n. 215 \nGRUPPO B: Partendo da Passo Tre Croci (1809 m.) si imbocca la strada forestale e quindi il sentiero n. 215 che attraversa il bosco. Il panorama spazia con meravigliose vedute sulle cime del Cristallo-Popena e\, in lontananza su Misurina e le Tre Cime di Lavaredo. Dopo qualche ripida rampa inizia il tratto più impegnativo che con l’aiuto di alcune scale metalliche si superano dei salti rocciosi e poi un tratto in una stretta cengia assicurata con cordino metallico e da lì al Rifugio Vandelli (1928 m.). Accanto al Rifugio è visibile il lago alpino del Sorapìs sotto il “dito di Dio”. \nPer il rientro si ripercorre il sentiero n. 215. Il Lago di Sorapìs è situato sull’omonimo Gruppo del Sorapìs\, a 1923 m.s.l.m\, in uno scenario davvero spettacolare. Oltre alla posizione che lo rende unico in tutte le Dolomiti\, la particolarità di questo lago è il colore – un celeste intenso e compatto che nelle giornate terse contrasta magnificamente con il verde della vegetazione. La particolare colorazione dell’acqua è dovuta ai minerali che si sciolgono nell’acqua e a peculiari caratteristiche chimiche e batteriologiche naturali che sono ancora oggi oggetto di studi ed analisi. \n  \nNOTA BENE:  \nDurante lo svolgimento dell’escursione si deve mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 mt. mentre per le soste o il ristoro la distanza è di 1 mt.; in tutte le situazioni che non permettono di mantenere questa distanza si dovrà indossare immediatamente la MASCHERINA CHIRURGICA\, che deve essere sempre tenuta disponibile. I partecipanti dovranno spesso igienizzare le mani con apposita soluzione / gel\, soprattutto dopo essere stati in un luogo pubblico (mezzi di trasporto\, rifugi\, impianti funiviari\, ecc.). \nBUONA ESCURSIONE AMICI!!!\nI REFERENTI VI RINGRAZIANO… E ALLA PROSSIMA\, INSIEME ALLA VOSTRA COMPAGNIA! \nDolomiti ampezzane \nMappa
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LOCATION:Passo tre Croci\, Cortina d'Ampezzo\, 32043
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SUMMARY:GRUPPO DEL SASSOLUNGO E SASSOPIATTO
DESCRIPTION:DOMENICA 6 SETTEMBRE 2020\nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA – PIAZZOLA SUL BRENTA \nGRUPPO DEL SASSOLUNGO E SASSOPIATTO\nEscursione dal PASSO SELLA alla cima del SASSOPIATTO \n \nSassolungo – Sassopiatto \nREFERENTI: Anastasia Parfene\, Paolo Cervato\, Paolo Cavinato\, Riccardo Lago \nVOLONTARI ESPERTI: Elisabetta Ceccato\, Sabina Mascaro\, Serafino Campagnin\, Paolo Casonato. \nMEZZO DI TRASPORTO: PULMAN\, PARTENZA ore 5 davanti alla sede del GAM a PIAZZOLA SUL BRENTA \nDATI TECNICI: Partenza escursione: Dal rifugio poco sotto il Passo Sella 2160 m Tipologia: E\, EE \nDislivelli: \nGruppo A = salita 1100 m (Sassopiatto)\, discesa al rif. Micheluzzi 1100 m a Campitello 1550 m\nGruppo B = salita 650 m (rif. Alpe di Tires)\, discesa al rif. Micheluzzi 600 m a Campitello 1050 m. \nPossibilità di fermarsi al rif. Sasso Piatto per poi scendere direttamente al rif. Micheluzzi.\nPossibilità di fermarsi al Passo Duron per poi scendere direttamente al rif. Micheluzzi. \nQuota massima: Cima Sassopiatto 2958 m. Segnaletica: Ottima. Tempi: Gruppo A 4h+3h\, Gruppo B 4h+2h\nPunti d’appoggio: rif. Frederich August\, rif. Sandro Pertini\, rif. Sasso Piatto\, rif. Alpe di Tires\, rif. Micheluzzi \nPranzo: Al sacco Cartografia: Tabacco N°06 Scala 1:25000 \nNOTE: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato per la alta quota ed alla stagione\, indossare calzature adatte ai sentieri di montagna rocciosi. \n  \nDESCRIZIONE DELL’ESCURSIONE:\nSi parte tutti assieme dal rifugio Joch Haus (2160 m) poco sotto il Passo Sella (2218 m)\, ci incamminiamo per il sentiero 4-594 passando per il rifugio Salei fino a salire alla Sela Rodela 2318 m. Proseguiamo quindi sul sentiero denominato Friedrich August Weg\, dal re di Sassonia appassionato botanico\, consueto visitatore di queste zone. Si cammina lungo un comodo sentiero che presenta dislivelli minimi\, attraversando le pendici prative del Sasso di Levante e del Sasso Piatto (Sas Piat)\, dove incontreremo i rifugi Friedrich August (2298 m) e Sandro Pertini (2300 m)\, per uscire sull’ampia sella erbosa del Giogo di Fassa (Jouf de Fascia) presso il\nRifugio Sasso Piatto (2300 m). Da questo punto ci dividiamo in due gruppi\, il primo (A) sale alla cima del Sassopiatto\, il secondo (B) prosegue fino al rifugio Alpe di Tires (2440 m). \n  \nGRUPPO A: Partiamo ora per la sassosa parete Est del Sassopiatto\, la cui pendenza media è di 30-40 gradi. Il sentiero\, segnalato con bolli bianco rossi ed ometti di pietra\, sale con ripidi tornanti senza pause e\, stando attenti a non smuovere detriti\, porta allo sbocco sulla cresta finale dove arriva anche il canalone dal quale esce la ferrata Oskar Schuster\, una decina di metri sotto la croce di vetta. Sotto la vetta l’impressionante strapiombo che guarda il lunare vallone del gruppo del Sassolungo\, il quale\, da questa prospettiva\, si percepisce in tutta la sua magnificenza: esso è infatti una lunga lama di roccia. Fantastici scorci dalle rocce dolomitiche della punta Grohmann e dall’Innerkofler lasciano intravedere il Piz Boè e la Marmolada\, mentre a tutto campo il panorama corre dalla Val Gardena alle Odle\, dall’alpe di Siusi ai denti di Terra Rossa e al Catinaccio\, dai Lagorai ai Monzoni.\nDopo la sosta scendiamo per lo stesso percorso di salita al rif. Sasso Piatto\, da dove per il sentiero 533 transitiamo per la Malga Sassopiatto\, proseguiamo quindi per verdi prati con mucche al pascolo per poi addentrarci nel bosco ed infine raggiungiamo il rif. Micheluzzi\, punto di ritrovo con il gruppo B. \n  \nGRUPPO B: Continuiamo sul sentiero segnavia n. 594/4\, sugli Ores de Fascia (Cresta di Siusi) costituiti da nere rocce vulcaniche. Il sentiero\, che presenta un andamento perlopiù pianeggiante\, corre\, all’inizio\, lungo la cresta e poi sul versante della Val Duron fino al passo omonimo. Alcune selle poste lungo il percorso permettono di godere di superbi panorami anche del versante opposto con l’Alpe di Siusi e le Odle in primo piano. Dal Pas de Duron proseguiamo\, a sinistra\, verso il rifugio Alpe di Tires a m 2.440 sulla strada sterrata\nche sale costantemente fino a farsi più ripida nell’ultimo tratto\, stretti fra la massiccia parete del Molignon a sinistra e le aguzze guglie giallo-rossastre dei Denti di Terrarossa a destra.\nIl ritorno segue il percorso di salita fino al Pas de Duron\, poi continuiamo sulla destra per la carrareccia che si snoda attraverso i pascoli dell’alta Val Duron e percorrendone il fondovalle lungo il sentiero n. 532 giunge al rif. Micheluzzi\, punto di ritrovo con il gruppo A. \n  \nDa qui scendiamo tutti assieme a Campitello per la strada sterrata dove ci attende la corriera. Possibilità di discesa dal rif. Micheluzzi a Campitello con pulmino. \n  \nNOTA BENE: Durante lo svolgimento dell’escursione si deve mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 m\, mentre per le soste o il ristoro la distanza è di 1 m; in tutte le situazioni che non permettono di mantenere questa distanza si dovrà indossare immediatamente la MASCHERINA CHIRURGICA\, che deve essere sempre tenuta disponibile. I partecipanti dovranno spesso igienizzare le mani con apposita soluzione/gel\, soprattutto dopo essere stati in un luogo pubblico (mezzi di trasporto\, rifugi\, impianti\nfuniviari ecc.) Portare bicchiere\, posate ecc. … riciclabili non USA E GETTA. \nBUONA ESCURSIONE AMICI!!!\nI REFERENTI VI RINGRAZIANO… E ALLA PROSSIMA\, INSIEME ALLA VOSTRA COMPAGNIA!
