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SUMMARY:Dolomiti di Fassa - Gruppo della Marmolada - Rifugio Contrin
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA \n8 AGOSTO 2022\nDolomiti di Fassa – Gruppo della Marmolada – Rifugio Contrin\nRINVIATA CAUSA MALTEMPO \nSi tratta di un’escursione ad anello che parte ed arriva ad Alba di Canazei\, a sud del gruppo montuoso della Marmolada\, la “Regina delle Dolomiti”\, data la sua elevazione maggiore in assoluto\, con il suo ghiacciaio\, che a causa del mutamento climatico è in continuo e veloce arretramento\, che purtroppo gli ultimi tristi avvenimenti dimostrano la Sua fragilità. Tuttavia meglio di ogni altra montagna\, rappresenta tutta l’evoluzione delle vallate dolomitiche\, sia sotto l’aspetto naturalistico che storico. Attraverseremo l’alta valle di San Nicolo’ per poi scendere per la Valle del Contrin\, con aspetti geologici interessanti. \nTrasporto: Auto/Pullman (in base al numero dei partecipanti)\nRitrovo: Piazzola sb presso la sede ore 05\,20 con partenza ore 05\,30\nComitiva: A – Alba m.1517-Ciampac m. 2.148-Forcia Neigra m.2508 Passo San Nicolò m.2.346 Rifugio Contrin m. 2.016 Alba di Canazei m.1.517\nComitiva: B – Alba m.1.517 rifugio/malga Contrin m. 2.016\nDislivello: Comitiva A m. 980 circa\, Comitiva B m. 500 circa\nDifficoltà: Comitiva A EA\, Comitiva B E\nPranzo: Al sacco\, per comitiva B possibilità di pranzare al Rifugio Contrin o Malga\nEquipaggiamento: Da escursione di Montagna\nDurata: Gruppo A 7 ore circa – Gruppo B 4/5 ore\nCartina: Tabacco NR.6\nReferenti: Fortunato Loreggian 3494254248\, Gianluca Bonato 3356219053 Antonella Cagnin 3495978440. \nItinerario: \nGruppo A partenza dall’abitato di Alba per sentiero CAI NR 644\,inizialmente per strada forestale fino all’arrivo a monte della funivia Alba/Ciampac. Il Ciampac è una conca di origine glaciale circondata a Ovest dal monte Crepa Neigra m.2361 a est il monte Colac m.2715. Attraverseremo in parte la conca per poi prendere a sinistra il sentiero CAI NR 613 che ci porterà alla forcella Forcia Neigra m. 2.509; proseguiremo per il sentiero in direzione del Passo San Nicolò con omonimo rifugio\, ci saranno 2 brevi passaggi di sentiero attrezzato( circa 10 metri l’uno ma facili) uscendo dall’ultimo si “aprirà” una porta con veduta dell’alta valle San Nicolò.Arrivati al passo\,prenderemo il sentiero CAI NR 608 per raggiungere tra prati erbosi il rifugio Contrin\, dove ci uniremo con il gruppo B\, poi per sentiero CAI NR 602 ritorneremo ad Alba. \nGruppo B partenza dall’abitato di Alba per sentiero CAI NR.602 fino al rifugio Contrin e ritorno.
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SUMMARY:Dolomiti di Gardena e Fassa – Gruppo del Puez SALITA AL SASSONGHER
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA \n17 LUGLIO 2022\nDolomiti di Gardena e Fassa – Gruppo del Puez\nSALITA AL SASSONGHER\nRitrovo a Piazzola sul Brenta Via Rolando 57- di fronte alla sede del Gruppo:- ore 5\,00\nPartenza in pullman per Agordo\, Alleghe\, Corvara\, Colfosco. \nInizio previsto per l’escursione: ore 9\,00 ca. \nComitiva A\nColfosco m 1640\, Cap. Pradat m 2038\, bivio sent. 4 m 2100\, Forcella Sassongher m 2435\,\nSassongher m 2665; Rif. Gardenacia m 2050\, La Villa m 1468 \nComitiva B\nColfosco m 1640\, Cap. Pradat m 2038\, bivio sent. 4 m 2100\, Forcella Sassongher m 2435\, Rif.\nGardenacia m 2050\, La Villa m 1468 \nDislivello: Comitiva A) m 1065 ca; Comitiva B) m 835 ca;\nReferenti: il CD\nTempo previsto: Ore 6\,00 / 8\,00\nDifficoltà: E / EE / EEA\nNote: nell’ultimo tratto di salita alla cima\, tratto esposto con cordino di assicurazione; necessari fermezza di piede e assenza di vertigini – obbligatoria attrezzatura di sicurezza \nL’escursione verrà effettuata in collaborazione con il Gruppo Abazia di Badia di Calavena in un’ottica di spirito di amicizia e collaborazione\, già da tempo instaurata e che si\nintende rafforzare ancor di più per il futuro\, anche con altre associazioni affiliate alla FIE. Sarà un momento speciale di incontro\, di amicizia e di condivisione di esperienze\, tanto belle\, quanto appaganti\, come solo la montagna sa dare! \nIl punto di partenza per l’escursione è il parcheggio nei pressi del percorso ad alta fune Colfosco 1.600 m (oppure il parco selvatico)\, dove troveremo ad attenderci gli amici del Gruppo Abazia di Badia di Calavena\, con il quale\, condivideremo l’escursione. Ci si dirigerà quindi verso il centro del paese\, per seguire poi l’indicazione “Rifugio Edelweiss/Utia Edelweiss” (raggiungibile anche in seggiovia)\, che abbandoneremo ben presto per il sentiero di salita verso la Cap. Pradat (pure raggiungibile in seggiovia)\, Col Pradat fino al sentiero segnavia n. 4. Il sentiero assume via via caratteri più alpestri mano a mano che ci si avvicina alle pareti rocciose. \nAl bivio\, intorno ai 2.100 m\, si prende il sentiero che porta verso est (a destra)\, stretto e “scenografico” che si snoda direttamente sotto la roccia. Di fronte si ammira in tutta la sua maestosità il Gruppo del Sella con la caratteristica incisione della Val de Mezdì. \nGiunti alla Forcella del Sassongher\, 2.435 m\, (fin qui la comitiva B) si prende decisamente il sentiero n. 7\, che salendo per scomposti ammassi detritici e attraversando gradini rocciosi attrezzati con corde fisse (cautela\, imbrago) per ripide serpentine porta rapidamente in cima. In vetta\, 2.665 m\, il panorama è indescrivibile sulla regione dell’Alta Badia\, il Gruppo del Sella\, la Gardenaccia e il Sasso di Santa Croce. \nIl ritorno (utili i bastoncini da trekking) avviene per la stessa via fino alla Forcella Sassongher da dove si continua in ripida discesa lungo il sentiero n. 5\, in direzione nord\, fino a Para da Giai\, 2.497m – e procedendo su pendio ghiaioso fino al rifugio Gardenacia 2.050 m. \nPer scendere verso La Villa 1.420 m\, si può continuare per il sentiero n. 5 oppure\, poco sopra il rifugio Sponata 1.700m\, prendere la seggiovia Gardenacia. \nA La Villa\, ci sarà il pullman ad attenderci e che ci riporterà assieme agli amici di Abazia al punto di partenza\, per il momento finale di condivisione conviviale e per gli arrivederci alla prossima escursione! \nN.B.: mappa non in scala
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SUMMARY:Gruppo del magico Lagorai\, Malga Cere; Monte Valpiana\, Forcella Ziolera
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA \n5 GIUGNO 2022\nGruppo del magico Lagorai\, Malga Cere; Monte Valpiana\, Forcella Ziolera\nReferenti: Elena Seraia 333 20 50 180\, Cinzia Guerriero 347 252 9583 \, Paolo Graffini 347 8363201\nMezzi di trasporto: mezzi propri/pullman se ci sarà un numero adeguato degli iscritti\nPartenza: ore 6.30 di fronte la sede dal GADM via Rolando 57- Piazzola sul Brenta – sosta al Val Goccia per fare la cola-zione \nDati tecnici:\nDislivello: \nGruppo A – 400m fino alla Malga Cere 1713 m . Difficoltà E \,\nGruppo B – 1100 m fino alla Forcella Ziolera 2368 m. Difficolta EE \nNote: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato alla quota e alla stagione\, obbligo di calzature adatte ai sentieri di montagna\, crema solare. Ricordarsi inoltre di portare l’occorrente per il momento conviviale (posate\, bicchieri\, piatto non usa e getta). \nCenni naturalistici/storici:\nL’escursione nel Gruppo dei Lagorai si svolge in un ambiente ricco di bellezze naturali e di riferimenti storici risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Durante il conflitto le zone di Passo Manghen\, Forcella Ziolera e Monte Valpiana erano occupate dai soldati austro-ungarici\, che da queste postazioni controllavano le valli di Calamento e Campelle; luoghi in cui le tracce della presenza militare sono ancora molto evidenti e ben conservate. \nDescrizione del percorso:\nDal parcheggio poco più a monte della chiesetta di Calamento (1300 m)\, prendiamo il sentiero CAI 398 che ci fa raggiungere rapidamente Malga Cere (1713 m) \, il luogo magico dove il Gruppo A si fermerà per passare una bellissima giornata all’aperto con la possibilità di pranzare in Malga ( da prenotare).\nIl Gruppo B invece proseguirà il percorso nell’incantevole Valle Maddalena\, ravvivata dai fischi delle marmotte.\nDall’omonima forcella (2143 m) il sentiero sale ancora fino ad un piccolo ospedale da campo (2339 m) da poco ristrutturato e intitolato a Herta Miller Haus\, la crocerossina che riuscì a sopravvivere alla valanga di Valsolero del 13 dicembre 1916\, ma che a causa di tale terribile incidente perse la ragione.\nPercorriamo poi gli ultimi metri di salita che portano alla Cima Valpiana (2368 m)\, dove si possono godere belle vedute verso i gruppi di Cima d’Asta\, di Rava e la catena del Lagorai.\nProseguiamo l’escursione sulla spettacolare mulattiera di arroccamento militare a ridosso del crinale di Valpiana: sopra il sentiero sono visibili trincee e postazioni della prima linea austriaca\, costruite a secco\, affacciate sulla Val Campelle e sui monti di Rava\, e in successione poi\, quattro piazzole per artiglieria in pietra e cemento chiamate “batteria Ziolera”.\nPiù avanti ci innestiamo sul segnavia 322 che ci conduce\, sempre rimanendo in quota\, alla Forcella Ziolera (2268 m). Da qui iniziamo la discesa sul sentiero 361 che ci porta all’omonima malga e\, a seguire\, alla Malga Baessa (1318 m). Ancora un chilometro e arriviamo alle auto dove si ricongiunge con il Gruppo A. \n  \nLa gioia nell’osservare e nel comprendere è il dono più bello della natura.\nAlbert Einstein\nBuona escursione a tutti. I referenti.
