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SUMMARY:… a spasso per le cose più belle del Piemonte
DESCRIPTION:[vc_row][vc_column][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/6″][vc_single_image image=”1739″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”2/3″][vc_column_text] \nGRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA \n6-7-8 Ottobre 2023\n[/vc_column_text][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/6″][vc_single_image image=”1564″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_column_text css=”.vc_custom_1692693840669{margin-top: -30px !important;}”] \n…a spasso per le cose più belle del\nPiemonte\n[/vc_column_text][vc_column_text] \nEVENTO ANNULLATO \n[/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Capigita:  \nZilio Renato – 347 544 6984\nIvo Callegari –[/vc_column_text][vc_column_text]PROGRAMMA DI MASSIMA DELL’ESCURSIONE: \nVenerdì 6 ottobre: Ore 6\,00 – ritrovo presso la sede di Via Rolando 57 e partenza per Venaria Reale. \nMattino: arrivo Venaria Reale – ore 12\,30 ca.;\npranzo/colazione libera – ore 12\,30 13\,30.\nPomeriggio: ore 14\,00 visita guidata alla Reggia di Venaria.\nSera: Arrivo a Torino in Hotel\, sistemazione e cena. \n[/vc_column_text][vc_column_text]Sabato 7 ottobre: Visita al Forte di Fenestrelle /o in alternativa/ Visita alla miniera di Prali. \nMattino: colazione in hotel; Formazione dei gruppi A/B di visita e partenza.\nA – Visita ed escursione al forte di Fenestrelle;\nB – Visita ed escursione alla miniera di Prali;\nN.B.:\na) – per la visita/escursione al forte di Fenestrelle è richiesto allenamento fisico alla salita e opportuno equipaggiamento da trekking (l’organizzazione si riserva di escludere dall’escursione le persone che non presentano le caratteristiche richieste\, le quali potranno partecipare tuttavia all’altra visita\, meno impegnativa).\nb) – per la visita alla miniera si tenga presente che la temperatura all’interno è di 10 °C costanti\, per cui è consigliato un abbigliamento adeguato: scarponcini o scarpe sportive e giacca a vento anche se la stagione è calda.\nN.B.: per entrambe le visite\, non è previsto alcun pranzo nel corso della giornata.\nOgni persona pertanto dovrà organizzarsi autonomamente a piacere (colazione a sacco) e secondo le proprie esigenze!\nSera: ritrovo dei due gruppi con modalità tempestivamente concordate\, ritorno in hotel\, cena e pernotto; \n[/vc_column_text][vc_column_text]Domenica 9 ottobre: \nMattino: colazione in hotel e partenza per Sant’Ambrogio di Torino;\nore 10\,30 – arrivo alla Sacra di San Michele e visita guidata.\nN.B.: per la visita alla Sacra sono consigliati abbigliamento adeguato e calzature sportive.\nOre 13\,30 – pranzo in ristorante.\nPomeriggio: ritorno a Piazzola prevedendo soste al bisogno e visite libere lungo il percorso. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Informazioni generali: \nQUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE. La quota fissata è di € 300 per i soci del Gruppo A.d.M Piazzolas/B\, ed € 320 per i non soci.\nL’acconto\, quale quota di iscrizione\, e il saldo dovranno essere effettuati con le modalità ed entro i termini che saranno tempestivamente comunicati. \nLA QUOTA COMPRENDE: viaggio in pullman gran turismo\, completo di ogni comfort e servizio a norma di legge: Spese autostradali e parcheggi; n. 1 autista per tutto il periodo; Sistemazione in hotel 3 stelle in camere doppie con servizi privati; Trattamento di mezza pensione in hotel. Non è previsto il pranzo per i giorni 6 e 7 ottobre\, lasciato all’iniziativa dei partecipanti. Guida (ove prevista) per i tre giorni. Assicurazione Medica No Stop a persona; \nLA QUOTA NON COMPRENDE: Tasse di soggiorno; Ingresso a castelli o musei extra programma; mance\, extra di carattere personale\, facchinaggio e tutto quanto non indicato alla “la quota comprende”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_zigzag color=”green” el_width=”80″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nNote storico – turistiche\nLa Venaria Reale\, è grandioso e regale complesso a circa 10 km da Torino con 80.000 metri quadri di edificio monumentale della Reggia e 60 ettari di Giardini\, beni adiacenti al seicentesco Centro Storico di Venaria ed ai 3.000 ettari recintati del Parco La Mandria\, si presente come un capolavoro dell’architettura e del paesaggio.