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LOCATION:Gruppo del Sassolungo\, Santa Cristina Valgardena\, Bolzano\, 39047
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SUMMARY:GRUPPO DEL SELLA - PIZ BOÈ
DESCRIPTION:DOMENICA 2 AGOSTO 2020\nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA – PIAZZOLA SUL BRENTA \nGRUPPO DEL SELLA – PIZ BOÈ\nEscursione dal PASSO PORDOI al PIZ BOE’ \n \n[wonderplugin_slider id=3] \nPasso Pordoi – Piz Boè \nNOTA BENE: Durante lo svolgimento dell’escursione si deve mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 m\, mentre per le soste o il ristoro la distanza è di 1 m; in tutte le situazioni che non permettono di mantenere questa distanza si dovrà indossare immediatamente la MASCHERINA CHIRURGICA\, che deve essere sempre tenuta disponibile. I partecipanti dovranno spesso igienizzare le mani con apposita soluzione/gel\, soprattutto dopo essere stati in un logo pubblico (mezzi di trasporto\, rifugi\, impianti\nfuniviari ecc.) \nREFERENTI: Anastasia Parfene\, Paolo Cervato\, Paolo Cavinato\, Tarcisio Santinello\, Ivo Callegari\, Renato Zilio \nVOLONTARI ESPERTI: Sabina Mascaro\, Maria Luisa Donà\, Paolo Grafigni\, Isabella Danieletto\, Riccardo Lago\, Gilberto Turetta\, Renato Zanini. \nMEZZO DI TRASPORTO: PULMAN\, PARTENZA ore 5:00 davanti alla sede del GAM a PIAZZOLA SUL BRENTA \nDATI TECNICI: Partenza escursione: Passo Pordoi 2200 m Tipologia: E\, EE \nDislivello: Gruppo A 900-1000 m\, Gruppo B 900-1000 m\, Gruppo C 200-300 m con funivia\, (esclusi saliscendi).\n                     Quota massima: Capanna Fassa\, PIZ BOÈ 3150 m. Segnaletica: Ottima. \nTempi: Gruppo A 4(5) h + 2h\, Gruppo B 3(4) h + 2h\, Gruppo C 2 h + 2h \nPunti d’appoggio: rifugio Maria\, rifugio Forcella Pordoi\, rifugio Boè\, Capanna Fassa \nPranzo: Al sacco Cartografia: Tabacco N°5\, 1:25000 \nNOTE: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato per la alta quota e alla stagione\, obbligo di indossare calzature adatte ai sentieri di montagna rocciosi. (NO scarpe da ginnastica) \nDESCRIZIONE DELL’ESCURSIONE: \nIl nostro bel gruppone si divide in tre gruppi A\, B\, C. Si parte dal Passo Pordoi\, 2200 metri\, passo che congiunge Arabba\, frazione veneta di Livinallongo del Col di Lana con Canezei in Trentino. \nGRUPPO A: dal Passo Pordoi si cammina sul sentiero quasi pianeggiante che porta verso l’Ossario a 2240m.\nSi sale fino all’attacco della ferrata Piazzetta\, quindi verso est percorriamo un breve tratto di saliscendi fino ad incrociare il sentiero 638 che arriva dal rifugio KOSTNER\, qui deviamo sulla sinistra per il canalone ghiaioso.\nOra risaliamo la parte più impegnativa e ripida del percorso con l’aiuto di una fune metallica\, fino a raggiungere la piana che si trova al di sopra. Nelle vicinanze – verso nord – si trova un piccolo lago chiamato lago ghiacciato (Lach Dlaces). Da qui si prosegue ad est sulle lastre di pietra verso il pendio roccioso fino a raggiungere la dorsale sud-est\, dove incroceremo il sentiero di uscita della ferrata Piazzetta\, ed in breve la cima con Capanna Fassa\, il piccolo rifugio in cima al PIZ BOÈ! \nGRUPPO B: dal passo si sale seguendo il sentiero 627 fino a raggiungere la forcella Pordoi dove è situato l’omonimo rifugio 2850 m. Dalla forcella si continua per il 627\, per prendere poi il 638 con destinazione Capanna Fassa. Non bisogna assolutamente prendere sottogamba questo sentiero perché sono presenti alcuni tratti esposti\, in particolare il sentiero 638 percorre alcuni passaggi su roccette ma agevolati da funi e gradini metallici\, pur richiedendo un passo sicuro\, il tratto attrezzato non presenta difficoltà di rilievo. Dopo aver superato questo tratto finale si arriva alla destinazione – PIZ BOE’ 3152 m con la Capanna Fassa. \nGRUPPO C: SI utilizza la funivia che parte dal passo e arriva al rifugio Maria 2950 m\, poi si scende alla Forcella Pordoi\, quindi prosegue per lo stesso percorso del gruppo B. \nDISCESA: La discesa è uguale per tutti e tre i gruppi\, si scende fino alla forcella Pordoi\, qui chi vuole può salire al rifugio Maria è prendere la funivia\, gli altri scendono per il canalone sottostante piuttosto ripido ma ben percorribile grazie alle svolte e alle ghiaie mobili lungo le quali si può franare più velocemente: il passo Pordoi ormai non è lontano. \nBUONA ESCURSIONE AMICI!!!\nI REFERENTI VI RINGRAZIANO… E ALLA PROSSIMA\, INSIEME ALLA VOSTRA COMPAGNIA!
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SUMMARY:Salita alla Malga Cima e al Monte Cima Catena del Lagorai
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA\nDOMENICA 23 FEBBRAIO 2020\nSalita alla Malga Cima e al Monte Cima\nCatena del Lagorai \n \n \nL’accesso alla Malga Cima con l’itinerario proposto avviene per la strada che risale la Val Campelle\, passando per il noto rifugio Crucolo fino alla Malga Cenon di sotto (1300 m circa) dove lasciamo le l’auto. Qui prendiamo la lunga strada forestale\, con segnavia 333\, attraversiamo un bel bosco fino alla radura con Malga Cenon di Sopra (1525 m)\, proseguiamo per la forestale con begli squarci sul versante verso il Monte Ciste e il Monte Pastronezze\, due classiche mete di sci alpinismo. Quindi raggiugiamo la dorsale del Costone di Val Prà\, ora la strada piega ad est in vista di Malga Val di Prà dove scende dolcemente perdendo un po’ di dislivello fino a superare un altro costone e sbucare nella radura di Primalunetta (1722 m)\, con la caratteristica chiesetta di S. Bartolo e il Rifugio Forestale. \nArrivati a questo punto\, in funzione del tempo della neve e delle “forze”\, abbiamo la possibilità di effettuare due percorsi o di fare due gruppi. Il primo percorso sulla destra\, leggermente si abbassa fino alla valletta e per la forestale in un’ora circa ci porta direttamente alla malga Cima\, il secondo prosegue diritto e dapprima si alza gradualmente in costa fino alla bella Malga Primalunetta di Sopra poi scende brevemente nell’impluvio e risale per bel bosco rado di larici la valletta fino alla larga Forcella del Dogo (1972 m)\, tra il costone del Monte Tauro a est e il Monte Cima a ovest\, sul Monte Tauro poco sotto la cima si trova il Bivacco Argentino. Da qui per la facile dorsale si arriva in vetta al Monte Cima che è ampia e quasi pianeggiante e si raggiunge in pochi minuti\, offrendo una veduta spettacolare e inusuale delle cime di questa parte di Lagorai e del versante nord dell’altopiano dei sette comuni con le cime della Caldiera\, dell’Ortigara\, Cima \nDodici\, …. \, si scende dal versante opposto\, più ripido\, ed in breve si arriva alla Malga Cima (un’ora e mezza circa in totale).\nIl ritorno sarà per la forestale fino alla radura di Primalunetta e poi per la strada di salita fino al punto di partenza.\nAnche il Monte Cima durante la Grande Guerra\, come tutta la Catena del Lagorai\, faceva parte della linea di fronte e fu teatro di sanguinose battaglie. \nTrasporto: Auto\nRitrovo: Presina ore 6\,45\, partenza ore 7\,00\nComitiva: Unica\nDislivello: 600 m alla malga\, 800 m alla cima\nDifficoltà: EAI\nEquipaggiamento: Ciaspole + Ramponcini\nDurata: 5/6 ore\nPranzo: al sacco\nPercorso: Malga Cenon di sotto 1300 m (Val Campelle) – Malga Cenon di sopra 1510 m – Cappella San Bortolo 1719 m – Malga Cima 1859 m – Monte Cima 2032 m\nCartina: Kompass 626 scala 1:25000\nReferenti: Rosanna Trevisan 347 9195095 Remina Scapin 340 1548141 \nProgramma
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LOCATION:Catena del Lagorai\, Trento\, 38059\, Italia
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SUMMARY:IN COLLABORAZIONE CON IL GRUPPO PODISTI DI GRANTORTO “3A MARCIA DEE FRITOE”
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LOCATION:Impianti Sportivi Grantorto\, Grantorto\, 35010\, Italia
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SUMMARY:DAL PASSO VEZZENA AL PIZZO DI LEVICO
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA\nDOMENICA 26 GENNAIO 2020\nDAL PASSO VEZZENA AL PIZZO DI LEVICO \n \n \nCi troviamo davanti alla sede alle ore  7:30 \nREFERENTI: ANASTASIA PARFENE ( 3286372897)\, MARIA LUISA DONA’\nTRASPORTO: MEZZI PROPRI\nPERCORSO: T\, E\nTEMPO DI PERCORENZA: 4/5 H\nDISLIVELLO: 500m\, giro ad anello\nNOTE: abbigliamento adeguato alla quota è alla stagione\, obbligo di calzature adatte ai sentieri di montagna. Ricordarsi inoltre di portare l’occorrente per il momento conviviale( posate\, bicchiere\, piatto non usa è getta). PRANZO A SACCO. \nDescrizione percorso:\nDall’ampio parcheggio del Passo(1400m) si prende la strada inizialmente asfaltata che costeggia il ristorante Al Verle\, seguendo le indicazioni per il Forte Verle. Dopo pochi tornanti è ben visibile il Forte Busa Verle(1505m\, 0\,20ore)\, si prosegue per la via principale\, ora sterrata\, ignorando le laterale per le malghe. In prossimità di una ampia curva a destra(1467m\, 0.20ore)\, si stacca sulla sinistra il sentiero 205 che rappresenta il percorso più breve per salire allo Spitz Verle ma anche il più ripido. Nel primo tratto\, un paio di gradoni di legno agevolano la salita e permettono il facile riconoscimento del tracciato\, che procede poi con pendenza sostenuta fino al Pizzotto (1810m\, 1.10ore). qui si congiunge al terz’ultimo tornante della strada sterrata militare che porta comodamente alla vetta del Vezzena (1908m\, 0.20ore)\, sulla quale troneggia una grande croce metallica. L’affilata punta rocciosa della montagna altro non è che il tetto della Spitz Verle. \nPer il rientro si riprende la strada militare in direzione sud. Al terzo tornante(1810m) si può scendere a destra sul ripido sentiero 205 che conduce al punto di partenza(1.30ore). \nIn alternativa per chiudere l’itinerario ad anello\, si prosegue sulla sterrata\, attraversando la valle tra Vezzena è il Camin. È una via ampia\, comoda e poco ripida\, che sbuca sul Sentiero della Pace (1600m\,1.10ore). qui si piega a destra e raggiunto il bivio per malga Macai di Sotto\, ci si tieni ancora a destra\, in direzione ovest. Si prosegue sempre dritti e\, dopo aver superato l’attacco del sentiero 205\, la sterrata compie un’ampia curva verso sud\, scendendo al ben visibile Forte Busa Verle\, e infine\, al Passo Vezzena (1 ora). \nProgramma