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LOCATION:Catena del Lagorai\, Trento\, 38059\, Italia
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SUMMARY:Il Chianti e le Terre di Siena
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA \nIN COLLABORAZIONE CON IL\nGRUPPO CAMMINANDO A QUERCEGROSSA \n23-24 e 25 APRILE 2022\nIl Chianti e le Terre di Siena\nReferenti: Sabina Mascaro 3517957782 – D’Agostini Valeria 3472229134 – Guerriero Cinzia (3472529583) \nMezzo di trasporto: pullman (se raggiungiamo 40/50 partecipanti) \nRitrovo: ore 05\,45 \nPartenza: ore 06.00 di fronte la sede del G.A.M . Via Rolando\, 57 – Piazzola sul Brenta \nNote: colazione in autogrill durante il viaggio di avvicinamento a Siena \nDifficoltà : T \n  \nIl nostro viaggio in collaborazione con il Gruppo “Camminando a Quercegrossa” si svilupperà in tre giornate cosi suddivise: \n\nsabato 23 aprile arrivo verso le ore 10\,00 a San Gimignano – visita alla città e pranzo al sacco\npreparato e offerto dal Gam;\nore 15:00 ripartenza per raggiungere Siena dove saremo accolti dai nostri amici di Quercegrossa.\nVisita in una delle contrade della città\, dove avremo modo di visitare il museo e cenare.\nDopo cena ci dirigeremo all’ Hotel Anna dove alloggeremo durante tutto il nostro soggiorno.\ndomenica 24 aprile dopo colazione una piacevole camminata ci aspetta: da Quercegrossa a\nCastellina lungo la Via Romea Sanese (antico itineriario che univa Siena a Firenze) e ritorno. (Si consigliano scarpe e abbigliamento comodo) km 15 – dislivello circa 300 mt. Il pranzo a metà percorso sarà organizzato dai nostri amici \, mentre la cena sarà al Campino\, presso gli impianti sportivi di Quercegrossa;\nlunedì 25 aprile fatta la prima colazione\, con gli amici di Quercegrossa ci dirigeremo verso il punto di partenza della nostra camminata che come sempre ci riserverà splendidi panorami: dalla località Badesse fino ad Abbadia Isola passando per il Borgo di Monteriggioni Km11 – dislivello\ncirca 200 mt.\nIl pranzo è previsto presso l’ Agriturismo il Ciliegio a Monteriggioni.\nDopo pranzo salutati i nostri amici partiremo per il viaggio di rientro a casa.\n\nPer le giornate di sabato 23 e domenica 24 avremo a nostra disposizione Laura Guida AER FIE \nLe quote di partecipazione a persona saranno le seguenti: \n\ncamera doppia da un minimo di € 205 ad un massimo di € 215\ncamera tripla da un minimo di € 185 ad un massimo di € 195\n\nTali importi potrebbero subire un lieve rincaro a causa del repentino aumento del carburante. \nIl programma DEFINITIVO e dettagliato verrà fornito appena possibile. \nLe referenti Sabina\, Valeria e Cinzia
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SUMMARY:Andar per erbe selvatiche
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LOCATION:Sala Consiliare\, Viale Silvestro Camerini\, Piazzola sul Brenta\, 35016\, Italia
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SUMMARY:ALPE DI RODENGO – CIMA LASTA
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA \nDOMENICA 20 MARZO 2022\nALPE DI RODENGO – CIMA LASTA\nLasciamo l’autostrada a Bressanone e imbocchiamo la Val Pusteria fino a Rio Pusteria\, da qui seguiamo le indicazioni per l’Alpe di Rodengo fino al parcheggio Zumis (m. 1725). Qui inizia la nostra escursione: in leggera salita tra boschi di abeti e larici fino a raggiungere\, dopo circa 25 minuti\, la Roner Alm (m. 1832)\, una bella struttura recentemente restaurata. \nProseguiamo la nostra escursione fino a raggiungere la chiesetta dedicata ai Santi Clara e Bartolomeo\, costruita nel 2002 esattamente nello stesso luogo dove\, molti anni fa\,\nsorgeva un’antica cappella. L’allora cardinale Josef Ratzinger\, divenuto poi papa Benedetto XVI\, ha benedetto la prima pietra del sacro edificio. Nella cappella Pianer Kreuz (Croce) vengono celebrati matrimoni e messe. \nLa parte in salita più faticosa è fatta. Ammiriamo ora tutto l’altipiano di Rodengo e Luson. Siamo circondati a 360° da alte montagne\, i nomi in lingua tedesca e italiano li troviamo in una tabella informativa in un punto panoramico lungo il nostro percorso. Proseguiamo sulla strada forestale quasi pianeggiante per circa 5 chilometri\, ad un bivio troviamo a sinistra il rifugio Rastnerhütte (1930 m.) con la sua bella terrazza esposta al sole dove il gruppo A si fermerà per la sosta pranzo. Il gruppo B prosegue a destra dove in 10 minuti arriva al rifugio Starkenfeld (Campoforte) (1936 m.). Proseguiamo su una leggera salita verso l’avvallamento con la Malga Lasta\, seguiamo il sentiero 67 fino alla croce di vetta della Cima Lasta (2194 m;\ndal Rifugio Campoforte 1 ora circa). Il gruppo B raggiungerà il gruppo A al rifugio Rastnerhütte per ritornare insieme per il sentiero n. 4 “Sentiero della Creazione” inaugurato nel 2018 dove troveremo delle opere artistiche che raffigurano la Genesi. \n  \nReferenti: Compagnin Serafino 3459973833 – Bassan Gabriella 3331737725\nOrario partenza: 6.00 da Piazzola sul Brenta via Rolando n. 57\nDislivello: gruppo A 205 m. – gruppo B 470 m.\nDifficoltà: EAI\nAttrezzature: scarponi\, bastoncini\, ramponcini\, zaino e abbigliamento adeguato alla stagione\nTempo di percorrenza: 5/6 ore escluse soste\nPranzo al sacco\nE’ un’escursione tranquilla tra malghe e cime di circa 14 chilometri.\nTrasporto: pullman o mezzi propri in base al numero di partecipanti \n  \nNB: durante l’escursione mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 metri\, mentre per le soste e il ristoro di almeno 1 metro. Nel caso in cui non ci sia la possibilità di rispettare le distanze sopramenzionate si deve indossare la mascherina chirurgica o FFP2. Si chiede la compilazione dell’autocertificazione di manleva COVID 19. Portare piatto e bicchiere per il momento conviviale.
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SUMMARY:Presentazione del libro: Il coraggio dei sogni
DESCRIPTION:Agli amici\, ai soci e ai simpatizzanti… Tra i sogni di una escursione e l’altra invitiamo tutti\, amici\, soci\, simpatizzanti e chiunque voglia partecipare\, a condividere i sogni di questa nostra proposta\, anzi “Il coraggio dei sogni”\, partecipando all’incontro con Tarcisio Bellò\, alpinista\, himalaysta\, vajsta\, … impegnato per passione\, che ci racconterà dei suoi sogni e non solo! GIOVEDI’ SERA 10 MARZO IN SALA BIBLIOTECA “CENTRO CULTURALE A. MANTEGNA” ORE 20\,45.