\nDefinita anche come una “Corte dei contemporanei” aperta a tutti\, che si propone come scoperta di esperienze molteplici\, una sorta di viaggio nella “Reggia d’Italia” dove\, puntando sulla valorizzazione del nostro patrimonio storico\, paesaggistico e gastronomico\, si possono trovare “regalità e piacere di vivere”.\nDichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1997 è aperto al pubblico nel 2007 dopo essere stato il cantiere di restauro più rilevante d’Europa per i beni culturali.\nL’edificio monumentale\, vanta alcune delle più alte espressioni del barocco universale: l’incantevole scenario della Sala di Diana progettata da Amedeo di Castellamonte\, la solennità della Galleria Grande e della Cappella di Sant’Uberto con l’immenso complesso delle Scuderie Juvarriane\, opere settecentesche di Filippo Juvarra\, le fastose decorazioni\, la spettacolare Fontana del Cervo nella Corte d’onore rappresentano la cornice ideale del Teatro di Storia e Magnificenza\, il percorso espositivo dedicato ai Savoia che accompagna il visitatore lungo quasi 2.000 metri\, tra piano interrato e piano nobile della Reggia. \nIl Forte di Fenestrelle è un complesso fortificato eretto dal XVIII al XIX secolo a Fenestrelle\, in Val Chisone (TO). Per le sue dimensioni e il suo sviluppo lungo tutto il fianco sinistro della valle\, la fortezza è anche detta la grande muraglia piemontese. Dal 1999 è diventata il simbolo della Provincia di Torino[1] e nel 2007 il World Monuments Fund l’ha inserita nella lista dei 100 siti storicoarcheologici di rilevanza mondiale più a rischio.\nProgettata inizialmente dall’ingegnere Ignazio Bertola nel XVIII secolo con funzione di protezione del confine franco-piemontese\, la fortezza venne completata solamente nel secolo successivo e non fu mai coinvolta in assedi o assalti in forze degni di nota o rilievo; fu invece protagonista di alcune schermaglie minori e di un breve scontro nel corso della seconda guerra mondiale. Dopo un lungo periodo di abbandono\, durato praticamente dal 1946 al 1990\, è iniziato un progetto di recupero\, tuttora in corso\, che l’ha riaperta al turismo.\nLa costruzione\, definita erroneamente “forte”\, è in realtà un insieme ininterrotto di strutture fortificate\, per questo motivo il termine più corretto per definirla è “fortezza”. Nella fattispecie questa fortezza è formata da 3 forti e 7 ridotte\, uniti ed indipendenti fra loro\, collegati da spalti\, bastioni\, scale e da ben 28 risalti\, per una superficie complessiva di 1.350.000 m². La struttura si sviluppa per oltre 3 chilometri su un dislivello di circa 635 metri. La fortezza viene oggi ricordata anche per le sue due lunghe scalinate: la scala interna\, detta “Scala Coperta” composta da circa 4.000 gradini\, che permetteva di raggiungere tutti i forti che compongono la struttura senza dover mai uscire\, e la scala esterna\, detta “Scala Reale” composta da 2.500 gradini che veniva utilizzata dal re quando si recava in visita. \nLa visita alla miniera di Prali “ScopriMiniera” ha inizio a bordo del trenino dei minatori\, aggiungendo un pizzico di avventura a questo viaggio “al centro della terra”. Il percorso prosegue a piedi\, per un tuffo nel passato lungo i cunicoli ed i cantieri di lavoro:\nnell’entrare nelle viscere della montagna tutti i sensi sono coinvolti in un turbinio di sensazioni.\nEntrare in galleria a bordo del trenino dei minatori\, percepire sulla pelle l’aria fresca\, essere avvolti dall’oscurità del sottosuolo spezzata solamente dal luccichio del candido talco\, rimanere stupiti dal silenzio assoluto delle miniera per poi trasalire alle forti vibrazioni dei martelli pneumatici o a causa di improvvise esplosioni che si odono in lontananza…\nAi visitatori non resta che vivere il compito di addentrarsi nel cuore della montagna\, risalire la scala delle Ere Geologiche a bordo della Macchina del Tempo\, scoprirne i misteri ancora celati portando alla luce quali meraviglie diano vita al nostro pianeta e al contempo\, vivere un’esperienza assolutamente unica ed appassionate: toccare con mano questo microcosmo sotterraneo che è la miniera “Paola”\, per confrontarsi con il passato dell’epopea mineraria\, ma anche per sorprendersi\, scoprendo che qui in Val Germanasca – dopo oltre un secolo dall’apertura delle miniere – vi sono ancora oggi oltre 100 persone impiegate nella coltivazione di un giacimento di talco bianco\, purissimo ed unico al mondo.