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LOCATION:Passo Vezzena – Pizzo di  Levico\, Cima Vezzena\, Levico Terme\, 38056\, Italia
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SUMMARY:Grotte del Caglieron - Pian di Cansiglio
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA\nDOMENICA 1 7 Novembre 2019\nGrotte del Caglieron – Pian di Cansiglio \n \nReferenti: Ramona Zaharia 347 4358393 \, Riccardo Lago 328 8320432 \nMezzi di trasporto: Pullman (se si arriva ad un minimo di 38 partecipanti)Mezzi propri \nPartenza: ore 6.00 di fronte la sede del GAdM via Rolando\, 57 – Piazzola sul Brenta \nDati tecnici: giro ad anello con dislivello di 600 metri REALI su 15 km ca\, difficoltà E\, durata escursione 6-7 ore (soste incluse) \nNote: Necessari i bastoncini da trekking in quanto il fogliame in discesa risulta essere molto scivoloso\, abbigliamento adeguato alla quota e alla stagione; obbligo di calzature adatte ai sentieri di montagna. Ricordarsi inoltre di portare l’occorrente per il momento conviviale (posate\, bicchiere\, piatto non usa e getta). Pranzo a sacco. \nCenni Storici: Sull’altipiano del Cansiglio si è stanziata\, a partire dalla seconda metà del 1700 \, una comunità di origine cimbra\, proveniente dall’Altopiano di Asiago. Quattro ceppi familiari (Azzalini\,Bonato\, Gandin e Slaviero) si spostarono dal villaggio di Roana nella Foresta del Cansiglio quì “chiamati dall’Arsenale della Serenissima a “tagliar doghe di faggio”.\nCirca l’origine e la provenienza ancora incerta di questo popolo\, si dice che esso appartenesse ad una leggendaria tribù di guerrieri che popolava le rive del Mar Nero. Essi risalirono il corso del Danubio e si spostarono prima verso il Nord d‘Europa e poi\, intorno al VII secolo a.C. iniziarono ad emigrare verso Sud. Qualche secolo dopo\, nel 101 a.C.\, furono sconfitti da Mario al Campi Raudii\, dopo di che trovarono rifugio in Baviera. Con l’avvento del Sacro Romano Impero\, approfittando di concessioni di favore rilasciate dai vescovi conti\, si spostarono nelle terre dell’Alto Adige e da queste terre\, sempre per concessioni vescovili\, molte famiglie si stabilirono sugli Altipiani di Asiago e su quelli veronesi dell’alta valle d’Illasi\, dando origine ai sette comuni cimbri vicentini\, e ai tredici comuni cimbri della Lessinia. In alcune di queste contrade (Mezzaselva\, Roana\, Giazza) si parla ancor oggi l’antica lingua dei padri cimbri\, un idioma alto medioevale di origine germanica.\nI Cimbri del Cansiglio prosperarono grazie al lavoro di boscaioli e soprattutto scatoleri (costruttori dei cosiddetti scatoi\, contenitori cilindrici in legno di faggio di uso molto diffusi a quei tempi). Per barattare i loro prodotti artigianali\, i Cimbri scendevano a valle lungo la vecchia strada remiera\, che dai villaggi posti attorno alla Piana del Cansiglio\, scendeva a Fregona attraverso Cadolten per raggiungere i paesi pedemontani del circondario. Parlavano una lingua simile a quella tedesca\, per cui erano denominati come “cruck”; in realtà si trattava della lingua cimbra\, una lingua nuova e sconosciuta ai vicini\, che però\, vuoi per i matrimoni\, o per gli scambi commerciali e ancora più per la frequenza scolastica\, gradualmente si smembrò fino ad estinguersi in questo secolo. \nDescrizione percorso: Come prima meta della giornata\, andremo a percorrere l’ itinerario delle Grotte del Caglieron\, un paradiso sotterraneo nell’oasi trevigiana\, alla scoperta di una meraviglia naturale nel cuore del Veneto\, tra grotte\, cascate e laghi artificiali. Ai piedi dell’altopiano del Cansiglio e poco distante da Vittorio Veneto\, vi è un’area che è tutto un susseguirsi di cascate\, grotte\, corsi d’acqua. C’è persino un bacino artificiale\, il lago di Madruc. Ed è qui\, in questo territorio incontaminato e pieno di silenzio\, che si trovano le Grotte del Caglieron\, sul cui fondo scorre l’omonimo torrente. È la sua acqua\, che ha per anni scavato una gola rocciosa calcarea e ha dato vita a numerose cascate\, tutte affacciate sullo spettacolare orrido. Perché sono così speciali\, queste grotte? Perché\, accanto a quelle create dalla natura\, ce ne sono altre che sono frutto dell’intervento umano. Gli abitanti del luogo\, a partire dal XVI secolo\, hanno iniziato a scavare la roccia per estrarre l’arenaria dalle gole e dagli argini del torrente: la pietra dolza ricavata\, ancora oggi\, viene impiegata per costruire stipiti e architravi. E si sono originate proprio così\, le cavità\, grazie a quel metodo di estrazione a blocchi.\nSuccessivamente ci sposteremo sul pian di Cansiglio dove lasceremo i mezzi di trasporto nel parcheggio del Centro Educazione Naturalistica Casa Vallorch\, poco distante dal villaggio dei Cimbri.\nCaratteristica principale di questa escursione è l’immersione nella foresta\, prevalentemente a faggeta. Dopo aver lasciato il villaggio Cimbro tenendo la sinistra\, proseguiamo verso i sentieri “F1”\, quello verso sinistra per il quale si sale\, e “S” per il quale si rientra. Si segue lungamente il sentiero “F1”\, il bosco di faggi è bellissimo\, la camminata in leggera salita piacevolissima. Si raggiunge il fondo del vallone Vallorch per risalire l’impluvio\, spesso umido e scivoloso. A metà salita si incrocia la stradina forestale del Taffarel\, si prosegue ancora in salita fino a raggiungere un bivio di sentieri “F2” con l’Altavia n.6 e la TV1 Sentiero Panoramico dal Grappa al Cansiglio. Al bivio (segnali e cartelli vari) si svolta a destra ed il sentiero prosegue con leggeri saliscendi tra doline e dossi boscosi mantenendo sempre la quota\, finché non si raggiunge il bivacco de la Pita. Trattandosi di un sentiero importante dovrebbe essere ben frequentato\, in realtà è poco più di una traccia e occorre prestare attenzione a non smarrire la direzione ed i segnali. Culmine della traversata è il Col de la Feda (m.1.442)\, una specie di vallone boscoso\, oltre il quale la traccia diviene più evidente e si prosegue lungamente sul fondo del largo vallone per sbucare al termine dell’area di riserva (cartello didattico) per poi proseguire per un tratturo nel vallone disboscato a pascolo per raggiungere la baracca di casera Le Prese. Superata la baracca\, dopo poco si diramano a destra i sentieri “E” e “R” con la tabella “Sentiero Alpago Natura”. Conviene seguire il sentiero “E” (per l'”R” si rischia di perdersi nel bosco)\, dopo l’attraversamento di vallecole e doline si scende rapidamente alla sottostante strada forestale del Taffarel. La si segue verso destra fino ad un curvone dove si dirama il sentiero “S – Sentiero Alpago Natura” (su alcune carte segnato come stradina)\, che con una ripida e rapida discesona con un tornante ci riporta a Vallorch. \n \nProgramma
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LOCATION:Grotte del Caglieron\, via Grotte del Caglieron\, Fregona\, 31010\, Italia
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SUMMARY:Un Pianoforte… Nel Sole della sera…
DESCRIPTION:DOMENICA 6 OTTOBRE 2019 \nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA – PIAZZOLA SUL BRENTA \nORGANIZZA IL\nUn Pianoforte… nel Sole della sera…\ncon Paolo Zanarella\, il pianista fuori posto.
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LOCATION:Ponte sull’Ostiglia\, Via Brenta 3\, Pieve di Curtarolo\, 35010\, Italia
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SUMMARY:Raduno Regionale FIE Veneto
DESCRIPTION:DOMENICA 6 OTTOBRE 2019 \nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA – PIAZZOLA SUL BRENTA \nORGANIZZA IL\nRADUNO REGIONALE FIE VENETO.  \nTutti i soci e le associazioni aderenti alla FIE sono invitati a partecipare. \nIl Gruppo Amici della Montagna di Piazzola sul Brenta nel 2019 festeggia i suoi primi 20 anni di attività; un traguardo prestigioso grazie all’impegno e al contributo costante di tutti gli iscritti e i partecipanti alle molte attività’ che il gruppo ha sempre saputo offrire nel tempo. \nCon questo spirito il G.A.d.M. di Piazzola sul Brenta si sta impegnando per l’organizzazione del Raduno regionale FIE 2019\, affinché il momento di festa dell’associazione si trasformi in un momento di condivisione con tutta la FIE Veneto\, le sue associazioni e i suoi iscritti. \nSeguirà a breve il programma dell’intera giornata. \nPer ragioni esclusivamente organizzative e per programmare al meglio l’evento\, essendo previsto un momento conviviale\, è gradita la comunicazione di adesione preventiva tanto dei gruppi\, che dei singoli partecipanti\, al seguente indirizzo mail: info@admpiazzola.it o compilando il MODULO che segue⇓. \nVi aspettiamo numerosi \nMODULO ISCRIZIONE \nORGANIZZAZIONE A CURA DEL GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA DI PIAZZOLA SUL BRENTA (PD) \nPROGRAMMA DELLA GIORNATA \n Ore 08:00 – Ritrovo – iscrizione e registrazione dei partecipanti\, presso il Patronato “Don Bosco” – Via Dante\, 2 (nei pressi del Duomo) a Piazzola sul Brenta (PD).\n Ore 08:30 – Saluto del Sindaco di Piazzola sul Brenta Avv. Valter Milani\, del Presidente Regionale FIE Dino Bortolozzo e dei delegati FIE Nazionale.\n Ore 09:00 – Inizio escursione mattutina attraverso il Parco di Villa Contarini e l’ Area naturalistica del Brenta.\n Ore 13:00 – Momento conviviale ( pasta alla matriciana\, affettati\, formaggio\, acqua\, vino e dolci ) presso il Patronato “ Don Bosco “ di Piazzola sul Brenta\, durante il quale ogni gruppo avrà la possibilità di presentarsi brevemente; all’ interno mostra fotografica a cura di Beppe Pighi.\n Ore 14:30 – Inizio camminata ecursionistica patrimoniale pomeridiana “alla scoperta della città del lavoro“\n Ore 16:00 – Escursione lungo l’ Ostiglia fino al ponte sul Brenta\, dove si potrà assistere al concerto UN PIANOFORTE NEL SOLE DELLA SERA eseguito dal “ pianista fuori posto “ M.° Paolo Zanarella.\n Ore 18:00/18:30 – Saluti e commiato \nN.B.: I tempi del programma sono indicativi\, ci riserviamo di modificarli e adattarli a seconda delle esigenze del momento. Le escursioni si effettueranno nel territorio di Piazzola sul Brenta e dintorni\, senza alcun grado di difficoltà e dislivello. \nE’ prevista una quota di partecipazione di € 12 a persona comprensiva anche del momento conviviale.\nRicordiamo che per iscriversi all’evento è richiesta la compilazione del MODULO\nObbligo di iscrizione ENTRO DOMENICA 29 SETTEMBRE 2019 \nProgramma