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SUMMARY:Escursione al Rifugio Scarpa-Gurekian all’Agner e a Malga Luna al Col di Luna
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA \nDOMENICA 6 MARZO 2022 \nEscursione al Rifugio Scarpa-Gurekian all’Agner e a Malga Luna al Col di Luna\nIl gruppo del Pasubio si eleva massiccio e imponente tra le valli dell’Adige e dell’Astico\, per la sua posizione strategica venne lungamente conteso e fu teatro di sanguinose battaglie durante la prima Guerra Mondiale. La nostra escursione si sviluppa lungo il versante nord-occidentale del gruppo e ci porta alle pendici dei monti Col Santo e Col Santino\, le due cime più elevate di questo versante e lambisce il settore centrale dove domina Cima Palon.\nPartiamo dall’abitato di Giazzera (1092 m) imbocchiamo il sentiero 101 che si collega poco sopra alla strada militare (altra possibilità di parcheggio)\, continuando per la comoda strada e risalendo la valle arriviamo all’Alpe Pozze dove troviamo il Rifugio Lancia (1802 m)\, dopo la sosta riprendiamo il cammino per il sentiero 132\, passiamo accanto alla chiesetta alpina dedicata a San Giovanni Gualberto patrono dei forestali e saliamo con lieve pendenza alla radura dell’Alpe Alba (1823 m)\, piccolo altopiano punteggiato da tante baite\, lo percorriamo tutto e ritorniamo al punto di partenza. \nL’escursione che andremo ad affrontare si svolge sul versante sud del Monte Agner e della Croda Granda che appartengono alla catena meridionale delle Pale di San Martino. L’Agner anche se non molto conosciuto è davvero un colosso delle Dolomiti\, su questo versante mostra il suo lato più docile\, ma è pur sempre una montagna grandiosa. Assieme alle Pale di San Lucano raggiunge la massima stratificazione rocciosa delle dolomiti con una “potenza” (altezza degli strati di dolomia) di quasi 2.000 metri. Questo versante soffre in questi ultimi anni di una certa carenza del flusso turistico che preferisce invadere altre zone più “alla moda” delle Dolomiti. Le concause sono varie. Da una non troppo lungimirante gestione politica locale\, una viabilità secondaria \, da paesetti un pò assonnati e con l’aria d’ altri tempi\, la mancanza di impianti sciistici e di “movide”. Ne è testimone la seggiovia in stato di abbandono. Questo comunque è un gran vantaggio ed una opportunità per chi rifugge da quelle cose e cerca luoghi autentici e genuini. \nReferenti: Grendene Francesca 3313505594 Moretto Sabrina 3332122074 \nOrario partenza: 6.40 Piazzola\, 7.00 Belvedere \nTrasporto: mezzi propri \nDifficoltà: EAI \nEquipaggiamento: Invernale – ciaspole – ramponcini \nDislivello: 700/800 m \nDurata: circa 6 ore \nPranzo: al sacco \nPunto di appoggio: Rifugio Scarpa Cartografia: Kompass 622 \nDescrizione itinerario: Dalla piazza del paese di Frassenè prendiamo la strada asfaltata che sale tra le case alte del paese. Al primo incrocio\, dopo un centinaio di metri\, prendiamo la stradina che parte strettissima sulla sinistra tra vecchie case e che passa sotto i fili della dismessa seggiovia. Dopo un chilometro troviamo un bivio con l’inizio degli itinerari. Ci dirigiamo a sx inoltrandoci nella Val Domadore sent. 772. Proseguendo arriviamo in vista della Malga Luna alt 1595. Da qui\, con poco dislivello\, la possibilità si salire al Passo Col di luna alt.1718 e alla cima. Ridiscesi alla Malga proseguiremo per la nostra meta\, Rif. Scarpa alt.1735. Al rifugio sosta per pranzo. Chiuderemo il nostro giro ad anello scendendo per il comodo sentiero 771 che ci riporterà alle nostre auto. \n  \nNota bene: Durante lo svolgimento dell’escursione si deve mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 metri\, mentre per le soste e il ristoro la distanza è di un metro. In tutte le situazioni che non permettono questo\, si dovrà indossare la mascherina chirurgica. I partecipanti dovranno spesso igienizzarsi le mani con apposita soluzione disinfettante.  \nCOMPILARE IL MODULO DI AUTODICHIARAZIONE DI MANLEVA COVID 19 ED ESSERE IN POSSESSO DEL GREEN PASS RAFFORZATO  \nPortare con se piatto e bicchiere non usa e getta. \nBUONA ESCURSIONE DALLE REFERENTI
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SUMMARY:Due giorni invernali: Dolomiti d’Ampezzo/rifugio Sennes
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SUMMARY:Proiezione film "Latte Nostro"
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SUMMARY:Rifugio Lancia dell’alpe pozze al Col Santo Gruppo del Pasubio
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA \nDOMENICA 30 GENNAIO 2022 \nRifugio Lancia dell’alpe pozze al Col Santo\nGruppo del Pasubio\nIl gruppo del Pasubio si eleva massiccio e imponente tra le valli dell’Adige e dell’Astico\, per la sua posizione strategica venne lungamente conteso e fu teatro di sanguinose battaglie durante la prima Guerra Mondiale. La nostra escursione si sviluppa lungo il versante nord-occidentale del gruppo e ci porta alle pendici dei monti Col Santo e Col Santino\, le due cime più elevate di questo versante e lambisce il settore centrale dove domina Cima Palon.\nPartiamo dall’abitato di Giazzera (1092 m) imbocchiamo il sentiero 101 che si collega poco sopra alla strada militare (altra possibilità di parcheggio)\, continuando per la comoda strada e risalendo la valle arriviamo all’Alpe Pozze dove troviamo il Rifugio Lancia (1802 m)\, dopo la sosta riprendiamo il cammino per il sentiero 132\, passiamo accanto alla chiesetta alpina dedicata a San Giovanni Gualberto patrono dei forestali e saliamo con lieve pendenza alla radura dell’Alpe Alba (1823 m)\, piccolo altopiano punteggiato da tante baite\, lo percorriamo tutto e ritorniamo al punto di partenza. \nSe le condizioni e la quantità della neve lo permettono\, valuteremo al momento di salire al Col Santo (2112 m) per il sentiero 101 e scendere dal versante opposto nell’Alpe Alba. Eventualmente si potranno fare due gruppi. \nTrasporto: Auto\nRitrovo: Piazzola sul Brenta presso la sede partenza ore 7\,00\nComitiva: Unica\nDislivello: 750 m (+300 m con salita al Col Santo)\nDifficoltà: EAI\nEquipaggiamento: Ciaspole + Ramponcini + Ghette\nDurata: 5/6 ore\nPranzo: Al sacco\nPercorso: Località Giazzera 1092 m – Malga Chersele 1402 m – Rif. Lancia 1802 m – Alpe Alba 1830 m\nCartina: Sezioni Vicentine del C.A.I. PASUBIO-CAREGA scala 1:25000 Tabacco 056 scala 1:25000\nReferenti: Cervato Paolo 348 4190323\, Cavinato Paolo 340 2134816 \nNOTA BENE: Durante lo svolgimento dell’escursione si deve mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 m\, mentre per le soste o il ristoro la distanza è di 1 m; in tutte le situazioni che non permettono di mantenere questa distanza si dovrà indossare la MASCHERINA CHIRURGICA\, che deve essere sempre tenuta disponibile. I partecipanti dovranno spesso igienizzarsi le mani con apposita soluzione/gel\, soprattutto dopo essere stati in un luogo pubblico (mezzi di trasporto\, rifugi\, impianti funiviari ecc. …).\nPer il vostro pranzo portare bicchiere\, posate ecc. … riciclabili non USA E GETTA.
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SUMMARY:Salita alla Forcella di Val Regana per la Val Tolvà Catena del Lagorai
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SUMMARY:Convocazione dell'Assemblea degli Associati
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SUMMARY:PREALPI VENETE – MASSICCIO DEL GRAPPA POSSAGNO – MONTE PALON PER IL “PERCORSO DELLA MEMORIA”
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA \nDOMENICA 31 OTTOBRE 2021 \nPREALPI VENETE – MASSICCIO DEL GRAPPA\nPOSSAGNO – MONTE PALON PER IL “PERCORSO DELLA MEMORIA” \nReferenti: Sabina Mascaro 3517957782 – Cinzia Guerriero\nMezzo di trasporto: mezzi propri\nPartenza: ore 06.00 da Presina difronte alla Chiesa\nPunti d’ appoggio nessuno – pranzo al sacco (portarsi un telo per sedersi)\nDifficoltà: EE\nCartina: Tabacco n. 51\nComitiva: unica\nTempo di percorrenza: ore 7/8 ore soste incluse\nDislivello: 1200 mt circa – Km: circa 17\nE’ consigliato portare una torcia \nPercorso: Arrivati a Possagno davanti alla chiesa arcipretale della Santissima Trinità\, comunemente nota come Tempio Canoviano\, lasciamo le nostre auto e ci incamminiamo a destra per il sentiero n. 195 dedicato a Pietro dal Broi (fondatore e Presidente del Gruppo Sportivo Alpini di Possagno – associazione affiliata alla FIE per molti anni). Da qui inizia la lenta e costante salita che ci porterà nel bosco fino al bivio per Castel Cesil. Abbandonato il sentiero n. 195\, proseguiamo a sinistra per il sentiero n. 212 percorrendo un piccolo tratto della Altavia Prealpi Trevigiane (TV1). \nDopo circa 40 minuti di camminata tra i magnifici castagneti arriviamo al rifugio Monte Palon mt. 1205 (chiuso). Una breve sosta per ammirare una suggestiva vista sui colli Asolani!! A pochi metri dal Rifugio seguendo la segnaletica per Cima della Mandria\, ha inizio il “percorso della Memoria” (1000 mt di trincee – 300 mt di gallerie)\, voluto dal Gruppo Alpini di Possagno per ricordare ed onorare la memoria di quanti su queste cime del massiccio del Grappa hanno combattuto\, hanno sofferto e sono caduti nei tragici eventi della Prima Guerra mondiale. Un ultimo sforzo e siamo in cima al Monte Palon mt. 1305\, dove ci si fermerà per la pausa pranzo (e qua entra in scena il telo in quanto saremo seduti su di un vasto manto erboso). \nRiprendiamo il nostro cammino\, ora tutto in discesa\, fino alla località Bocca di Forca dove all’ altezza della segnaletica stradale di Pieve del Grappa ha inizio il sentiero n. 189\, che ci riporterà in circa tre ore al punto di partenza. Il sentiero non presenta grosse difficoltà ma in alcuni tratti molto ripidi bisogna star attenti (portare i bastoncini). \n“… lungo le sponde del mio torrente voglio che scendano i lucci argentati\, non più i cadaveri dei soldati\, portati in braccio dalla corrente. Così dicevi ed era d’ inverno e come gli altri verso l’ inferno\, te ne vai triste come chi deve\, il vento ti sputa in faccia la neve…” \n“La guerra di Piero” di Fabrizio De Andre’ \nBuona escursione a tutti\nI referenti Cinzia e Sabina \nNOTA BENE\nDurante lo svolgimento dell’ escursione\, brevi soste\, o ristoro è necessario mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 mt. In tutte le situazioni che non permettono questa distanza si dovrà indossare la MASCHERINA CHIRURGICA\, che deve essere sempre tenuta disponibile. I partecipanti dovranno sempre igienizzare le mani con apposita soluzione/gel. Sono consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato alla stagione e calzature adatte ai sentieri di montagna.\nPortare bicchiere\, piatto e posate NON USA E GETTA per il momento conviviale finale. \nCenni storici:\nDurante la Battaglia d’Arresto nella Prima Guerra Mondiale\, il Monte Palon ebbe una posizione strategica: si trasformò in una vera fortezza\, con postazioni d’artiglieria in caverna\, postazioni di mitragliatrici fortificate\, postazioni di bombarde e di fotoelettriche\, importantissimi osservatori ecc.\nErwin Rommel (meglio noto come la volpe del deserto nella Seconda Guerra Mondiale)\, era anche lui in questo settore come tenente di un reparto della Wültenberg\, tentò inutilmente più volte di prendere questa importante linea fortificata (come scritto sulle relazioni nei suoi diari corredati da schizzi della zona). Lo stesso Rommel\, parlava del Monte del Palon difficile da espugnare e dando l’appellativo di “spina dorsale” della linea di difesa italiana.\nIn questa parte del fronte\, la posizione strategica del Monte Palon permetteva di tener sotto continua osservazione le posizioni nemiche integrando l’azione delle artiglierie di cima Grappa su zone\, non viste e non battibili da questa\, del tratto Tomba – Monfenera e dell’intera valle dell’Ornic\, oltre che alla stretta del Piave.\nPer questo motivo intere divisioni Austro-Tedesche nella Battaglia d’Arresto nel novembre-dicembre del 1917\, seguendo varie direttrici\, cercarono di prenderlo invano.
