Dolomiti di Zoldo · Rifugio Dolomites – Monte Rite
Escursione RIFUGIO DOLOMITES – MONTE RITE
PARTENZA: ore 06.30 davanti alla Sede del GAM via Rolando n. 57 – Piazzola sul Brenta;
TRASPORTO: pullman o mezzi propri;
DISLIVELLO: metri 650 – 12 Km;
TEMPI DI PERCORENZA: 5/6 ore soste escluse
DIFFICOLTÀ: EAI;
COMITIVA: unica;
EQUIPAGGIAMENTO: scarponi, bastoncini da trekking, ramponi, ciaspole, ghette, abbigliamento invernale;
SOSTA COLAZIONE: Quattro Valli a Longarone;
Pranzo a sacco, portare bevande calde;
REFERENTI: Bassan Gabriella 333 1737 725 – Compagnin Serafino 345 9973 833
L’escursione parte dal parcheggio del rifugio Remauro (Passo Cibiana, m. 1530) al Monte Rite (m. 2183). Ci si avvia per l’ex strada militare molto panoramica, sentiero CAI n. 479, che sale con ampi tornanti, passando per piccoli tratti nel bosco. Lungo il percorso si segnala un breve tratto in galleria. Usciti da questa troviamo una grande e restaurata caserma. Si procede fino a raggiungere la forcella Deona (m. 2053) che offre una prima vista sul Sforniòi, Pelmo, Penna e Antelao. Dalla forcella si sale l’ultimo ramo dei tornati che ci porta al rifugio Dolomites (m 2160).
Qui troviamo il Forte di Monte Rite, è una storica fortificazione della Grande Guerra, ora sede del Messner Mountain Museum Dolomites (il “Museo delle Nuvole”). Il museo unisce il vecchio quale il forte militare e il nuovo con tre strutture su tetto di cristallo. E’ dedicato all’elemento “roccia” che racconta la storia dell’esplorazione e dell’alpinismo dolomitico. Il “Museo delle Nuvole” (è stato ideato e realizzato dal celebre alpinista altoatesino Reinhold Messner) conserva fossili di conchiglie claraia risalenti a 250 milioni di anni fa e felci di palma di 240 milioni di anni fa a ricordo di quelle che furono barriere coralline in un mare tropicale. Da qua, con le mani possiamo toccare il cielo e riempire gli occhi dalla vista di alcune delle più belle montagne dolomitiche (il Civetta, la Marmolada, il Pelmo, le Tofane, la vallata di San Vito del Cadore e Cortina d’Ampezzo, il Sorapis e l’Antelao.