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LOCATION:Patronato Don Bosco\, Via Dante\, 2\, Piazzola sul Brenta\, 35016\, Italia
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SUMMARY:Gruppo dell’Antelao- San Vito di Cadore\, Forcella piccola\, Rifugio Galassi
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA \nGruppo dell’Antelao- San Vito di Cadore\, Forcella piccola\, Rifugio Galassi\n22 settembre 2019 \nReferenti: Tarcisio Santinello 327 9539695\, Luca Libero 345.0359219\, Elena Seraia 333 2050180\, \nMezzo di trasporto: Pullman (ovvero mezzi propri in caso di un numero di partecipanti inferiore al minimo per poter procedere al noleggio del pullman). La decisione verrà comunicata la sera del giovedì prima dell’uscita. \nPartenza: Ore 5.30 di fronte alla sede dal GAM via Rolando 57- Piazzola sul Brenta \nDati tecnici: \n⇒ Partenza escursione: San Vito di Cadore (circa 1000 m slm).\n⇒ Dislivello: di circa 1100 m\, 5/6 ore.\n⇒ Punti significativi del percorso:\n⇒⇒ rifugio Scotter 1580 m;\n⇒⇒ forcella Piccola 2120 m;\n⇒⇒ rifugio Galassi 2018m;\n⇒⇒ rifugio S.Marco 1823 m.\n⇒ Difficoltà: E\n⇒ Altitudine massima: 2120 m \nNote: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato alla quota ed alla stagione\, si raccomandano calzature adatte ai sentieri di montagna (no scarpe da ginnastica)\, crema solare. Ricordarsi inoltre di portare l’occorrente per il momento conviviale (posate\, bicchieri\, piatto non usa e getta). Pranzo “al sacco” con possibilità di acquistare bevande (calde/fredde) presso i rifugi. \nMENO PLASTICA USIAMO E MEGLIO E’ PER L’AMBIENTE CHE CI CIRCONDA!!!!!!!! \n  \nCenni storici: \nSan Vito di Cadore: Il paese da cui inizierà la nostra escursione fece parte della Repubblica di Venezia fino alla fine del 1400\, dopodiché subì l’invasione asburgica. Con la caduta di Venezia il paese passò successivamente al Regno Lombardo-Veneto (dipendente dall’Impero d’Austria). Nel 1866 San Vito entrò a far parte del Regno d’Italia\, diventando così un paese in prima linea durante la Grande Guerra. \nRifugio Scotter Palatini: Costruito da Gianni Palatini Zotèlo e dal figlio Ferruccio nel 1979. Attualmente il rifugio è chiuso in quanto sono in atto i lavori per l’estensione del comprensorio sciistico. \nRifugio San Marco: E’ uno dei pochi rifugi che conserva ancora la struttura originale (1895)\, piccolo e accogliente\, quando si visita sembra di riassaporare atmosfere ormai dimenticate e come viene definito da molti è posto “su un angolo del paradiso”. \nRifugio Galassi: Il rifugio alpino è situato a poche centinaia di metri dalla forcella piccola del monte Antelao\, nelle Dolomiti Bellunesi\, a 2.018 m s.l.m. e costituisce punto di appoggio per le alte vie n. 4 e 5\, per la via alpina e per la salita al monte Antelao. \n  \nDescrizione del percorso: Arriveremo alle ore 9:00 circa al parcheggio posto a circa 200 metri dall’inizio della stradina sterrata che ci porterà\, dopo un’ora di camminata\, al rifugio Scotter. Nonostante il rifugio sia chiuso\, potremmo utilizzare un ampio spazio esterno realizzato con un tavolato di legno per una breve sosta. Prenderemo poi il sentiero 229\, in direzione della forcella piccola\, attraversando una distesa ghiaiosa e guadagnando quota rapidamente fino ad incontrare il sentiero 227 dove svolteremo a destra in direzione della forcella piccola. Dalla forcella si potrà ammirare un cambiamento del paesaggio che passerà dal roccioso al verde tipico dell’alta montagna e a destra il massiccio dell’Antelao (3264 m.s.l.m maestoso e luccicante per lo scioglimento dei ghiacci). Impressionante alla forcella è la vicinanza sulla destra con la bianca parete e i verticali lastroni rocciosi dell’Antelao\, mentre sulla sinistra la increspata e dolomitica rosea parete dello Scotter. Scendendo leggermente si arriva\, dopo circa 3 ore al rifugio Galassi dove ci fermeremo per il pranzo e per recuperare energie. \n \nL’escursione continua lasciando il Rifugio Galassi salendo leggermente per riguadagnare la forcella piccola dalla quale\, percorrendo tutto il sentiero 227 dell’Alta Via Dolomiti (vedute panoramiche sul Monte Pelmo\, sulla Croda da Lago e pareti delle Pales del Tacon e della Cima bel Pra) ed incontrando una dolce e piacevolissima serie di saliscendi\, arriveremo\, in circa 2 ore\, al Rifugio San Marco (1823 m slm). Qui siamo certi che rimarrete a bocca aperta e riempirete tutta la memora fotografica dei telefoni.\nDopo la breve sosta\, cominceremo una discesa importante che potrà apparire agli occhi come una scalinata naturale che si creata con le radici degli alberi. In poco più di 20 minuti saremo nuovamente al Rifugio Scotter dal quale prenderemo la strada in direzione San Vito del Cadore\, arrivando al parcheggio in circa 40 minuti. \nLa gioia nell’osservare e nel comprendere è il dono più bello della natura.\nAlbert Einstein \nBuona escursione a tutti.\nI referenti \n \nProgramma
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LOCATION:Rifugio Galassi\, Forcella Piccola dell'Antelao\, Calalzo di Cadore\, 32042\, Italia
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DESCRIPTION:[vc_row equal_height=”yes”][vc_column width=”1/3″][vc_column_text css_animation=”none”][/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_column_text][/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_column_text css_animation=”none”][/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css_animation=”bounceInUp”] \nDOMENICA 8 SETTEMBRE 2019 \nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA – PIAZZOLA SUL BRENTA \nGRUPPO DEL SELLA – PIZ BOÈ\nEscursione dal PASSO PORDOI al PIZ BOE’ \n[/vc_column_text][vc_btn title=”EVENTO ANNULLATO CAUSA MALTEMPO” shape=”square” color=”juicy-pink” size=”lg” align=”center” css_animation=”bounceInUp” button_block=”true”][vc_column_text] \n[wonderplugin_slider id=3] \nPasso Pordoi – Piz Boè \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nREFERENTI: Paolo Cervato\, Paolo Cavinato\, Tarcisio Santinello\, Anastasia Parfene\, Ivo Callegari\, Renato Zilio. \nMEZZO DI TRASPORTO: Pullman\, partenza ore 5\,00 sede GAM di Piazzola sul Brenta \nDATI TECNICI:\nPartenza escursione: Passo Pordoi 2200 m Tipologia: E\, EE\nDislivello: Gruppo A 900-1000 m\, Gruppo B 900-1000 m\, Gruppo C 200-300 me con funivia\, (esclusi saliscendi).\nQuota massima: Capanna Fassa\, PIZ BOÈ 3150 m. Segnaletica: Ottima\nTempi: Gruppo A 4(5)h+2h\, Gruppo B 3(4)h+2h\, Gruppo C 2h+2h\nPunti d’appoggio: rifugio Maria\, rifugio Forcella Pordoi\, rifugio Boè\, Capanna Fassa\nPranzo: Al sacco Cartografia: Tabacco N°5\, 1:25000\nNOTE: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato alla alta quota e alla stagione\, obbligo di indossare calzature adatte ai sentieri di montagna rocciosi. Ricordarsi di portare l’ occorrente per il momento conviviale (piato\, bicchiere e posate non usa e getta). \nDESCRIZIONE DELL’ESCURSIONE:\nIl nostro bel gruppone si divide in tre gruppi A\, B\, C.\nSi parte dal Passo Pordoi\, 2200 metri\, passo che congiunge Arabba\, frazione veneta di Livinallongo del Col di Lana con Canezei in Trentino. \nGRUPPO A: dal Passo Pordoi si cammina sul sentiero quasi pianeggiante che porta verso l’Ossario a 2240 m\, via preferenziale per chi vuole percorrere la ferrata Piazzetta. Si sale fino all’attacco della ferrata\, quindi verso est percorriamo un breve tratto di saliscendi fino ad incrociare il sentiero 638 che arriva dal rifugio KOSTNER e deviamo sulla sinistra per il canalone ghiaioso. Ora risaliamo questa sezione ciottolosa (ad inizio estate si trova spesso della neve)\, per raggiungere la piana che si trova al di sopra. Nelle vicinanze – verso nord – si trova un piccolo lago chiamato lago ghiacciato (Lach Dlaces). Da qui si prosegue ad est sulle lastre di pietra verso il pendio roccioso\, per raggiungere la dorsale sud-est\, dove incroceremo il sentiero di uscita della ferrata Piazzetta\, ed in breve la cima con la Capanna Fassa\, un piccolo rifugio in cima al PIZ BOÈ! \nGRUPPO B: dal passo sale seguendo il sentiero 627 fino a raggiungere la forcella Pordoi dove è situato l’omonimo rifugio 2850 m. Dalla forcella si continua per il 627\, poi per il 638 con destinazione Capanna Fassa. Il sentiero è sempre molto evidente e ben segnato visto la folla dei turisti è escursionisti che salgono grazie alla funivia. Comunque non bisogna assolutamente prendere sottogamba questo sentiero perché sono presenti alcuni tratti esposti\, in particolare il sentiero 638 percorre alcuni passaggi su roccette anche esposte e agevolate da funi e gradini metallici; pur richiedendo passo sicuro\, il tratto attrezzato non presenta difficoltà di rilievo. Dopo aver superato questo tratto finale si arriva alla destinazione – PIZ BOE’ 3152 m con la Capanna Fassa. \nGRUPPO C: – utilizza la funivia che parte dal passo e arriva al rifugio Maria 2950 m\, poi scende alla Forcella Pordoi\, quindi prosegue per lo stesso percorso del gruppo B. \nDISCESA: La discesa è uguale per tutti e tre i gruppi\, si scende per il percorso di salita fino alla forcella Pordoi\, qui chi vuole può salire al rifugio Maria è scendere con la funivia\, gli altri scendono per il canalone sottostante piuttosto ripido ma ben percorribile grazie alle svolte e alle ghiaie mobili lungo le quali si può franare più velocemente: il passo Pordoi ormai non è lontano. \nBUONA ESCURSIONE AMICI!!!\nI REFERENTI VI RINGRAZIANO… E ALLA PROSSIMA\, INSIEME ALLA VOSTRA COMPAGNIA! \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:DOLOMITI AMPEZZANE