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SUMMARY:ESCURSIONE SUL SENTIERO DEL ROMMEL
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SUMMARY:Incontro con Giordano Zanin
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SUMMARY:SALITA AL MONTE SUMMANO PER IL SENTIERO DEI GEROLIMINI
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA \nDOMENICA 16 MAGGIO 2021\nSALITA AL MONTE SUMMANO PER IL SENTIERO DEI GEROLIMINI\nGIRO AD ANELLO – COMITIVA UNICA\nReferenti: Sabina Mascaro (3517957782) – Giampaolo Casonato \n\n1° ritrovo: ore 7.00 davanti la sede del Gam – Via Rolando\, 57 – Piazzola sul Brenta\n2° ritrovo: ore 7.15 parcheggio pizzeria Der Platz – Carmignano di Brenta\nTrasporto: mezzi propri\nDislivello: mt 1100 circa – km: 22 circa\nDifficoltà: EE\nPranzo: al sacco\n\nNell’Alto vicentino svetta il Monte Summano che con i suoi 1296 metri non è di sicuro la cima più alta delle Prealpi Venete\, ma è da sempre una delle mete più affascinanti sia per gli abitanti del luogo che per chi viene da fuori. Tra i sentieri più suggestivi\, sia paesaggisticamente parlando\, che dal punto di vista storico\, c’è quello dei Gerolimini. Il percorso che oggi vi porteremo a fare\, parte da Santorso e porta\, dopo una lunga ma affascinante camminata\, fino alla Croce\, situata proprio sulla vetta del monte. \nIl Sentiero dei Gerolimini è percorribile in tutte le stagioni vista l’altitudine non troppo elevata\, ma è necessario fare particolare attenzione durante l’inverno\, quando è possibile che la cima sia innevata e in alcune zone d’ombra potrebbero esserci lastre di ghiaccio. Colori incredibili\, stagione dopo stagione\, la salita del Monte Summano riserva scorci mozzafiato da cui\, nelle giornate più limpide è possibile vedere i colli Euganei di Padova e\, con un pizzico di fortuna\, anche il mare. \n  \nLa storia del Sentiero dei Gerolimini \nLa mulattiera che conduce fino alla cima del Monte Summano si dice esista sin dall’antichità\, nata come strada di pellegrinaggio. La denominazione “Sentiero dei Gerolimini” ha le sue radici però intorno al 1452 anno in cui venne affidato ai frati di San Girolamo (detti Gerolimini) il piccolo monastero sul Summano. \nI religiosi ingrandirono\, impreziosirono il santuario e si insediarono nel borgo di Piovene Rocchette\, dove costruirono un convento e un ospizio per i pellegrini diretti alla cima del Monte Summano. Sulla cima del Summano nel 1992\, monito alla grande guerra ed a opera dell’ Azione Cattolica Vicentina\, venne innalzata una imponente croce di cemento con un affascinante Cristo d’ acciaio (posto nel 1993) ad opera dello scultore Giorgio Sperotto….ma questa è un’altra storia che scopriremo insieme!!!!! \nIl nostro gruppo partirà dal parcheggio al di sotto della Chiesa di Santorso (mt 240). Da qui inizia la salita che ci porterà fino al bivio direzione Santuario Beata Vergine dell’ Angelo (sentiero n. 458) che ci farà raggiungere la cima del Monte Summano (mt 1296)\, dove faremo la nostra meritata pausa pranzo!! \nIl sentiero di ritorno sarà quello detto “Via Crucis” per la presenza di grandi croci in cemento lungo tutto il percorso\, che dalla vetta ci riporterà a Santorso dove abbiamo lasciato le nostre auto. \n  \nNOTA BENE: Durante lo svolgimento dell’ escursione si deve mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 metri\, mentre per le soste o il ristoro la distanza è di 1 m; in tutte le situazioni che non permettono di mantenere questa distanza si dovrà indossare immediatamente la MASCHERINA CHIRURGICA\, che deve essere sempre tenuta disponibile. I partecipanti dovranno spesso igienizzare le mani con apposita soluzione/gel\, soprattutto dopo essere stati in un luogo pubblico (mezzi di trasporto\, rifugi\, impianti funiviari ecc.).\nPortare con se bicchieri non USA E GETTA. \nBuona gioiosa escursione a tutti dai referenti Paolo e Sabina
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SUMMARY:Ipotesi sull'origine della vita sulla terra
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SUMMARY:Escursione al Rifugio Podestaria - Parco Naturale Regionale della Lessinia
DESCRIPTION:DOMENICA 21 FEBBRAIO 2021\nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA – PIAZZOLA SUL BRENTA \nEscursione al Rifugio Podestaria\nParco Naturale Regionale della Lessinia \n \nLasciamo le auto presso il parcheggio (a pagamento 2 Euro) del Rifugio Bocca Di Selva (1550 m) Da qui si dipartono numerosi sentieri escursionistici\, percorsi per la mountain-bike che d’inverno si trasformano in percorsi di sci del Centro Fondo Alta Lessinia\, facente parte quest’ultimo del Circuito Supernordicskipass. \nIndossiamo le ciaspole e ci incamminiamo per la comoda strada che si dirige ai vari rifugi\, con deviazione in sentiero poco battuto che con vari saliscendi passa per la Malga Folignano di Cima (1665 mt) fino a raggiungere il Rifugio Podesteria (1730 m). \nIl rifugio si trova in un punto strategico del parco naturale a metà strada tra Bosco Chiesanuova ed Erbezzo\,sul sentiero europeo E7 \, il paesaggio offerto dai luoghi spazia dal Monte Baldo\, il Lago di Garda e con giornata limpida si scorgono anche gli Appennini.\nOra ci dirigiamo verso il ritorno passando per il Rifugio Monte Tomba (1766 mt) e discendendo poi verso il punto di partenza e il parcheggio. \nIl percorso può essere soggetto a variazioni in base alle caratteristiche meteo e di innevamento. \nTrasporto: Auto\nRitrovo: Piazzola sul Brenta presso la sede\, partenza ore 7\,00\nComitiva: Unica\nDislivello: 400 m complessivi\nDifficoltà: EAI\nEquipaggiamento: Ciaspole\nDurata: 5/6 ore\nPranzo: al sacco\nPercorso: Rifugio Bocca di Selva (1550 m) – Malga Folignano di Cima (1665 m) – Rifugio podesteria (1730 m) – Rifugio Primaneve Monte Tomba (1766 m)\nCartina: Tabacco n.059 Monti lessini\nReferenti: Giorgio Tognon 344 2229854 Paolo Casonato \nNOTA BENE: Durante lo svolgimento dell’escursione si deve mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 m\, mentre per le soste o il ristoro la distanza è di 1 m; in tutte le situazioni che non permettono di mantenere questa distanza si dovrà indossare immediatamente la MASCHERINA CHIRURGICA\, che deve essere sempre tenuta disponibile. I partecipanti dovranno spesso igienizzare le mani con apposita soluzione/gel\, soprattutto dopo essere stati in un luogo pubblico (mezzi di trasporto\, rifugi\, impianti funiviari ecc.). \nBUONA ESCURSIONE AMICI!!!\nI REFERENTI VI RINGRAZIANO… E ALLA PROSSIMA\, INSIEME ALLA VOSTRA COMPAGNIA! \nWEBCAM