\nLa visita dura 2 ore circa. La temperatura in miniera è di 10 °C costanti\, pertanto consigliamo un abbigliamento adeguato.\nLa Sacra di San Michele. L’arcangelo Michele è raffigurato come il capo supremo dell’esercito celeste e guerriero contro i nemici della Chiesa. Il culto dell’arcangelo si diffuse e si sviluppò nelle regioni mediterranee in particolare in Italia\, dove giunse assieme all’espansione del cristianesimo. Nel V secolo sul promontorio del Gargano sorse il più antico e più famoso luogo di culto micaelico dell’occidente: il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo. In Francia\, nel 708 o 709\, su un altro promontorio sulla costa della Normandia\, fu consacrato all’Angelo un santuario detto di Mont-Saint-Michel au péril de la mer a causa del fenomeno dell’alta e bassa marea che rendeva pericoloso quel luogo. \nLa Sacra è di San Michele perché nasce e cresce con la sua storia e le sue strutture attorno al culto di San Michele che approdò in Val di Susa nei secoli V o VI. La sua ubicazione in altura e in uno scenario altamente suggestivo richiama immediatamente i due insediamenti micaelici del Gargano e della Normandia. Fondata tra il 983 e il 987 sullo sperone roccioso del monte Pirchiriano si trova al centro di una via di pellegrinaggio di oltre duemila chilometri che unisce quasi tutta l’Europa occidentale da Mont-Saint-Michel a Monte Sant’Angelo.\nAttualmente la Sacra è affidata ai padri Rosminiani che sono protagonisti di un insolito fervore di iniziative\, favorito dalla visita del Santo Padre Giovanni Paolo II (14/7/1991)\, sostenuti dalla presenza di tanti collaboratori e volontari\, col sostegno di enti pubblici e privati\, soprattutto dalla Regione\, dopo che la legge speciale del 21/12/1994 ha riconosciuto la Sacra come “Monumento simbolo del Piemonte“.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_single_image image=”2552″ img_size=”full” alignment=”center”][vc_column_text] \nForte di Fenestrelle \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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LOCATION:Piemonte\, Italia
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SUMMARY:Bosco del Cansiglio
DESCRIPTION:GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA\nPIAZZOLA SUL BRENTA \n22 Ottobre 2023\nBosco del Cansiglio: La Crosetta\, Rif. Maset\, Casera Candaglia\, Pian Cansiglio\, ex Rif. S. Osvaldo (comit. B) Bus de la Lum\, Lame dei Negadi\, La Crosetta (Comit. A)\nDATI TECNICI: \nTRASPORTO: Pullman / Mezzi propri\nRITROVO: Piazzola sul Brenta presso la sede ore 7\,00. – PARTENZA: Valico la Crosetta\, m 1118\nDIFFICOLTA’: E\nDURATA: 6/8 ore\nDISLIVELLO: Comit. A 600 mt. – Comit. B 400mt. – LUNGHEZZA: Km 13\, comit. A; Km 20\, comit. B.\nCARTOGRAFIA: Tabacco 012\nPUNTI DI APPOGGIO: Casera forestale Candaglia (chiusa) Pian Cansiglio.\nREFERENTI: Gianluca Bonato 335 6219053\, Renato Zilio 347 5446984\, Ivo Callegari 338 2728960\, Demo Giovanni 349 1326969\nPRANZO: al sacco. N.B.: il Cansiglio è povero di sorgenti: prevedere adeguata scorta d’acqua. Portare posate\, piatto\, bicchiere non usa e getta\, per il momento conviviale. \nPRESENTAZIONE: \nIl Cansiglio è un altipiano delle prealpi Carniche posto a cavallo fra le provincie di Treviso\, Belluno e Pordenone\, dalla caratteristica forma a catino\, con una altitudine compresa fra i 900 e i 1300 m; le maggiori elevazioni sono il M Pizzoc 1565 m\, il M Croseraz 1694 m e il M Millifret\, 1577 m.\nAltra sua caratteristica è il fenomeno dell’inversione termica per cui nelle quote inferiori si registrano le temperature più basse\, che possono toccare anche i – 20°; in alto le massime possono\narrivare anche a + 29°. Nella conca si registrano spesse formazioni nebbiose.\nLe precipitazioni sono abbondanti ma la natura carsica del terreno non favorisce il ristagno o la formazione di corsi d’acqua\, vi sono bensì numerose doline e inghiottitoi con voragini profonde che\nne fanno terreno di esplorazione per gli speleologi; ricordiamo fra le più note\, il Bus de la Lum\, – 185 m\, il Bus de la Genziana\, – 582 m e 3 km di sviluppo.