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTOGNA PIAZZOLA SUL BRENTA\nDOLOMITI AMPEZZANE\nL’anello della Tofana di Roses dal Passo Falzarego\, Rifugio Giussàni\nCima della Tofana di Roses \nDomenica 4 agosto 2019 \nREFERENTI: PAOLO CERVATO\, PAOLO CAVINATO\, ANASTASIA PARFENE \nMEZZO DI TRASPORTO: PULLMAN \nPARTENZA: ORE 5-15 DAVANTI ALLA SEDE GAM DI PIAZZOLA SUL BRENTA \n    \nDATI TECNICI: \nGruppo A\nRifugio Col Gallina\, Rifugio Giussani\, Cima della Tofana di Roses con un dislivello di circa 1300m\, difficolta EE. \nGruppo B\nRifugio Col Gallina\, Val Travenanzes\, Rifugio Giussani. Giro ad anello con un dislivello di 800-900 m\, difficolta E. \nPer gruppo A e gruppo B la durata della escursione è di 8-9 h. \nCarta topografica tabacco 03 1:25000 \nNOTE: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato alla alta quota e alla stagione; obbligo di indossare calzature adatte ai sentieri di montagna rocciosi. Ricordarsi di portare l’occorrente per il momento conviviale ( posate\, bicchiere\, piatto non usa e getta). \n \nDESCRIZZIONE PERCORSO\nIl percorso è uno degli itinerari più interessanti tra i tanti che si possono compiere sulle dolomiti di Cortina e nel Parco delle Dolomiti d’Ampezzo. Sotto il profilo ambientale è la perla naturalistica della Val Travenanzes. Da non trascurare l’interesse storico del percorso\, visto che qui si fronteggiarono le truppe Italiane e Austro-Ungariche durante la Grande Guerra. L’itinerari sono lunghi e adatti ai buoni camminatori e i sentieri sono tutti ben risistemati e segnalati.\nIl Passo Falzarego\, situato nel cuore delle Dolomiti\, è raggiungibile da Agordo. Dal passo si scende per un paio di chilometri verso Cortina arrivando a Col Gallina dove si parcheggia. A piedi tutti assieme ci si immette sul sentiero n. 412 che sale tra prati e boschi radi confluendo sulla sterrata ex militare per la Forcella Col dei Bos (2331 m). Lasciamo il sentiero n. 412 che prosegue per il Rifugio Dibona e prendiamo il sentiero n. 402 che taglia alcuni tornanti della strada. Superando alcune trincee della Prima Guerra Mondiale e offrendo spunti panoramici su tutta la zona del Castelleto\, sconvolta dalle mine della Grande Guerra. Il Sentiero si insinua in un grande ambiente dolomitico e porta all aperta Forcella Col dei Bos. \nQui ci dividiamo in due gruppi: \nGruppo A\nprende il sentiero 404 alla nostra destra che è un percorso della Alta via Dolomitica nr1\, fino al bivio(2375m) che con il sentiero\, 403 che scende per rifugio Dibona a destra\, e sinistra Rifugio Giussani che noi dobbiamo percorrere. Salendo alla nostra sinistra troviamo l’ex Rifugio Cantore(2542m) e nemmeno a 50m di dislivello siamo arrivati al Rifugio Giussani(2580m). Qui piccola sosta mangiando velocemente qualcosa per non perdere le nostre forze visto il nostro obiettivo—Cima della Tofana di Roses (3225m).\nCon un dislivello di 650m in salita dal Rifugio Giussani si parte per la via normale raggiungendo la cima.\nDurata: 2h/2h e 30 minuti\nDifficolta: EE\nPercorso: dal rifugio Giussani si sale in direzione della Punta Marieta\, seguendo il sentiero che porta alle Tre Dita e alla ferrata Lipella. Raggiunto un bivio a circa 2630 m di quota\, si segue la traccia con i bolli blu che dopo aver superato una zona di grossi blocchi si dirige diagonalmente a destra traversando un vasto ghiaione. Dopo alcune rocce attrezzate\, si supera una zona di cenge detritiche e risalti rocciosi. I numerosi ometti conducono a una placca\, che si supera aiutandosi con dei fittoni in ferro\, e dopo molti tornanti si raggiunge la cresta nordovest. Quindi si rissale lungamente sulla panoramica dorsale\, fino a superare il versante detritico\, per poi toccare la CROCE di VETTA.\nDiscesa: per lo stesso itinerario fino al Giussani dove ci aspettano i nostri amici del gruppo B per pranzare e poi scendere tutti assieme. \nGruppo B\nDalla Forcella Col dei Bos (2331 m)\, si prendere il sentiero 404 che porta verso la magnifica Val Travenanzes\, dominata a destra dai torrioni della Tofana di Rozes e a sinistra dalla movimentata catena dei Lagazuoi sui cui è facile vedere alpinisti all’opera.\nScendendo si giunge così ad un importante bivio che ci porta a prendere subito il sentiero a destra per il Rifugio Giussani( 403) che passa sotto imponenti pareti dolomitiche.\nAlzando la testa e ben nota su una parete verticale la Scala del Minighel . E la prima via ferrata a Cortina d Ampezzo\, davvero curiosa\, sia per la sua storia sia per la particolarità delle sue fattezze\, che la contraddistinguono da tutte le ferrate. Fu costruita da Luigi Gillarduzzi con dei pioli che furono piegati ed in parte tolti durante la guerra 1915-18 dalle truppe austroungariche rendendola impraticabile. Fu ristrutturata nel 1958 da Renato Franceschi.\nQui l’acqua è assoluta protagonista ma la valle\,si vedono cascate che scendono. Anche dal punto di vista botanico\, la Val Travenanzes è assai importante\, con fiorite di aquilegia alpina e stelle alpine. Raggiunti al bivio a circa 2000 m svoltiamo per il si sentiero n. 403 per il Rifugio Giussani.\nOra la nostra attenzione è rivolta soprattutto dal singolare paesaggio che ci circonda\, con massi di tutte le dimensioni molti dei quali squassati dalle mine della Prima Guerra Mondiale.\nSempre più vicina appare la Forcella Fontananegra (2478 m) dove è collocato il Rifugio Giussani (2580 m) che è il punto d’ arrivo del nostro gruppo. \nRitorno:\nDal rifugio si scende tutti assieme gruppo A e gruppo B per il sentiero n. 403 per il Rifugio Dibona (2083 m) ampio e ben sistemato\, arrivando subito al bivio si scende fino ad incrociare il sentiero n. 412 per Ra Noria\, agevole e altrettanto panoramico. In particolare lo sguardo è attratto dal gruppo dolomitico Cinque Torri – Averau – Nuvolau. Tornati alla strada militare dell’andata si scende con questa al punto di partenza. \nBUONA ESCURSIONE A TUTTI!!! \n \nProgramma in PDF
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SUMMARY:Gruppo delle Odle - Traversata delle Odle
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA \nGruppo delle Odle – Traversata delle Odle\n20 e 21 luglio 2019 \nReferenti: Tarcisio Santinello 327 9539695\, Elena Seraia 333 2050180\, Paolo Cervato 348 4190323 \nMezzo di trasporto: Pullman \nPartenza: Ore 5.30 di fronte alla sede dal GAM via Rolando 57- Piazzola sul Brenta \nDati tecnici: Val di Funes\, Parco naturale Puez Odle.\n1° giorno: Dislivello 850 m\, 5/6 ore. Punto di partenza è il parcheggio di Ranui 1352 m\, punto d’arrivo Malga Gampen 2062 m\, difficoltà E\n2° giorno: Dislivello 700 m; 6/7 ore. Punto di partenza Malga Gampen 2062 m\, punto d’arrivo rifugio Firenze 2034 m\, difficoltà E\, breve tratto EE. \nNote: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato alla quota ed alla stagione\, si raccomandano calzature adatte ai sentieri di montagna (no scarpe da ginnastica)\, sacco lenzuolo\, asciugamano\, crema solare. Ricordarsi inoltre di portare l’occorrente per il momento conviviale (posate\, bicchieri\, piatto non usa e getta). \nCenni naturalistici: La val di Funes è la valle delle Dolomiti considerata la più bella del mondo. Si tratta di una delle ultime valli rimaste incontaminate\, e proprio per questo motivo è una delle valli altoatesine più visitate per la sua tranquillità e la sua ricchezza di panorami mozzafiato.