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LOCATION:Sala Consiliare\, Viale Silvestro Camerini\, Piazzola sul Brenta\, 35016\, Italia
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SUMMARY:Salita al Passo Palù/Cima Palù Catena del Lagorai
DESCRIPTION:DOMENICA 10 GENNAIO 2021\nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA – PIAZZOLA SUL BRENTA \nSalita al Passo Palù/Cima Palù\nCatena del Lagorai \n \nval Calamento  \nLasciamo le auto presso la Malga Valtrighetta (1400 m) in val Calamento proprio sotto al passo Manghen\, in zona si trova un’oasi del WWF che è raggiungibile attraverso un sentiero che parte poco oltre la malga. \nIndossiamo le ciaspole e ci incamminiamo per la comoda strada che risale la Valtrighetta\, fino a raggiungere la malga Cagnon di sotto (1730 m)\, davanti a noi possiamo scorgere il Monte Conca\, sulla sinistra Cima Cagnon e sulla destra scorgiamo il Monte Croce. \nOra ci dirigiamo verso sinistra (SUD) ed attraversiamo una zona boschiva\, qui la pendenza comincia progressivamente ad aumentare fino a che arriviamo in vista del Passo\, dove ci aspetta un tratto un po’ ripido che in breve superiamo per arrivare al Passo Palù (2071 m) dove\, neve permettendo\, possiamo osservare le vecchie trincee\, in parte recuperate\, ed una capanna in legno ricostruita con all’interno alcune tabelle esplicative di come si presentava la zona del passo al tempo della Grande Guerra. \nSe le condizioni della neve lo permettono\, riprendiamo a salire per la dorsale\, per giungere in breve all’ampia vetta di Cima di Palù (2261 m)\, proprio a picco sull’Alta Val Calamento\, un balcone naturale con vista favolosa sulle cime circostanti. \nLa via di ritorno ripercorre il medesimo percorso fatto in salita fino al punto di partenza. \n  \n\n\n\nTrasporto:\nAuto\n\n\nRitrovo:\nPiazzola sul Brenta presso la sede\, partenza ore 7\,00\n\n\nComitiva:\nUnica\n\n\nDislivello:\n700 m al passo\, 900 m alla cima\n\n\nDifficoltà:\nEAI\n\n\nEquipaggiamento:\nCiaspole + Ramponcini\n\n\nDurata:\n5/6 ore\n\n\nPranzo:\nal sacco\n\n\nPercorso:\nMalga Valtrighetta (1400 m) – Malga Cagnon di sotto (1730 m) – Passo Palù (2071 m) – Cima di Palù (2261 m)\n\n\nCartina:\nKompass 626 / Tabacco 058 scala 1:25000\n\n\nReferenti:\nCervato Paolo 348 4190323  Riccardo Lago\n\n\n\nNOTA BENE: Durante lo svolgimento dell’escursione si deve mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 m\, mentre per le soste o il ristoro la distanza è di 1 m; in tutte le situazioni che non permettono di mantenere questa distanza si dovrà indossare immediatamente la MASCHERINA CHIRURGICA\, che deve essere sempre tenuta disponibile. I partecipanti dovranno spesso igienizzare le mani con apposita soluzione/gel\, soprattutto dopo essere stati in un logo pubblico (mezzi di trasporto\, rifugi\, impianti funiviari ecc.) Per il vostro pranzo al sacco utilizzare bicchiere\, posate ecc. … riciclabili non USA E GETTA. \nBUONA ESCURSIONE AMICI!!!\nI REFERENTI VI RINGRAZIANO… E ALLA PROSSIMA\, INSIEME ALLA VOSTRA COMPAGNIA!
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LOCATION:Gruppo dei Lagorai\, Pieve Tesino\, 38050
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SUMMARY:GRUPPO DEI LAGORAI Giro delle malghe e Monte Cogne
DESCRIPTION:DOMENICA 18 OTTOBRE 2020\nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA – PIAZZOLA SUL BRENTA \nGRUPPO DEI LAGORAI\nGiro delle malghe e Monte Cogne \n \nMonte Cogne \nREFERENTI: Remina Scapin\, Orlando Malfatti \nVOLONTARI ESPERTI: Paolo Cervato\, Tarcisio Santinello \nMEZZO DI TRASPORTO: AUTO\, partenza ore 6\,30 davanti alla sede del GAM a PIAZZOLA SUL BRENTA \nDATI TECNICI: Partenza escursione: Brusago Tipologia: E\nDislivello: 950 m Quota massima: Monte Cogne 2171 m Segnaletica: Buona Tempi: 7/8 h\nPunti d’appoggio: malga Vasoni bassa (1753 m)\, malga Vasoni alta (1972 m)\nPranzo: Al sacco Cartografia: Tabacco N°062\, Scala 1:25000 \nNOTE: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato per la quota ed alla stagione\, indossare calzature adatte ai sentieri di montagna. \nDESCRIZIONE DELL’ESCURSIONE:\nIl monte Cogne si trova nei Lagorai occidentali\, è un panoramico ” panettone” a N E dell’ altopiano di Pinè a ridosso della dorsale del Fregasoga da cui è separato dal bel passo di Mirafiori o Vason\, il suo versante nord propende verso Valfloriana e val di Cembra. \nIl percorso è un giro ad anello piuttosto lungo (17 km) con un dislivello sui 900 m\, buona parte di esso è all’interno del bosco di abeti segnati dal passaggio di Vaia\, segnato discretamente necessita di attenzione ai numerosi bivi che si incontrano tra le strade forestali e i sentieri che accorciano il percorso. Da Brusago si sale sulla destra per 1 km fino al divieto\, dove troviamo spazio per parcheggiare. \nSeguiamo la forestale (407) fino a ponte Vasoni dove incrociamo il sentiero che faremo al ritorno con indicazioni per il rif. Tonini. Proseguiamo verso nord (470) fino a trovare il sentiero che sale deciso nel bosco\, dopo un’ora sbucheremo in una radura nei pressi di malga Vasoni bassa (1753 m)\, percorriamo la forestale per in breve tratto verso sinistra per poi imboccare nuovamente il sentiero che dopo un po’ inizia ad aprirsi lasciandoci intravedere la valle di Pinè e il paesaggio attorno. \nRaggiunta la malga Vasoni alta (1972 m) la visuale si apre con un bel colpo d ‘occhio fin sul gruppo del Brenta\, il Bondone\, i laghi di Serraia e Pozze e la val Cembra di fronte a noi. La malga comprende un bivacco un po’ spartano e tutto attorno varie e simpatiche sculture intagliate sui resti di alberi. \nDa qui in poco in poco più di mezzora si raggiunge la cima Cogne 2171 m. Ritornati alla malga si seguono le indicazioni (468) per il rif. Tonini e malga Fregasoga\, raggiunta quest’ultima seguiremo il sentiero verso valle che costeggiando il rio spruggio in 1\,40″ ci riporta al punto di partenza. \n  \nNOTA BENE: Durante lo svolgimento dell’escursione si deve mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 m\, mentre per le soste o il ristoro la distanza è di 1 m; in tutte le situazioni che non permettono di mantenere questa distanza si dovrà indossare immediatamente la MASCHERINA CHIRURGICA\, che deve essere sempre tenuta disponibile. I partecipanti dovranno spesso igienizzare le mani con apposita soluzione/gel\, soprattutto dopo essere stati in un logo pubblico (mezzi di trasporto\, rifugi\, impianti funiviari ecc.) Per il vostro pranzo al sacco utilizzare bicchiere\, posate ecc. … riciclabili non USA E GETTA. \nBUONA ESCURSIONE AMICI!!!\nI REFERENTI VI RINGRAZIANO… E ALLA PROSSIMA\, INSIEME ALLA VOSTRA COMPAGNIA!