\nIl “Gran Bosco del Cansiglio” ha una estensione di 5920 ha\, è gestito con criteri naturalistici\, il taglio è controllato e alcune superfici sono tenute a riserva integrale totale. Gli animali di tutte le specie sono numerosi e presenti. Sono vigenti su tutto il territorio i divieti di caccia\, raccolta di erbe\, piante e funghi. Numerosi i reperti archeologici rinvenuti che datano la presenza umana ad oltre 10.000 anni fa (Paleolitico). \nDESCRIZIONE dell’ESCURSIONE: \nLe comitive A / B\, riunite\, dal valico La Crosetta\, 1118 m\, prenderanno a D il sentiero 991 che in breve guadagna un paio di centinaia di metri e quindi in continuo saliscendi\, attraverso un suntuoso bosco di faggi porta al Rif. Maset\, 1274 m. Appena un po’ prima di arrivare al rifugio\, notiamo sulla sinistra la decisa deviazione a N del sentiero 991\, che imboccheremo dopo una breve sosta. Sarà sempre il bosco di faggi la quinta vegetale che ci accompagnerà fino ad oltre Cima Paradise\, m 1370\, massima elevazione dell’escursione.\nProseguendo per il Pian delle Fontane il bosco si fa meno rado\, ai faggi iniziano ad intervallarsi rade piante di abete rosso e il terreno accidentato dimostra in questa parte tutta la sua natura carsica nel susseguirsi degli imbuti delle doline. Arrivati ad una strada forestale\, che imboccheremo a sinistra\, lasciamo il sentiero 991 e proseguiamo per circa un chilometro fino ad arrivare alla Casera forestale Candaglia (chiusa); posto ameno ove ci fermeremo per un breve ristoro. \nDopo la pausa riprendiamo il cammino\, ora in discesa per la strada forestale. Arrivati ad un tornante a sinistra proseguiamo sempre lungo la strada fino ad un secondo tornante. Qui con attenzione lasciamo sia la strada che la deviazione\, pendendo a destra una debole traccia di sentiero che in marcata discesa ci farà risparmiare tempo e strada. Mano a mano che si scende\, il bosco da faggeta diventa pecceta pur con rari\, splendidi\, esemplari di abete bianco.\nAl termine dell’accorciatoia ritroviamo la strada forestale che imboccheremo sempre a sinistra. \nDopo un paio di curve entriamo nella cosiddetta “Zona Wilderness” del Pian de le Stele\, un’area volutamente tenuta a riserva integrale\, all’interno della quale non è previsto alcun tipo di intervento ove la natura evolve e si rigenera da sola.\nSuperato il confine di provincia e il bosco\, arriviamo quasi in vista della Piana del Cansiglio\, l’area centrale dedicata al prato\, al pascolo e all’allevamento del bestiame. All’altezza di un piccolo\nparcheggio porremo attenzione alle deviazioni sulla sinistra (C12) che imboccheremo decisamente in direzione S proseguendo per radure e piccoli gruppi d’alberi fino a giungere in breve ad un’altra strada forestale che prenderemo a destra. \nSeguendo la strada per qualche centinaio di metri arriviamo ora ad un ampio parcheggio\, ove dopo una breve sosta le comitive A e B si separeranno.\nLa comitiva B seguirà la strada forestale\, per 1 km ca\, fino all’incrocio con la SS 422\, qui prenderà a destra per altri 500 m ca fino all’ex Rifugio S. Osvaldo\, ove terminerà l’escursione.\nLa comitiva A riprende invece il cammino per l’Anello del Cansiglio in direzione S\, per giugnere in breve nella località “Bus de la Lum”\, un profondo e ampio inghiottitoio carsico\, teatro di leggende e storie cruente e tristi. Delle leggende non restano che ricordi che a volte ci fanno sognare e a volte\, con un po’ di disincanto\, sorridere. Le storie cruente e tristi\, avvenute in un passato neanche tanto lontano (durante e alla fine della II GM)\, ci vengono invece ricordate da una grande croce posta a ricordo delle vittime. \nProseguendo oltre ancora per un tratto nel bosco di conifere si arriva infine al bordo della Piana\, segnato da una robusta recinzione supportata da fili elettrificati (cautela e attenzione). Proseguiamo lungo il bordo\, fra il bosco\, la prateria e la cinta elettrificata per circa un paio di chilometri\, fino all’estremità S della Piana. A questo punto\, senza alcuna indicazione\, prendiamo una esile traccia di sentiero e riprendiamo a salire lungo un ripido pendio ove\, noteremo in breve il passaggio dalla vegetazione arborea sempreviva\, a quella decidua.\nArrivati all’intersezione con la strada forestale prenderemo a destra e in breve troviamo la SS 422\, (cautela\, attenzione) che risaliremo a S per qualche centinaio di metri fino al valico della Crosetta. \nQui riprendiamo i veicoli (o il pullman) e in breve recuperiamo gli amici della comitiva B per il ritorno. \nMappa non in scala
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