\nIl Parco naturale Puez-Odle comprende\, come svela il suo nome\, l’imponente gruppo montuoso del Puez e delle Odle\, dichiarate patrimonio mondiale UNESCO. \nDescrizione del percorso: Le Odle\, aghi in ladino\, separano la Val di Funes dalla val Gardena\, fanno parte del parco naturale Puez- Odle e culminano nei 3030 m della Furchetta. Il loro celebre profilo dentellato lo si può ammirare sul versante nord dalla val Funes assieme alle innumerevoli panoramiche malghe. \n1° giorno: Dopo aver percorso gran parte della valle Funes\, (Villnostal in tedesco)\, arriviamo in località Ranui (1346 m)\, ai nostri occhi una delle immagini simbolo della valle\, e non solo\, la barocca chiesetta di San Giovanni\, immersa nel verde di ampi prati ai margini del bosco e sovrastata dalla maestosità delle pareti del Sass Rigais (3025 m). Dopo una breve visita seguiamo la strada sterrata (28) che costeggia il torrente\, proseguiamo di lì a breve verso sud puntando la catena delle Odle. In lieve salita nel fitto del bosco di abeti superiamo un ponte ed alcuni tornanti e giungiamo in un’ora alla fine della strada (1716 m). Proseguiamo sulla sinistra\, a destra il sentiero porta a Malga Brogles\, fino ad incrociare in località fontane bianche (1875 m) il sentiero delle Odle (35) che collega malga Brogles al rifugio Genova. La via\, conosciuta come Adolf Munkel Weg\, si aggira sui 2000 metri di quota\, corre al margine del bosco e pietraie tra larici e cembri\, sempre ai piedi dei ripidi ghiaioni che scendono dalle gigantesche punte delle Odle. Qui si ha veramente l’idea della forza della natura\, passiamo accanto a enormi massi spigolosi piombati giù dalle enormi incombenti pareti. Attraversiamo ghiaioni mobili levigati da millenni di rotolii\, sempre camminando su una sorta di cintura che divide il bosco ed il prato dai sassi e dalle vette. Lasciamo in alcuni casi il sentiero per scendere sui prati sottostanti per far visita a qualche malga (Geisler\, Glatsch\, Gschnagenhardt) incantevoli e deliziosi punti di ristoro dove si possono assaggiare specialità locali. Dopo alcuni saliscendi incontriamo la stradina (33) che sale da Malga Zannes e siamo ormai in vista della nostra meta malga Gampen (2062 m) situata in una vasta conca appena sotto il passo Poma e alla fine del versante settentrionale delle Odle. \n2° giorno: Dalla Malga Gampen seguiamo sempre il sentiero (31-35) che sale nel vallone erboso dove alla sua sommità troviamo il rifugio Genova (2297 m)\, da qui abbiamo la possibilità di salire al passo Poma (2340 m) spartiacque tra la val di Funes e la val Badia\, per poi continuare fino alla cima del col di Poma (2420 m) per ammirare nella loro interezza la catena delle Odle\, tutta la valle di Funes\, le Odle di Eores con il percorso dedicato a Gunther\, fratello di Messner\, il Sass Putia\, il Puez\, ecc. …\nRitorniamo al passo Poma e seguiamo il sentiero (3) in direzione sud che è parte dell‘alta via n°3\, percorso che in 12 tappe congiunge Bressanone a Feltre. Percorriamo ora tale via che su lievi pendii erbosi ci conduce alla forcella San Zenone (2239 m) per poi aggirare il SAS DAL EGA ed entrare sul versante meridionale delle Odle\, certamente imponenti ma meno spettacolari di quelle ammirate il giorno precedente. Costeggiamo le creste del Longiarù e saliamo in modo più marcato ma mai eccessivo sempre percorrendo l’alta via\, tralasciamo le indicazioni del sentiero n°13\, che una volta superata la forcella dal’Ega ci condurrebbe verso il rifugio Firenze.\nEntriamo in un canalone detritico che con percorso ora più faticoso su terreno instabile ci porta a raggiungere il punto più alto della nostra attraversata\, forcella della Roa (2617 m)\, valico tra la val Longiaru’\, in val Badia\, e la conca di Cisles in val Gardena\, abbiamo così modo di osservare le Odle dal versante meridionale. Percorsa la stretta e rocciosa val di Roa giungiamo sui grandi prati erbosi delle Alpe di Cisles che si estendono sulla soleggiata val Gardena per poi giungere finalmente al rifugio Firenze (2034 m). \nLa gioia nell’osservare e nel comprendere è il dono più bello della natura.\nAlbert Einstein \nBuona escursione a tutti. \nI referenti \n \nProgramma in PDF
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LOCATION:Gruppo delle Odle\, Santa Cristina Valgardena\, 39047\, Italia
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SUMMARY:Alta Pusteria Tre Cime di Lavaredo
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA\nDOMENICA\n07 Luglio 2019\nAlta Pusteria – Tre Cime di Lavaredo \n \nReferenti: Ramona Zaharia 347 4358393 \, Paolo Graffigni 347 8363201\, Gastone Cerato 329 1920578.\nPartenza: ore 5.15 di fronte la sede del GAdM via Rolando\,57 – Piazzola sul Brenta.\nDati tecnici: giro ad anello con dislivello di 750 metri (tra vari sali e scendi su 15 km ca)\, difficoltà E\, durata escursione 6-7 ore (soste incluse).\nNote: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato alla quota e alla stagione; obbligo di indossare calzature adatte ai sentieri di montagna. Ricordarsi inoltre di portare l’occorrente per il momento conviviale (posate\, bicchiere\, piatto non usa e getta). \nCenni Storici:\nDal medioevo le Dolomiti formano fondamentalmente il confine tra l’Austria e l’Italia. Una linea che durante la Prima Guerra Mondiale\, precisamente durante la guerra tra il 1915 e il 1918 si è trasformata in un fronte di guerra molto combattuto quando l’Italia è entrata in guerra con le forze dell’Intesa.\nDopo che l’Italia il 23 maggio 1915 ha dichiarato la guerra all’Austria\, il territorio attorno alle Tre Cime si è trasformato in un crudele scenario di guerra. La linea del fronte tra il Monte Paterno-Forcella Lavaredo-Tre Cime-Forcella Col di Mezzo corrispondeva al vecchio confine di stato\, il quale fino al 1918 è stato un fronte di montagna molto combattuto tra i Kaiserjäger austriaci e gli alpini italiani. Con grande sforzo durante la guerra l’esercito italiano ha portato un faro sulla Grande Cima per illuminare le posizioni austriache. \nDescrizione percorso:\nI colori e la forma caratteristica delle Tre Cime di Lavaredo sono un’icona. Le “tre dita di dolomia” che si ergono verso il cielo sono infatti uno spettacolo unico nel suo genere. Sono composte da tre massicci\, la Grande\, che è quella centrale di 2999 metri; la Cima Ovest di 2973 metri; e la Piccola di 2857 metri.\nDal rifugio Auronzo (2320m) si prende il largo sentiero segn. 101 che porta al rifugio Lavaredo (2344m). Da qui si continua dritti fino a un bivio (35m) che a sinistra porta alla F.lla di Lavaredo mentre a destra porta al laghetto di Lavaredo per poi proseguire verso i laghi di Cengia (segn. 104) passando sotto la Croda Passaporto (2701m) che si alza alla nostra sinistra. Si scende per un sentiero nella conca dei prati sottostanti per arrivare nel punto più basso dopo aver attraversato la colata di ghiaia e i massi del Ciadin Passaparto (1h). Si ricomincia a salire arrivando al bivio 107 per la Val di Cengia. Si sale su una comoda mulattiera militare che ci permette di superare un gradone e dopo una breve discesa arrivare al pianoro dove si trova il Laghetto di Cengia (1\,30h). Procedendo sulla sinistra del laghetto si incontra il monumento eretto per la commemorazione di 12 artiglieri morti in una valanga il 25 febbraio 1916. Si sale con ampi tornanti in una zona ghiaiosa al bivio per il sentiero 107 che porta al bivacco De Toni (1\,50h) per proseguire diritti passando accanto a diversi ruderi militari della Grande Guerra. Dopo poco si scorge la Forcella di Cengia\, il sentiero che porta al Passo Fiscalino e la Croda dei Toni. Raggiunta la F.lla Pian di Cengia (2\,10h) si prosegue a destra seguendo il sentiero 101. Da qui si possono vedere il M.Rudo\, la Croda dei Rondoi\, la Torre dei Scarperi\, la Torre di Toblin\, Cime Bulla e Piatta della Roccia dei Baranci. Arrivati a un crocefisso in legno il panorama si allarga ulteriormente sui monti precedentemente descritti. Dopo una breve salita e una cengia attrezzata con una passerella in breve si arriva al Rifugio Pian di Cengia (2\,20h). Dopo una meritata pausa ristoratrice\, si scende continuando per il sentiero 101 e come un puntino ecco\, in fondo in fondo\, scorgere il Rifugio Locatelli che fa capolino all’orizzonte\, dal quale si gode della magnifica vista da cartolina sulle Tre Cime di Lavaredo. Lasciato il rifugio Locatelli\, si continua sul sentiero 101 fino ad arrivare alla forcella Lavaredo e godendo di un’ottima vista sulle “3 dita di dolomia”\, si ritorna al rifugio Auronzo nostra meta finale. \nBuona escursione. I referenti
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LOCATION:Tre Cime di Lavaredo\, Auronzo di Cadore\, 32041
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SUMMARY:Monte Stivo
DESCRIPTION:L’escursione prevista per domenica 23 giugno 2019 al Gruppo del Latemar\, posticipata al 30 giugno per favorire la festa del ventennale\, viene annullata per l’impraticabilità dei sentieri a causa della presenza di neve.\nQuesta l’escursione proposta in sostituzione. \n\n \n \nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA\nDOMENICA 30 GIUGNO 2019\nCATENA DELLO STIVO/BONDONE\nSALITA AL MONTE STIVO DA SANTA BARBARA \nReferenti d’escursione: Chiara Bergamin 3392059619 \, Ornella Baggio 3471509378 e Sabina Mascaro 3465124182.\nPartenza: ore 6.15 presso il parcheggio del Centro Sportivo “ Le Magnolie” di Piazzola sul Brenta\nTrasporto: Pullman\nDati tecnici: disl. Mt 800 circa\, difficoltà E\, durata escursione 6/7 ore circa\nNote: abbigliamento da montagna\, scarponi\, pranzo al sacco oppure in rifugio\, consigliatissima una buona scorta di acqua. \n  \nDESCRIZIONE PERCORSO \nCon il pullman arriveremo fino al Passo Santa Barbara\,dove ci cambieremo ed avrà inizio la nostra escursione. Da qui proseguiremo in direzione Sant’Antonio (1.250) imbocchiamo la stradina con segnavia 608B che seguiamo fino in località le Prese (1.480). Qui lasciamo la stradina e per sentiero risaliamo la dorsale sud-ovest fino alle postazioni della guerra. Attraversiamo poi il pendio in direzione del rifugio e della cima (2.059). Sulla panoramica cima troviamo la croce e l’osservatorio con le indicazioni delle montagne circostanti. \nDalla cima la vista spazia sulla Catena del Lagorai\, sul Pasubio e sulle Piccole Dolomiti ad est\, il gruppo del Monte Baldo a sud\, le Alpi di Ledro a sud-ovest\, i ghiacciai dell’Adamello\, del Carè Alto e della Presanella a nord-ovest\, le Dolomiti di Brenta a nord. Ampie tracce di trinceramenti e fortificazioni austroungariche ed italiane della Grande Guerra si possono osservare un po’ ovunque sul Monte Stivo\, che faceva parte del grandioso sistema fortificato dell’Alto Garda.\nDalla cima scendiamo al rifugio Prospero Marchetti allo Stivo\, dove pranzeremo.\nDopo la meritata pausa \, prenderemo il sentiero 608 passando per la Malga Stivo (1.748) e ci dirigeremo per località le Prese per poi giungere al punto di partenza dove ci attende il pullman. \nBuona escursione. Le referenti.