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SUMMARY:DA PASSO TRE CROCI AL RIFUGIO VANDELLI - LAGO SORAPIS
DESCRIPTION:DOMENICA 20 SETTEMBRE 2020\nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA – PIAZZOLA SUL BRENTA \nDOLOMITI AMPEZZANE\nDA PASSO TRE CROCI AL RIFUGIO VANDELLI – LAGO SORAPIS \n \nLargo Sorapis \nREFERENTI: Graffigni Paolo (3478363201)\, Ramona Zaharia\, Antonella Cagnin\, Isabella Danieletto \nVOLONTARI ESPERTI: Sabina Mascaro\, Cinzia Guerriero\, Alberto Rinaldi\, Elisa Saccardo \nMEZZO DI TRASPORTO: PULLMAN. Partenza ore 5\,30 davanti alla sede del GAM – PIAZZOLA SUL BRENTA \nDATI TECNICI: Partenza escursione Passo Tre Croci (1.809 m) \nDISLIVELLI: \n\n\n\nGRUPPO A: 850 m. – DIFFICOLTÀ: EE\nGRUPPO B: 300 m. – DIFFICOLTÀ: E\n\n\n\nPRANZO: AL SACCO \nPUNTI DI APPOGGIO: Rifugio Vandelli (1928 m.) \nCARTOGRAFIA: TABACCO N. 3 – Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane – scala 1:25:000 \nNOTE: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato per l’alta quota e alla stagione\, indossare calzature adatte ai sentieri di montagna rocciosi \n  \nDESCRIZIONE DELL’ESCURSIONE: \nGRUPPO A: Partendo da Passo Tre Croci (1809 m.) si imbocca la strada sterrata e quindi il sentiero n. 213. Si sale lungo il bosco che più avanti lascia lo spazio ad ampi prati (alle nostre spalle il massiccio del Cristallo). Arrivati al pianoro di Tardeiba (2129 m.) proseguiamo a sinistra – sentiero n. 216 – in direzione della Forcella Marcùoira. Dopo una ripida salita su sentiero ghiaioso e angusto canalone si arriva alla Forcella Marcùoira (2307 m.). \nQui il panorama sarà strepitoso Cristallo – Piz Popena – Tofane – Lagazuoi. Dalla Forcella si procede sempre per il sentiero n. 216 che dopo vari sali scendi ci porta ad un tratto di sentiero esposto ma ben attrezzato con corda metallica. Aggirato quest’ultimo tratto si potrà ammirare dall’alto il Rifugio Vandelli e il Lago Sorapìs. Il sentiero scenderà rapidamente\, sommersi da una distesa di pini mughi\, fino a raggiungere il sentiero 215 che ci condurrà al Rifugio Vandelli e al Lago Sorapìs. Per il rientro di percorre il sentiero n. 215 \nGRUPPO B: Partendo da Passo Tre Croci (1809 m.) si imbocca la strada forestale e quindi il sentiero n. 215 che attraversa il bosco. Il panorama spazia con meravigliose vedute sulle cime del Cristallo-Popena e\, in lontananza su Misurina e le Tre Cime di Lavaredo. Dopo qualche ripida rampa inizia il tratto più impegnativo che con l’aiuto di alcune scale metalliche si superano dei salti rocciosi e poi un tratto in una stretta cengia assicurata con cordino metallico e da lì al Rifugio Vandelli (1928 m.). Accanto al Rifugio è visibile il lago alpino del Sorapìs sotto il “dito di Dio”. \nPer il rientro si ripercorre il sentiero n. 215. Il Lago di Sorapìs è situato sull’omonimo Gruppo del Sorapìs\, a 1923 m.s.l.m\, in uno scenario davvero spettacolare. Oltre alla posizione che lo rende unico in tutte le Dolomiti\, la particolarità di questo lago è il colore – un celeste intenso e compatto che nelle giornate terse contrasta magnificamente con il verde della vegetazione. La particolare colorazione dell’acqua è dovuta ai minerali che si sciolgono nell’acqua e a peculiari caratteristiche chimiche e batteriologiche naturali che sono ancora oggi oggetto di studi ed analisi. \n  \nNOTA BENE:  \nDurante lo svolgimento dell’escursione si deve mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 mt. mentre per le soste o il ristoro la distanza è di 1 mt.; in tutte le situazioni che non permettono di mantenere questa distanza si dovrà indossare immediatamente la MASCHERINA CHIRURGICA\, che deve essere sempre tenuta disponibile. I partecipanti dovranno spesso igienizzare le mani con apposita soluzione / gel\, soprattutto dopo essere stati in un luogo pubblico (mezzi di trasporto\, rifugi\, impianti funiviari\, ecc.). \nBUONA ESCURSIONE AMICI!!!\nI REFERENTI VI RINGRAZIANO… E ALLA PROSSIMA\, INSIEME ALLA VOSTRA COMPAGNIA! \nDolomiti ampezzane \nMappa
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LOCATION:Passo tre Croci\, Cortina d'Ampezzo\, 32043
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SUMMARY:GRUPPO DEL SASSOLUNGO E SASSOPIATTO
DESCRIPTION:DOMENICA 6 SETTEMBRE 2020\nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA – PIAZZOLA SUL BRENTA \nGRUPPO DEL SASSOLUNGO E SASSOPIATTO\nEscursione dal PASSO SELLA alla cima del SASSOPIATTO \n \nSassolungo – Sassopiatto \nREFERENTI: Anastasia Parfene\, Paolo Cervato\, Paolo Cavinato\, Riccardo Lago \nVOLONTARI ESPERTI: Elisabetta Ceccato\, Sabina Mascaro\, Serafino Campagnin\, Paolo Casonato. \nMEZZO DI TRASPORTO: PULMAN\, PARTENZA ore 5 davanti alla sede del GAM a PIAZZOLA SUL BRENTA \nDATI TECNICI: Partenza escursione: Dal rifugio poco sotto il Passo Sella 2160 m Tipologia: E\, EE \nDislivelli: \nGruppo A = salita 1100 m (Sassopiatto)\, discesa al rif. Micheluzzi 1100 m a Campitello 1550 m\nGruppo B = salita 650 m (rif. Alpe di Tires)\, discesa al rif. Micheluzzi 600 m a Campitello 1050 m. \nPossibilità di fermarsi al rif. Sasso Piatto per poi scendere direttamente al rif. Micheluzzi.\nPossibilità di fermarsi al Passo Duron per poi scendere direttamente al rif. Micheluzzi. \nQuota massima: Cima Sassopiatto 2958 m. Segnaletica: Ottima. Tempi: Gruppo A 4h+3h\, Gruppo B 4h+2h\nPunti d’appoggio: rif. Frederich August\, rif. Sandro Pertini\, rif. Sasso Piatto\, rif. Alpe di Tires\, rif. Micheluzzi \nPranzo: Al sacco Cartografia: Tabacco N°06 Scala 1:25000 \nNOTE: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato per la alta quota ed alla stagione\, indossare calzature adatte ai sentieri di montagna rocciosi. \n  \nDESCRIZIONE DELL’ESCURSIONE:\nSi parte tutti assieme dal rifugio Joch Haus (2160 m) poco sotto il Passo Sella (2218 m)\, ci incamminiamo per il sentiero 4-594 passando per il rifugio Salei fino a salire alla Sela Rodela 2318 m. Proseguiamo quindi sul sentiero denominato Friedrich August Weg\, dal re di Sassonia appassionato botanico\, consueto visitatore di queste zone. Si cammina lungo un comodo sentiero che presenta dislivelli minimi\, attraversando le pendici prative del Sasso di Levante e del Sasso Piatto (Sas Piat)\, dove incontreremo i rifugi Friedrich August (2298 m) e Sandro Pertini (2300 m)\, per uscire sull’ampia sella erbosa del Giogo di Fassa (Jouf de Fascia) presso il\nRifugio Sasso Piatto (2300 m). Da questo punto ci dividiamo in due gruppi\, il primo (A) sale alla cima del Sassopiatto\, il secondo (B) prosegue fino al rifugio Alpe di Tires (2440 m). \n  \nGRUPPO A: Partiamo ora per la sassosa parete Est del Sassopiatto\, la cui pendenza media è di 30-40 gradi. Il sentiero\, segnalato con bolli bianco rossi ed ometti di pietra\, sale con ripidi tornanti senza pause e\, stando attenti a non smuovere detriti\, porta allo sbocco sulla cresta finale dove arriva anche il canalone dal quale esce la ferrata Oskar Schuster\, una decina di metri sotto la croce di vetta. Sotto la vetta l’impressionante strapiombo che guarda il lunare vallone del gruppo del Sassolungo\, il quale\, da questa prospettiva\, si percepisce in tutta la sua magnificenza: esso è infatti una lunga lama di roccia. Fantastici scorci dalle rocce dolomitiche della punta Grohmann e dall’Innerkofler lasciano intravedere il Piz Boè e la Marmolada\, mentre a tutto campo il panorama corre dalla Val Gardena alle Odle\, dall’alpe di Siusi ai denti di Terra Rossa e al Catinaccio\, dai Lagorai ai Monzoni.\nDopo la sosta scendiamo per lo stesso percorso di salita al rif. Sasso Piatto\, da dove per il sentiero 533 transitiamo per la Malga Sassopiatto\, proseguiamo quindi per verdi prati con mucche al pascolo per poi addentrarci nel bosco ed infine raggiungiamo il rif. Micheluzzi\, punto di ritrovo con il gruppo B. \n  \nGRUPPO B: Continuiamo sul sentiero segnavia n. 594/4\, sugli Ores de Fascia (Cresta di Siusi) costituiti da nere rocce vulcaniche. Il sentiero\, che presenta un andamento perlopiù pianeggiante\, corre\, all’inizio\, lungo la cresta e poi sul versante della Val Duron fino al passo omonimo. Alcune selle poste lungo il percorso permettono di godere di superbi panorami anche del versante opposto con l’Alpe di Siusi e le Odle in primo piano. Dal Pas de Duron proseguiamo\, a sinistra\, verso il rifugio Alpe di Tires a m 2.440 sulla strada sterrata\nche sale costantemente fino a farsi più ripida nell’ultimo tratto\, stretti fra la massiccia parete del Molignon a sinistra e le aguzze guglie giallo-rossastre dei Denti di Terrarossa a destra.\nIl ritorno segue il percorso di salita fino al Pas de Duron\, poi continuiamo sulla destra per la carrareccia che si snoda attraverso i pascoli dell’alta Val Duron e percorrendone il fondovalle lungo il sentiero n. 532 giunge al rif. Micheluzzi\, punto di ritrovo con il gruppo A. \n  \nDa qui scendiamo tutti assieme a Campitello per la strada sterrata dove ci attende la corriera. Possibilità di discesa dal rif. Micheluzzi a Campitello con pulmino. \n  \nNOTA BENE: Durante lo svolgimento dell’escursione si deve mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 m\, mentre per le soste o il ristoro la distanza è di 1 m; in tutte le situazioni che non permettono di mantenere questa distanza si dovrà indossare immediatamente la MASCHERINA CHIRURGICA\, che deve essere sempre tenuta disponibile. I partecipanti dovranno spesso igienizzare le mani con apposita soluzione/gel\, soprattutto dopo essere stati in un luogo pubblico (mezzi di trasporto\, rifugi\, impianti\nfuniviari ecc.) Portare bicchiere\, posate ecc. … riciclabili non USA E GETTA. \nBUONA ESCURSIONE AMICI!!!\nI REFERENTI VI RINGRAZIANO… E ALLA PROSSIMA\, INSIEME ALLA VOSTRA COMPAGNIA!
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LOCATION:Gruppo del Sassolungo\, Santa Cristina Valgardena\, Bolzano\, 39047
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SUMMARY:GRUPPO DEL SELLA - PIZ BOÈ
DESCRIPTION:DOMENICA 2 AGOSTO 2020\nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA – PIAZZOLA SUL BRENTA \nGRUPPO DEL SELLA – PIZ BOÈ\nEscursione dal PASSO PORDOI al PIZ BOE’ \n \n[wonderplugin_slider id=3] \nPasso Pordoi – Piz Boè \nNOTA BENE: Durante lo svolgimento dell’escursione si deve mantenere una distanza interpersonale di almeno 2 m\, mentre per le soste o il ristoro la distanza è di 1 m; in tutte le situazioni che non permettono di mantenere questa distanza si dovrà indossare immediatamente la MASCHERINA CHIRURGICA\, che deve essere sempre tenuta disponibile. I partecipanti dovranno spesso igienizzare le mani con apposita soluzione/gel\, soprattutto dopo essere stati in un logo pubblico (mezzi di trasporto\, rifugi\, impianti\nfuniviari ecc.) \nREFERENTI: Anastasia Parfene\, Paolo Cervato\, Paolo Cavinato\, Tarcisio Santinello\, Ivo Callegari\, Renato Zilio \nVOLONTARI ESPERTI: Sabina Mascaro\, Maria Luisa Donà\, Paolo Grafigni\, Isabella Danieletto\, Riccardo Lago\, Gilberto Turetta\, Renato Zanini. \nMEZZO DI TRASPORTO: PULMAN\, PARTENZA ore 5:00 davanti alla sede del GAM a PIAZZOLA SUL BRENTA \nDATI TECNICI: Partenza escursione: Passo Pordoi 2200 m Tipologia: E\, EE \nDislivello: Gruppo A 900-1000 m\, Gruppo B 900-1000 m\, Gruppo C 200-300 m con funivia\, (esclusi saliscendi).\n                     Quota massima: Capanna Fassa\, PIZ BOÈ 3150 m. Segnaletica: Ottima. \nTempi: Gruppo A 4(5) h + 2h\, Gruppo B 3(4) h + 2h\, Gruppo C 2 h + 2h \nPunti d’appoggio: rifugio Maria\, rifugio Forcella Pordoi\, rifugio Boè\, Capanna Fassa \nPranzo: Al sacco Cartografia: Tabacco N°5\, 1:25000 \nNOTE: Consigliati i bastoncini da trekking\, abbigliamento adeguato per la alta quota e alla stagione\, obbligo di indossare calzature adatte ai sentieri di montagna rocciosi. (NO scarpe da ginnastica) \nDESCRIZIONE DELL’ESCURSIONE: \nIl nostro bel gruppone si divide in tre gruppi A\, B\, C. Si parte dal Passo Pordoi\, 2200 metri\, passo che congiunge Arabba\, frazione veneta di Livinallongo del Col di Lana con Canezei in Trentino. \nGRUPPO A: dal Passo Pordoi si cammina sul sentiero quasi pianeggiante che porta verso l’Ossario a 2240m.\nSi sale fino all’attacco della ferrata Piazzetta\, quindi verso est percorriamo un breve tratto di saliscendi fino ad incrociare il sentiero 638 che arriva dal rifugio KOSTNER\, qui deviamo sulla sinistra per il canalone ghiaioso.\nOra risaliamo la parte più impegnativa e ripida del percorso con l’aiuto di una fune metallica\, fino a raggiungere la piana che si trova al di sopra. Nelle vicinanze – verso nord – si trova un piccolo lago chiamato lago ghiacciato (Lach Dlaces). Da qui si prosegue ad est sulle lastre di pietra verso il pendio roccioso fino a raggiungere la dorsale sud-est\, dove incroceremo il sentiero di uscita della ferrata Piazzetta\, ed in breve la cima con Capanna Fassa\, il piccolo rifugio in cima al PIZ BOÈ! \nGRUPPO B: dal passo si sale seguendo il sentiero 627 fino a raggiungere la forcella Pordoi dove è situato l’omonimo rifugio 2850 m. Dalla forcella si continua per il 627\, per prendere poi il 638 con destinazione Capanna Fassa. Non bisogna assolutamente prendere sottogamba questo sentiero perché sono presenti alcuni tratti esposti\, in particolare il sentiero 638 percorre alcuni passaggi su roccette ma agevolati da funi e gradini metallici\, pur richiedendo un passo sicuro\, il tratto attrezzato non presenta difficoltà di rilievo. Dopo aver superato questo tratto finale si arriva alla destinazione – PIZ BOE’ 3152 m con la Capanna Fassa. \nGRUPPO C: SI utilizza la funivia che parte dal passo e arriva al rifugio Maria 2950 m\, poi si scende alla Forcella Pordoi\, quindi prosegue per lo stesso percorso del gruppo B. \nDISCESA: La discesa è uguale per tutti e tre i gruppi\, si scende fino alla forcella Pordoi\, qui chi vuole può salire al rifugio Maria è prendere la funivia\, gli altri scendono per il canalone sottostante piuttosto ripido ma ben percorribile grazie alle svolte e alle ghiaie mobili lungo le quali si può franare più velocemente: il passo Pordoi ormai non è lontano. \nBUONA ESCURSIONE AMICI!!!\nI REFERENTI VI RINGRAZIANO… E ALLA PROSSIMA\, INSIEME ALLA VOSTRA COMPAGNIA!
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LOCATION:Gruppo di Sella\, Canazei\, 38032\, Italia
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SUMMARY:Salita alla Malga Cima e al Monte Cima Catena del Lagorai
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA\nDOMENICA 23 FEBBRAIO 2020\nSalita alla Malga Cima e al Monte Cima\nCatena del Lagorai \n \n \nL’accesso alla Malga Cima con l’itinerario proposto avviene per la strada che risale la Val Campelle\, passando per il noto rifugio Crucolo fino alla Malga Cenon di sotto (1300 m circa) dove lasciamo le l’auto. Qui prendiamo la lunga strada forestale\, con segnavia 333\, attraversiamo un bel bosco fino alla radura con Malga Cenon di Sopra (1525 m)\, proseguiamo per la forestale con begli squarci sul versante verso il Monte Ciste e il Monte Pastronezze\, due classiche mete di sci alpinismo. Quindi raggiugiamo la dorsale del Costone di Val Prà\, ora la strada piega ad est in vista di Malga Val di Prà dove scende dolcemente perdendo un po’ di dislivello fino a superare un altro costone e sbucare nella radura di Primalunetta (1722 m)\, con la caratteristica chiesetta di S. Bartolo e il Rifugio Forestale. \nArrivati a questo punto\, in funzione del tempo della neve e delle “forze”\, abbiamo la possibilità di effettuare due percorsi o di fare due gruppi. Il primo percorso sulla destra\, leggermente si abbassa fino alla valletta e per la forestale in un’ora circa ci porta direttamente alla malga Cima\, il secondo prosegue diritto e dapprima si alza gradualmente in costa fino alla bella Malga Primalunetta di Sopra poi scende brevemente nell’impluvio e risale per bel bosco rado di larici la valletta fino alla larga Forcella del Dogo (1972 m)\, tra il costone del Monte Tauro a est e il Monte Cima a ovest\, sul Monte Tauro poco sotto la cima si trova il Bivacco Argentino. Da qui per la facile dorsale si arriva in vetta al Monte Cima che è ampia e quasi pianeggiante e si raggiunge in pochi minuti\, offrendo una veduta spettacolare e inusuale delle cime di questa parte di Lagorai e del versante nord dell’altopiano dei sette comuni con le cime della Caldiera\, dell’Ortigara\, Cima \nDodici\, …. \, si scende dal versante opposto\, più ripido\, ed in breve si arriva alla Malga Cima (un’ora e mezza circa in totale).\nIl ritorno sarà per la forestale fino alla radura di Primalunetta e poi per la strada di salita fino al punto di partenza.\nAnche il Monte Cima durante la Grande Guerra\, come tutta la Catena del Lagorai\, faceva parte della linea di fronte e fu teatro di sanguinose battaglie. \nTrasporto: Auto\nRitrovo: Presina ore 6\,45\, partenza ore 7\,00\nComitiva: Unica\nDislivello: 600 m alla malga\, 800 m alla cima\nDifficoltà: EAI\nEquipaggiamento: Ciaspole + Ramponcini\nDurata: 5/6 ore\nPranzo: al sacco\nPercorso: Malga Cenon di sotto 1300 m (Val Campelle) – Malga Cenon di sopra 1510 m – Cappella San Bortolo 1719 m – Malga Cima 1859 m – Monte Cima 2032 m\nCartina: Kompass 626 scala 1:25000\nReferenti: Rosanna Trevisan 347 9195095 Remina Scapin 340 1548141 \nProgramma
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LOCATION:Catena del Lagorai\, Trento\, 38059\, Italia
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SUMMARY:IN COLLABORAZIONE CON IL GRUPPO PODISTI DI GRANTORTO “3A MARCIA DEE FRITOE”
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SUMMARY:DAL PASSO VEZZENA AL PIZZO DI LEVICO