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SUMMARY:Festa per i 20 anni dell'Associazione
DESCRIPTION:Evento ufficiale Facebook
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LOCATION:Villa Tacchi\, via Dante 30/A\, Villalta di Gazzo padovano\, 35010\, Italia
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SUMMARY:ALTO GARDA - CIMA MONTE MISONE
DESCRIPTION:DOMENICA 9 MAGGIO \nALTO GARDA – CIMA MONTE MISONE  \nRITROVO: Domenica 9 MAGGIO a Piazzola sul Brenta in via Rolando 60 davanti alla  sede del GAM alle ore 5.45\, partenza ore 6.00 con mezzi propri. \nREFERENTI: DAL ZUFFO GIOVANNI 3473597041\, BAGGIO ORNELLA 3471509378. \nDATI TECNICI: Dislivello mt 1200\nDifficolta’ EE (privo di difficoltà tecniche\, da non sottovalutare per il dislivello e le ore di cammino)\,punto d’appoggio: Rifugio S. Pietro che troveremo sulla via del ritorno.\nPranzo al sacco\, portate con voi il bicchiere.\nCartografia: tabacco 055\, scala :1.25.000.\nTempi di percorrenza salita ore 4; discesa ore 3 escluso soste. Lunghezza totale del percorso circa 20 km. \nAVVICINAMENTO: Piazzola sul Brenta – autostrada A 4 e A 22 con uscita Rovereto SUD – Riva del Garda – Tenno – Canale di Tenno. \nDESCRIZIONE ESCURSIONE: parcheggiate le auto a Canale di Tenno (mt. 600)\, superiamo il borgo medioevale\, che lasceremo alla nostra destra e seguiamo le indicazioni per lago di Tenno (SAT 406)\, che troveremo sulla nostra sinistra. Dopo un breve riscaldamento cominceremo a salire fino a due piccoli specchi d’acqua\, i Laghetti Soi\, circondati da vegetazione ( mt 800)\,continuiamo ancora fino alla colonia e case vacanza in località Castil.\nIl sentiero ora scende al piccolo paese di Ballino e ci innestiamo sulla SS.421\, svoltiamo a destra in direzione dell’ omonimo passo (ca.1\,5 km\, mt 763). Prendiamo a destra la forestale (SAT 432) fino a localita’ Cercena’(mt. 1100)\, da qui si continua per sentiero molto ripido e faticoso nel bosco. A Calcherola o Sella del Misone (mt. 1578) troviamo un bivio con cartelli e\ninnesto sul SAT 433\, noi prendiamo a destra verso il monte Misone\, ora proseguendo su sentiero in falsopiano arriviamo alla Malga Misone (mt. 1675) dove faremo la nostra meritata sosta.\nPer chi lo desidera da Malga Misone c’è la possibilità di salire fino alla cima del monte Misone (mt. 1803 libro e croce di vetta con panorama a 360°). Riprendiamo il nostro cammino per sentiero SAT 412 in direzione Sella di Castiol che incontreremo a quota 1350.\nDa qui una ripida discesa ci porterà ad incrociare la strada forestale a quota 958 identificata come sentiero SAT 410\,noi terremo la destra e lasceremo poco dopo per prendere il sentiero SAT 406\, località Calino\, che ci porterà al caratteristico\nRifugio SAN PIETRO (mt. 976) sotto il Monte Calino\, per fare una breve sosta.\nRitornati a Calino scendiamo a sinistra per sentiero SAT 410\, pochi metri su strada asfaltata e prendiamo il sentiero SAT 406\, a destra\, località Bastiani (mt 854)\, che ci porterà fino al piccolo Borgo Medioevale di Canale di Tenno\, considerato uno dei cento borghi più belli d’Italia. Speriamo di avere il tempo di visitarlo perché ha un suo fascino\, sembra che qui il tempo si sia fermato… Pochi metri e siamo arrivati alle nostre auto! \nBUONA ESCURSIONE A TUTTI  \nProgramma in PDF
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LOCATION:Monte Misone\, Tenno\, 38060\, Italia
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SUMMARY:Dolomiti di Zoldo
DESCRIPTION:Domenica 02 giugno 2019\nDOLOMITI DI ZOLDO\nGruppo del Bosconero\nmezzi propri \nRitrovo a Piazzola sul Brenta\, presso la sede\, Via Rolando 57 – ore 06:30 Partenza per Lago di Pontesei comune di Forno di Zoldo (Entrata autostrada a Limena: A4 – A27 – uscita Longarone – SP251)\nPausa per la colazione presso la pasticceria “4 VALLI” di Longarone \nReferenti: Romana Todescato (328 2145 378)\, Gastone Cerato (329 1920 578) \nDifficoltà percorso: E\nQuota massima: Rifugio Casera Bosconero a 1457 m.s.l.m.\nTempo percorrenza: 2\,30 h circa (andata).\nDislivello: 632 metri.\nLunghezza percorso: 3\,6 km. (andata).\nSentiero: n. 490\nN.B.: si prega coloro che desiderano pranzare al Rifugio Bosconero di comunicalo ai referenti durante l’iscrizione. \nIl gruppo dolomitico del Bosconero è molto articolato\, relativamente poco conosciuto e frequentato rispetto ai più noti colossi dolomitici centrali; solo negli ultimi decenni è diventato meta per escursioni di camminatori. Un tempo era luogo “oscuro” ed anche misterioso\, grazie alle sue caratteristiche di montagna impervia\, frequentata solo da cacciatori e boscaioli.\nSi trova tra il fiume Piave a sinistra e Torrente Maè a destra. Quest’ultimo forma il lago artificiale di Pontesei\, sulla strada fra Longarone e Forno di Zoldo\, dove parcheggeremo la macchina per l’inizio della nostra escursione. \nDal Lago di Pontesèi si attraversa la strada provinciale e ci si immette subito sul sentiero n. 490 che sale serpeggiando moderatamente per la Val de Bosconero\, all’interno del fitto bosco di faggi\, fino al bivio con il sentiero n. 485\, che lasceremo sulla destra\, per proseguire sempre dritto sul 490: la via più lunga ma anche la più facile per il Rifugio Casera Bosconero. Salendo costantemente all’interno\, il sentiero si fa più stretto fino ad incrociare il n. 491 sulla nostra sinistra\, denominato Pian del Mugon\, che si trova a quota 1024 mt.\, noi continueremo sempre sul sentiero 490. \nDi tanto in tanto si dovrà salire su dei rudimentali ponti per oltrepassare i vari torrentelli di montagna. Successivamente si punta verso sud\, fino ad arrivare al bivio Baita Dare che lasceremo sulla sinistra. Altri venti minuti di cammino e arriveremo al Rifugio Casera Bosconero\, (mt. 1457). \nIl rifugio è circondato dai Monti Sfornioi\, Sasso di Bosconero\, Sasso di Toanela\, Rocchetta Alta e Bassa. Il Rifugio Casera Bosconero è punto di riferimento per bellissime escursioni. \nBuona escursione a tutti! \n \nProgramma in PDF \nMappa in PDF \n \nEscursione effettuata nel 2017\nBastionata rocciosa\, imponente anche se non raggiunge quote molto elevate\, il Gruppo del Bosconero è un esteso massiccio dolomitico in centro Cadore\, selvaggio e non eccessivamente frequentato. Esso mantiene intatte le caratteristiche delle montagne bellunesi\, con ampi dislivelli in ristretti margini di spazio attraverso profonde forre e tetri\, ripidissimi canaloni\, che rendono l’insieme ancora più selvaggio ed isolato. \nReferenti:\nGastone Cerato\, tel.  329 192 0578;\nRomana Todescato\, tel.  328 214 5738;
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SUMMARY:Escursione in collaborazione con D&G Brenta\, Banca del tempo e Auser
DESCRIPTION:L’Associazione D&G – Davide & Golia è una associazione attiva nel volontariato sociale fin dal 1998 che svolge la propria attività nell’assistenza a persone svantaggiate. Anche quest’anno viene proposta un’escursione\, nel quale il nostro gruppo è chiamato a dare il proprio contributo per regalare un momento di gioia a chi è meno fortunato \n \n \nProgramma in PDF \nReferenti:\nSabina Mascaro\, tel. 346 512 4182; Paolo Graffigni\, tel. 347 836 3201;\nTarcisio Santinello\, tel. 347 953 9695
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SUMMARY:Prealpi Veneto/Trentine Da Lamon a Castel Tesino per la Claudia Augusta Altinate
DESCRIPTION:Escursione effettuata nel 2004La strada romana Claudia Augusta Altinate era una delle grandi vie imperiali che univano direttamente il cuore dell’impero con le province anche più remote. La strada partiva da Altinia\, passava per Oderzo (Opitergium)\, attraversava la Val Belluna e il solco di Feltre\, da qui deviava seguendo per un tratto il corso del Cismon\, quindi valicava la dorsale del Tesino e si immetteva nel solco del Brenta\, nell’attuale Valsugana (Ausugum). L’escursione seguirà un tratto della vecchia strada romana\, partendo appena fuori del paese di Lamon per arrivare a Castel Tesino. \n \nProgramma in PDF \nReferenti:Paolo Casonato\, tel. 349 530 2848  - Sabina Mascaro\, tel. 346 512 4182
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SUMMARY:Massiccio del Pelmo Zoppè di Cadore\, Rif. Venezia
DESCRIPTION:Escursione effettuata nel 2016\nL’inconfondibile sagoma di questo colosso dolomitico\, elegante e tozza allo stesso tempo\, che si eleva maestosa ed isolata fra le valli di Zòldo\, del Boite e Fiorentina\, chiude e caratterizza l’orizzonte\, ovunque la si guardi\, in maniera unica e irripetibile.\nAnticamente conosciuto come “Sass de Pelf”\, l’ampia incavatura sommitale lo ha tuttavia fatto conoscere con l’affettuoso nomignolo del “caregon del padreterno”.
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LOCATION:Monte Pelmo\, Monte Pelmo Borca di Cadore\, Belluno\, 32040\, Italia
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SUMMARY:Prealpi Venete - Altopiano dei Sette Comuni
DESCRIPTION:Escursione effettuata nel 2003\nL’escursione esclusivamente “di genere” oramai affermata come piacevole consuetudine per il Gruppo Amici della Montagna di Piazzola sul Brenta\, viene riproposta anche per quest’anno. Percorso\, tempi e dislivelli\, a sorpresa verranno tempestivamente comunicati e ovviamente la partecipazione sarà riservata unicamente…alle donne!
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LOCATION:Altopiano dei 7 comuni – Malga Larici\, Asiago\, 36012\, Italy
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SUMMARY:Dolomiti Ampezzane - Dolomiti di Centro Cadore
DESCRIPTION:Dolomiti Ampezzane\nCroda da Lago\, Rif. Croda da Lago\nEscursione effettuata nel 2013\nApprendiamo al momento di andare in stampa che il rifugio Palmieri alla Croda da Lago\, e chiuso. Proponiamo quindi una escursione alternativa alla scoperta delle dolomiti del Centro Cadore. \nDolomiti di Centro Cadore\nGruppo dell’Antelao – Gruppo dei Monfalconi\nEscursione effettuata nel 2013\nIl Cadore offre uno straordinario e fantastico spettacolo di gruppi dolomitici\, torri\, guglie e pinnacoli con alte pareti di roccia bianco rosata\, che si ergono\, quasi sovrastano\, verdi pascoli\, e boschi che ricoprono i versanti vallivi fino agli agglomerati antropici dei fondovalle\, ove scorre\, ora impetuoso ora placido il Piave\, il grande fiume\, dai mille affluenti\, forte tratto di congiunzione tra questo mondo e la “ricca” pianura.
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LOCATION:Rifugio Croda da Lago\, Cortina d'Ampezzo\, 32043\, Italy
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SUMMARY:Prealpi Venete: Altopiano dei 7 comuni Malga Larici\, Bocchetta Portule\, Cima Portule
DESCRIPTION:Escursione effettuata nel 2004\nL’escursione andrà alla scoperta di uno degli “angoli magici” nel settore nordoccidentale dell’Altopiano dei Sette Comuni. Si arriva in auto fino ai pressi di Malga Larici e quindi seguendo la “Erzherzog Eugenstrasse”\, una strada di guerra a fondo naturale\, fino alla Bocchetta Portule\, uno degli accessi alla parte alta dell’altopiano\, tanto cara al “vecio” Mario Rigoni Stern. E da qui per chi ha ancora voglia e tempo\, proseguendo lungo la cresta settentrionale\, fino a Cima Portule.
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LOCATION:Altopiano dei 7 comuni – Malga Larici\, Asiago\, 36012\, Italy
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SUMMARY:Gruppo dei Lagorai Rifugio Serot\, Monte Cola
DESCRIPTION:Escursione effettuata nel 2012 \nIl versante che sovrasta il paese di Roncegno è una delle zone più belle della Valsugana\, con decine di masi e baite disseminate tra castagneti e pascoli in un ampio risalto intervallato ora da creste ora da minuscole vallette\, completamente dominato dalla dorsale del Lagorai\, che conferiscono all’ambiente un carattere decisamente alpestre.
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LOCATION:Monte Cola\, 38050 Roncegno TN\, Trento\, Italy
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SUMMARY:Alla scoperta dei borghi più belli delle Marche
DESCRIPTION:Capigita \nRenato Zilio Cell.347 544 6984 \nIvo Callegari Cell. 338 272 8960 \nCaratterizzata dalla presenza dei monti Appennini che dolcemente degradano lungo vallate parallele fino all’Adriatico e con una rada popolazione che abitano una miriade di piccoli paesi\, le Marche\, sono l’unica regione italiana al plurale\, che si contraddistingue per la rara bellezza che l’ha resa terra di origine di grandi personalità\, da Giacomo Leopardi a Raffaello\, da Giovan Battista Pergolesi a Gioachino Rossini. Dunque\, una regione da scoprire\, riscoprire e visitare. Assieme al Gruppo Amici della Montagna di Piazzola sul\nBrenta\, naturalmente!\nL’escursione proposta avrà come momento centrale\, la visita di alcuni caratteristici borghi\, misconosciuti o poco noti al “grande pubblico” ma che si caratterizzano per la loro originaria bellezza. \nSan Leo. Borgo fortificato posto su un inespugnabile colle roccioso sovrastato da una possente fortificazione. Divenuto capitale della regione\, nel XII secolo vi si stabilì la famiglia dei Montefeltro Carpegna\, capostipite dei Montefeltro che tennero la rocca fino al 1234\,  anno di trasferimento della corte a Urbino. Fu poi proprietà di numerose altre famiglie:\nMalatesta\, della Rovere\, Borgia\, Medici\, per passare quindi definitivamente alla Chiesa.\nEdifici di notevole interesse sono il palazzo municipale\, palazzo Severini dove fu ospitato S.\nFrancesco d’Assisi\, l’8 maggio 1213 e il Palazzo Mediceo. La Pieve è costruzione preromanica del IX secolo\, mentre l’erezione del duomo risale al XII secolo sui resti di un precedente tempio pagano di epoca romana. La fortezza\, che forma un tutt’uno con la cuspide rocciosa su cui è edificata è il prodotto di numerose sovrapposizioni. La struttura attuale risale al 1475 ed è opera di Francesco di Giorgio Martini. Utilizzata come prigione\, vi vennero rinchiusi\, Giuseppe Balsamo (il conte di Cagliostro) e in epoca risorgimentale numerosi patrioti dello Stato Pontificio. \nLe Grotte di Frassassi. Diversione naturalistica\, alla visita di una zona speleologica di grande rilevanza\, la maggiore attualmente conosciuta in Italia\, comprende una serie di grotte carsiche formatesi nei millenni per la risalita delle acque sulfuree che a contatto con acque bicarbonate danno luogo a suggestivi fenomeni erosivi. Il complesso ipogeo si sviluppa per circa 13 chilometri. Il percorso turistico copre invece una lunghezza di circa 1500 metri e si sviluppa attraverso continue forme di stalattiti e stalagmiti dalle profili\nmultiformi che hanno dato il norme alle varie sale attraversate. \nSenigallia. Rinomato centro balneare tra i più antichi d’Italia\, alla foce del fiume Misa. Fu importante città romana con il nome di Sena Gallica; distrutta da Alarico nel 400. Libero comune alleato dell’Impero\, più volte devastato\, venne conquistata dalla Chiesa nel XIV secolo\, quindi fu signoria Malatestiana e dei Della Rovere nel XV sec. Nel Cinquecento divenne il nodo mercantile più importante del ducato di Urbino con al centro la rinomata “fiera della Maddalena” che si svolgeva da luglio ad agosto. \nCorinaldo. Di origini romane\, la bella città di Suasa\, si sviluppava tra i fiumi Cesano e Misa.\nFu distrutta da Alarico ad inizio 400 e poco dopo ricostruita. Libero comune alla fine del XII secolo\, mantenne la sua autonomia tra la potente Marca di Ancona e lo Stato di Urbino fino ad essere sottomessa alla città di Jesi. Subì ancora alterni dominii fra guelfi e ghibellini fino al definitivo dominio papale del 1360.\nA partire dal XVII secolo Corinaldo si ingentilisce nelle forme architettoniche e nel costume\, con l’erezione di numerose ed eleganti dimore gentilizie\, accanto ad altrettanto numerosi luoghi di culto ed iniziano a trovare nuovo sviluppo le arti e i mestieri. \nJesi. Situata nella bassa valle dell’Esino\, Jesi ha origini antiche e fu colonia romana dal 247 a.C.. Libero Comune nell’XI secolo fu centro di annosa contesa tra Malatesta\, Sforza e Braccio da Montone\, per passare infine\, nel 1447 sotto il completo controllo della Chiesa.\nIl centro storico racchiuso da da una cinta muraria del XV secolo\, pressoché intatta\, mantiene l’originario impianto medioevale con interessanti edifici religiosi e civili di varie epoche. Il lungo periodo di pace e tranquillità consentì alla cittadina di sviluppare nel tempo numerose attività industriali e commerciali che le sono valse\, sin dalla fine  dell’Ottocento\, l’appellativo di “Milano delle Marche”. \nChiaravalle. Piccolo nucleo abitato la cui storia è strettamente legata e quasi si identifica con la celebre Abbazia di S. Maria di Castagnola\, fondata nel XII secolo dai monaci cistercensi di Clairvaux. La chiesa ha una semplice facciata preceduta da un portico rifatto nel 1688 con portale a pieno centro e rosone sormontato da bifora. L’interno è a croce latina a tre navate. \nLoreto. La “città santa” è situata su un colle tra le valli del Potenza e del Musone\, in una zona molto fertile. Cinta in parte da mura del XV secolo è sovrastata dal Santuario della Santa Casa\, che è anche la principale attrattiva del luogo\, la cui erezione ebbe inizio a partire dal XV secolo in uno stile che già anticipava il Rinascimento\, pur mantenendo la basilare struttura gotica. La cupola costruita a fine 400 è opera del Sangallo\, mentre il Bramante ad inizio 500 eresse i piloni di rinforzo\, le dodici cappelle laterali e disegnò la\nfacciata. L’interno\, ricco di pregevoli opere d’arte\, si presenta a croce latina. In fondo alla navata centrale è posta la Santa Casa con rivestimento disegnato dal Bramante. Infine il Vanvitelli\, nel XVIII secolo\, eresse il campanile. \nRecanati. Poco oltre Loreto\, su una lieve collina tra le valli del Potenza e del Musone sorge il borgo di Recanati. L’antico insediamento del VI secolo a.C. divenne fortificazione nel tardo impero. Fu poi dominio longobardo per passare quindi alla Chiesa. Divenne comune nel XII secolo e fu residenza di Gregorio XI durante lo scisma d’Occidente (1415). Fu patria del “il giovane favoloso”\, il poeta Giacomo Leopardi e in tempi più recenti\, del tenore Beniamino Gigli. \nPotenza Picena. Fiorente colonia romana fin dal II secolo a.C.\, distrutta nel IV secolo\, durante la guerra greco-gotica. Alcuni superstiti avrebbero fondato\, sul colle adiacente\, il borgo di Monte Santo\, attorno all’antica pieve di Santo Stefano.\nLa libertà da soggezioni feudali fin dal XII secolo\, consentì al borgo un notevole sviluppo economico e commerciale che si sviluppò attorno alla piazza e al borgo medioevale circondato da mura in parte consolidate da interventi piuttosto recenti\, che ne danno un’immagine elegante e sobria. Il suo aspetto monumentale è fortemente caratterizzato dalla presenza delle chiese (un tempo il paese ne contava ben 27) e da imponenti campanili. \nPROGRAMMA DI MASSIMA DELL’ESCURSIONE: \nVenerdì 5 ottore: Piazzola sul Brenta – S. Leo – Le grotte di Frasassi \nmattino: arrivo a S.Leo: visita libera – 2/3 ore\npranzo/colazione organizzato dal Gadm\npomeriggio: visita guidata alle Grotte di Frasassi\narrivo in hotel\, sistemazione e cena \nSabato 6 ottobre: in giro alla scoperta di alcuni dei borghi più belli delle Marche \nmattino: colazione in hotel\nvisita guidata ai borghi di Senigallia\, Corinaldo\, Jesi\, Chiaravalle;\npranzo in ristorante\npomeriggio: continua visita guidata ai borghi\nritorno in hotel\, cena e pernotto \nDomenica 7 ottobre \nmattino: colazione in hotel e partenza\nvisita guidata a Loreto\, Santuario della Santa Casa\, Recanati\, Potenza Picena;\npranzo in ristorante\npomeriggio: ritorno prevedendo soste e visita libera lungo il percorso \n  \nInformazioni generali:\nQUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE\, € ….\,00 (acconto obbligatorio) –\nLA QUOTA COMPRENDE: viaggio in pullman gran turismo\, completo di ogni comfort e servizio a norma di legge:\nSpese autostradali e parcheggi; n. 1 autista per tutto il periodo; Sistemazione in hotel 3 stelle in camere doppie con\nservizi privati; Trattamento di mezza pensione in hotel; – n. 2 pranzi;\n– Guida per i giorni 5\, 6 e 7 ottobre (parziale);\nAssicurazione medico-bagaglio e Rct; Tasse\, iva e percentuale di servizio; \nLA QUOTA NON COMPRENDE: facchinaggio e tutto quanto non indicato alla “la quota comprende \nFile in PDF
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SUMMARY:Dolomiti di Fassa - Marmolada Da Alba di Canazei a Pozza di Fassa per le Valli di Contrin e S. Nicolò
DESCRIPTION:Le Valli di Contrin e di San Nicolò\, sono senza dubbio due fra le più belle vallate che incidono il variegato Gruppo della Marmolada. Facilità di accesso; corone di cime e crode sormontano un paesaggio fatto di boschi\, distese di praterie\, fienili e ruscelli che fra salti d’acqua e piccoli allagamenti creano altrettanti\, numerosi e affascinanti biotopi.
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SUMMARY:Parco dello Stelvio Giro dei Laghi alpini di Pejo e salita al Vioz
DESCRIPTION:I paesaggi che il gruppo Cevedale Vioz offre all’escursionista\, sono così appaganti da compensare ampiamente la fatica delle lunghe camminate che essei richiedono. E fra tutti\, unico è il panorama circolare che si può ammirare dalla cima del Monte Vioz che spazia dal gruppo del Brenta alla Presanella e all’Adamello. E poi ancora dal S. Matteo al Tresero\, al Bernina al Rosa\, al Gran Zebrù\, all’Ortles al Cevedale e per finire in lontananza\, le Dolomiti!
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