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA\nDOMENICA 26 GENNAIO 2020\nDAL PASSO VEZZENA AL PIZZO DI LEVICO \n \n \nCi troviamo davanti alla sede alle ore  7:30 \nREFERENTI: ANASTASIA PARFENE ( 3286372897)\, MARIA LUISA DONA’\nTRASPORTO: MEZZI PROPRI\nPERCORSO: T\, E\nTEMPO DI PERCORENZA: 4/5 H\nDISLIVELLO: 500m\, giro ad anello\nNOTE: abbigliamento adeguato alla quota è alla stagione\, obbligo di calzature adatte ai sentieri di montagna. Ricordarsi inoltre di portare l’occorrente per il momento conviviale( posate\, bicchiere\, piatto non usa è getta). PRANZO A SACCO. \nDescrizione percorso:\nDall’ampio parcheggio del Passo(1400m) si prende la strada inizialmente asfaltata che costeggia il ristorante Al Verle\, seguendo le indicazioni per il Forte Verle. Dopo pochi tornanti è ben visibile il Forte Busa Verle(1505m\, 0\,20ore)\, si prosegue per la via principale\, ora sterrata\, ignorando le laterale per le malghe. In prossimità di una ampia curva a destra(1467m\, 0.20ore)\, si stacca sulla sinistra il sentiero 205 che rappresenta il percorso più breve per salire allo Spitz Verle ma anche il più ripido. Nel primo tratto\, un paio di gradoni di legno agevolano la salita e permettono il facile riconoscimento del tracciato\, che procede poi con pendenza sostenuta fino al Pizzotto (1810m\, 1.10ore). qui si congiunge al terz’ultimo tornante della strada sterrata militare che porta comodamente alla vetta del Vezzena (1908m\, 0.20ore)\, sulla quale troneggia una grande croce metallica. L’affilata punta rocciosa della montagna altro non è che il tetto della Spitz Verle. \nPer il rientro si riprende la strada militare in direzione sud. Al terzo tornante(1810m) si può scendere a destra sul ripido sentiero 205 che conduce al punto di partenza(1.30ore). \nIn alternativa per chiudere l’itinerario ad anello\, si prosegue sulla sterrata\, attraversando la valle tra Vezzena è il Camin. È una via ampia\, comoda e poco ripida\, che sbuca sul Sentiero della Pace (1600m\,1.10ore). qui si piega a destra e raggiunto il bivio per malga Macai di Sotto\, ci si tieni ancora a destra\, in direzione ovest. Si prosegue sempre dritti e\, dopo aver superato l’attacco del sentiero 205\, la sterrata compie un’ampia curva verso sud\, scendendo al ben visibile Forte Busa Verle\, e infine\, al Passo Vezzena (1 ora). \nProgramma
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LOCATION:Passo Vezzena – Pizzo di  Levico\, Cima Vezzena\, Levico Terme\, 38056\, Italia
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SUMMARY:Grotte del Caglieron - Pian di Cansiglio
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA\nDOMENICA 1 7 Novembre 2019\nGrotte del Caglieron – Pian di Cansiglio \n \nReferenti: Ramona Zaharia 347 4358393 \, Riccardo Lago 328 8320432 \nMezzi di trasporto: Pullman (se si arriva ad un minimo di 38 partecipanti)Mezzi propri \nPartenza: ore 6.00 di fronte la sede del GAdM via Rolando\, 57 – Piazzola sul Brenta \nDati tecnici: giro ad anello con dislivello di 600 metri REALI su 15 km ca\, difficoltà E\, durata escursione 6-7 ore (soste incluse) \nNote: Necessari i bastoncini da trekking in quanto il fogliame in discesa risulta essere molto scivoloso\, abbigliamento adeguato alla quota e alla stagione; obbligo di calzature adatte ai sentieri di montagna. Ricordarsi inoltre di portare l’occorrente per il momento conviviale (posate\, bicchiere\, piatto non usa e getta). Pranzo a sacco. \nCenni Storici: Sull’altipiano del Cansiglio si è stanziata\, a partire dalla seconda metà del 1700 \, una comunità di origine cimbra\, proveniente dall’Altopiano di Asiago. Quattro ceppi familiari (Azzalini\,Bonato\, Gandin e Slaviero) si spostarono dal villaggio di Roana nella Foresta del Cansiglio quì “chiamati dall’Arsenale della Serenissima a “tagliar doghe di faggio”.\nCirca l’origine e la provenienza ancora incerta di questo popolo\, si dice che esso appartenesse ad una leggendaria tribù di guerrieri che popolava le rive del Mar Nero. Essi risalirono il corso del Danubio e si spostarono prima verso il Nord d‘Europa e poi\, intorno al VII secolo a.C. iniziarono ad emigrare verso Sud. Qualche secolo dopo\, nel 101 a.C.\, furono sconfitti da Mario al Campi Raudii\, dopo di che trovarono rifugio in Baviera. Con l’avvento del Sacro Romano Impero\, approfittando di concessioni di favore rilasciate dai vescovi conti\, si spostarono nelle terre dell’Alto Adige e da queste terre\, sempre per concessioni vescovili\, molte famiglie si stabilirono sugli Altipiani di Asiago e su quelli veronesi dell’alta valle d’Illasi\, dando origine ai sette comuni cimbri vicentini\, e ai tredici comuni cimbri della Lessinia. In alcune di queste contrade (Mezzaselva\, Roana\, Giazza) si parla ancor oggi l’antica lingua dei padri cimbri\, un idioma alto medioevale di origine germanica.\nI Cimbri del Cansiglio prosperarono grazie al lavoro di boscaioli e soprattutto scatoleri (costruttori dei cosiddetti scatoi\, contenitori cilindrici in legno di faggio di uso molto diffusi a quei tempi). Per barattare i loro prodotti artigianali\, i Cimbri scendevano a valle lungo la vecchia strada remiera\, che dai villaggi posti attorno alla Piana del Cansiglio\, scendeva a Fregona attraverso Cadolten per raggiungere i paesi pedemontani del circondario. Parlavano una lingua simile a quella tedesca\, per cui erano denominati come “cruck”; in realtà si trattava della lingua cimbra\, una lingua nuova e sconosciuta ai vicini\, che però\, vuoi per i matrimoni\, o per gli scambi commerciali e ancora più per la frequenza scolastica\, gradualmente si smembrò fino ad estinguersi in questo secolo. \nDescrizione percorso: Come prima meta della giornata\, andremo a percorrere l’ itinerario delle Grotte del Caglieron\, un paradiso sotterraneo nell’oasi trevigiana\, alla scoperta di una meraviglia naturale nel cuore del Veneto\, tra grotte\, cascate e laghi artificiali. Ai piedi dell’altopiano del Cansiglio e poco distante da Vittorio Veneto\, vi è un’area che è tutto un susseguirsi di cascate\, grotte\, corsi d’acqua. C’è persino un bacino artificiale\, il lago di Madruc. Ed è qui\, in questo territorio incontaminato e pieno di silenzio\, che si trovano le Grotte del Caglieron\, sul cui fondo scorre l’omonimo torrente. È la sua acqua\, che ha per anni scavato una gola rocciosa calcarea e ha dato vita a numerose cascate\, tutte affacciate sullo spettacolare orrido. Perché sono così speciali\, queste grotte? Perché\, accanto a quelle create dalla natura\, ce ne sono altre che sono frutto dell’intervento umano. Gli abitanti del luogo\, a partire dal XVI secolo\, hanno iniziato a scavare la roccia per estrarre l’arenaria dalle gole e dagli argini del torrente: la pietra dolza ricavata\, ancora oggi\, viene impiegata per costruire stipiti e architravi. E si sono originate proprio così\, le cavità\, grazie a quel metodo di estrazione a blocchi.\nSuccessivamente ci sposteremo sul pian di Cansiglio dove lasceremo i mezzi di trasporto nel parcheggio del Centro Educazione Naturalistica Casa Vallorch\, poco distante dal villaggio dei Cimbri.\nCaratteristica principale di questa escursione è l’immersione nella foresta\, prevalentemente a faggeta. Dopo aver lasciato il villaggio Cimbro tenendo la sinistra\, proseguiamo verso i sentieri “F1”\, quello verso sinistra per il quale si sale\, e “S” per il quale si rientra. Si segue lungamente il sentiero “F1”\, il bosco di faggi è bellissimo\, la camminata in leggera salita piacevolissima. Si raggiunge il fondo del vallone Vallorch per risalire l’impluvio\, spesso umido e scivoloso. A metà salita si incrocia la stradina forestale del Taffarel\, si prosegue ancora in salita fino a raggiungere un bivio di sentieri “F2” con l’Altavia n.6 e la TV1 Sentiero Panoramico dal Grappa al Cansiglio. Al bivio (segnali e cartelli vari) si svolta a destra ed il sentiero prosegue con leggeri saliscendi tra doline e dossi boscosi mantenendo sempre la quota\, finché non si raggiunge il bivacco de la Pita. Trattandosi di un sentiero importante dovrebbe essere ben frequentato\, in realtà è poco più di una traccia e occorre prestare attenzione a non smarrire la direzione ed i segnali. Culmine della traversata è il Col de la Feda (m.1.442)\, una specie di vallone boscoso\, oltre il quale la traccia diviene più evidente e si prosegue lungamente sul fondo del largo vallone per sbucare al termine dell’area di riserva (cartello didattico) per poi proseguire per un tratturo nel vallone disboscato a pascolo per raggiungere la baracca di casera Le Prese. Superata la baracca\, dopo poco si diramano a destra i sentieri “E” e “R” con la tabella “Sentiero Alpago Natura”. Conviene seguire il sentiero “E” (per l'”R” si rischia di perdersi nel bosco)\, dopo l’attraversamento di vallecole e doline si scende rapidamente alla sottostante strada forestale del Taffarel. La si segue verso destra fino ad un curvone dove si dirama il sentiero “S – Sentiero Alpago Natura” (su alcune carte segnato come stradina)\, che con una ripida e rapida discesona con un tornante ci riporta a Vallorch. \n \nProgramma
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LOCATION:Grotte del Caglieron\, via Grotte del Caglieron\, Fregona\, 31010\, Italia
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SUMMARY:Un Pianoforte… Nel Sole della sera…
DESCRIPTION:DOMENICA 6 OTTOBRE 2019 \nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA – PIAZZOLA SUL BRENTA \nORGANIZZA IL\nUn Pianoforte… nel Sole della sera…\ncon Paolo Zanarella\, il pianista fuori posto.
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LOCATION:Ponte sull’Ostiglia\, Via Brenta 3\, Pieve di Curtarolo\, 35010\, Italia
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